I problemi giovanili

I problemi giovanili

Dalla droga alla depressione, dall'anoressia all'ansia...parliamone e troviamo una soluzione.

Burian87 08/07/2009 ore 15.32.41 Ultimi messaggi
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(Nessuno)Riflessioni sulla depressione

Ho sentito molti dire che la depressione può essere causata da internet. io ho una teoria a riguardo che prescinde da internet (la depressione era diffusa ugualmente prima di internet) L'umanità è fatta per vivere in piccoli gruppi dagli albori dei tempi (tribù, famiglie, villaggi). Tutti si conoscevano e tutto era scandito da un ritmo di vita lento e spesso da vite, conoscenze e interessi comuni. Dall'avvento della rivoluzione industriale masse enormi di individui completamente diversi l'uno dall'altro per provenienza e vissuti si sono ritrovati a vivere in poco spazio. L'età contemporanea che esalta l'individualità e l'individuo che emerge dalla massa (potere, denaro, successo personale nelle relazioni) spinge ancora di più i soggetti singoli a differenziarsi dagli altri. Il risultato di ciò evolutivamente è che questa forzante spingerà alla prosecuzione della specie gli individui più adatti a vivere in questo contesto(competitivi, individualisti, capaci di gestire relazioni con facilità a proprio vantaggio), a dispetto di altre sfaccettaure di personalità. L'uomo si è sempre distinto dalle altre specie per l'enorme capacità di adattamento. Il depresso è colui che non si adatta, non muta, resta bloccato da qualcosa e rendendosi conto di ciò è come se preferisse abbandonare la lotta per la vita.

Tempo fa fecero un servizio sulla depressione tremenda di Gasmann (il padre). Nel suo caso si accorse all'improvviso di esser diventato vecchio, il lavoro non lo impegnava più come prima, ma non aveva coltivato la famiglia, i figli. Quindi si ritrovò di colpo a riflettere su un se stesso completamente diverso in cui non si riconosceva. Quindi secondo me la depressione è un allarme interiore di cambiamento, di un adattamento che a mente non riesce a completare
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Ho sentito molti dire che la depressione può essere causata da internet. io ho una teoria a riguardo che prescinde da internet...
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08/07/2009 15.32.41
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ernest.7 ernest.7 08/07/2009 ore 15.43.29
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

ch c entra internet con la depressione?
JaMMeLLo JaMMeLLo 08/07/2009 ore 16.38.18
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

c'è da fare qualche precisazione sul discorso individualizzazione. Direttamente dal Collins di Sociologia, ti dico che la nostra non è l'epoca dell'individualizzazione, al contrario. L'uomo arcaico o antico non aveva un concetto di se (oltre a non dominare la scrittura), non si vedeva come essere individualizzato, ma vedeva se stesso sempre all'interno di una relazione con altri soggetti del suo gruppo.

Poi c'è stato un processo di individualizzazione (accompagnato dalla scoperta e dallo sviluppo della scrittura) partito con Socrate e che è culminato nell'800. Oggi viviamo la cosiddetta ritribalizzazione e rioralizzazione, cioè l'avvento delle tecnologie di spinge a reintrodurci in una dimensione sociale/tribale (forum, social networks, chat) in cui il nostro se ha meno importanza, anche perchè lo modelliamo in modo differente a seconda del contesto.

La depressione non è imputabile alle caratteristiche della società che sono cambiate: sicuramente alcune condizioni della nostra società possono facilitarla, ma la depressione è sempre determinata da altri fattori :) altrimenti dovremmo essere tutti depressi e il mondo sarebbe già finito.
Burian87 Burian87 08/07/2009 ore 17.44.35 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

@ JaMMeLLo: Ma che studi? Ti vedo preparato in materia. Cmq io faccio un discorso di questo genere, di DNA. L'uomo deriva dai primati. Geneticamente ha sempre vissuto in piccoli gruppi o famiglie in cui gli individui si conoscono abbastanza bene. Questo piccolo gruppo nell'epoca attuale è venuto a mancare vari motivi:
1)Mobilità del lavoro. La famiglie si smembrano per esigenza lavorative, università, ecc...
2)vita in metropoli o megalopoli...con crescita della diffidenza verso l'altro come forma di protezione.
3)Diversificazione delle esperienze proprie da quelle altrui, e quindi aumento dell'incomunicabilità
Questo non è causa di depressione, ma di un malessere di cui molti individui non ce la fanno a superare del tutto.
DisorderedGeometries DisorderedGeometries 08/07/2009 ore 18.39.00
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

Sono d'accordo.
Con tutti. Anche con SnTrBono, se interverrà alla discussione, a priori.
eleven2 eleven2 08/07/2009 ore 19.02.42
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione





Oggi nessuno si interessa realmente dei giovani, a partire dalle famiglie, sempre più distanti.
Solo il mercato si interessa dei giovani per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è in realtà la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa, un orizzonte di senso.
Va da sè che, il disagio non è del singolo individuo, l'origine non è psicologica ma culturale. Perciò incapaci appaiono i rimedi elaborati dalla nostra cultura a farvi fronte.

In un celebre film un malinconico vampiro afferma: "la più abietta delle pene è la mancanza d'amore".

E' l'amore, inteso nella sua accezione oblativa e altruistica che si è fortemente contratto, e gli individui più sensibili sono coloro che avvertono nell'animo l'innaturalità di un tal vivere, rinunciando pian piano alla vita stessa, nella medesima misura in cui la vita sembra rinunciare a loro.





NonTornoNelForum NonTornoNelForum 08/07/2009 ore 19.04.28 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

eleven2 scrive:
Oggi nessuno si interessa realmente dei giovani, a partire dalle famiglie, sempre più distanti


Sono i tempi che sono cambiati, non i giovani
JaMMeLLo JaMMeLLo 08/07/2009 ore 19.26.25
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

@ Burian87:

preparato è una parola troppo grossa :D faccio Comunicazione a indirizzo Giornalismo, ma il nostro corso ha forti basi di Sociologia e studiamo anche altra robetta interessante tipo Psicologia Sociale o Cognitiva.

sui punti che hai elencato ti dico la mia (anzi, quella dei miei prof più che mia, ma mi ci trovo abbastanza d'accordo):

1) E' vero, oggi c'è molta più mobilità rispetto al passato, ma è un discorso che va anche questo precisato: la mobilità oggi va intesa più che come spostamento da un luogo all'altro come spostamento da un lavoro all'altro. Fino a 30 anni fa il lavoro era stabile, sedentario, fisso... rappresentava una sicurezza, un punto fermo, la stabilità: oggi il lavoro è invece sempre più precario e a termine. Ciò che causa malessere non è tanto il doversi spostare "fisicamente"; se io avessi un lavoro che mi richiede spostamenti ma che so essere a tempo indeterminato sarei felicissimo, anzi giro pure il mondo, chi più contento di me. Il vero problema oggi è che il lavoro dura poco e chi non ha una mentalità flessibile per saltare un tipo di lavoro all'altro spesso resta fregato o svantaggiato. E anche quelli che sono sufficientemente malleabili per accettare questo nutrono comunque delle preoccupazioni legate al fatto che il lavoro è temporaneo.

2) Sono d'accordo, ma non solo la vita della metropoli, è tutto l'impianto della società attuale che induce un senso di insicurezza generalizzato. Mo non trovo il paragrafo, ma ci sono degli interessanti studi che dimostrano che i grandi fruitori di TV sono le persone che nutrono maggior senso di insicurezza o comunque di minaccia da fattori esterni al proprio gruppo. Abbiamo meno rapporti "fisici" e più rapporti "virtuali": non pensate solo al pc e ai social networks, o alle chat ed ai forum come questo. E' sufficiente pensare al cellulare, che è diventato un mediatore fondamentale dei nostri rapporti... in conclusione: le caratteristiche dei rapporti che abbiamo con gli altri non sono dettate solo da noi stessi e dagli altri, ma dal "mezzo" che ci collega.

3) Stavolta invece secondo me le cose stanno esattamente al contrario. Su questo argomento in Sociologia della Comunicazione si parla di "dissequestro dell'esperienza": in parole povere, una volta, prima della rivoluzione dei mass media, la nostra esperienza era costituita da ciò che vivevamo in prima persona, o al più da ciò che potevamo leggere sui libri. Poi c'è stata la rivoluzione della scuola (con l'alfabetizzazione di massa), della TV e di Internet: possiamo vedere le cascate del Niagara da una foto su un libro, da un documentario in TV o su Youtube. Non le abbiamo viste fisicamente, ma possiamo parlarne, ormai fanno parte del tessuto della nostra esperienza, anche se surrogata. Oggi siamo alla seconda rivoluzione dell'esperienza: abbiamo la realtà virtuale, oggi l'esperienza è simulativa. Metto guanti e occhialini e posso pilotare un Boeing 777 senza esserci mai salito a bordo; eppure so come si fa... tantissimi piloti sono addestrati così. E il futuro ci riserva cose ancora più incredibili... L'uomo non ha mai avuto come oggi tanto materiale esperienziale cui attingere, e da poter comunicare agli altri :) ciò che ci manca, e che alcuni non riescono ad accettare, è il fatto di non avere più un esperienza esclusivamente "nostra".

Il tutto, come tu giustamente hai detto, causa il malessere di cui parliamo, il male di vivere.

PS. voglio proprio vedere chi ce la fa a leggersi tutto sto papello :D
NonTornoNelForum NonTornoNelForum 08/07/2009 ore 19.28.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

JaMMeLLo scrive:
E' vero, oggi c'è molta più mobilità rispetto al passato, ma è un discorso che va anche questo precisato:



Gli Italiani vanno in vacanza all'estero e non conoscono l'Italia
NonTornoNelForum NonTornoNelForum 08/07/2009 ore 19.30.13 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

JaMMeLLo scrive:
possiamo vedere le cascate del Niagara da una foto su un libro, da un documentario in TV o su Youtube. Non le abbiamo viste fisicamente, ma possiamo parlarne,



Per sapere cos'e' la fame dovevi vivere in tempo di guerra
eleven2 eleven2 08/07/2009 ore 20.53.40
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

NonTornoNelForum scrive:
Sono i tempi che sono cambiati, non i giovani



E io che ho scritto ?
Forse è il caso che ridai una letta, se mai ne hai data una.


NonTornoNelForum NonTornoNelForum 08/07/2009 ore 21.08.15 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

eleven2 scrive:
E io che ho scritto ?
Forse è il caso che ridai una letta, se mai ne hai data una.



Ti accorgerai quando avrai dei figli
eleven2 eleven2 08/07/2009 ore 21.13.57
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

@ NonTornoNelForum:


Stai vaneggiando. Hai fatto un osservazione su quanto ho scritto che è l'esatto contrario di ciò che ho espresso.

Che c'entra avere figli o meno ?


eleven2 eleven2 08/07/2009 ore 21.27.40
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

@ JaMMeLLo:



Sono parzialmente daccordo con quanto hai scritto.
Riguardo il punto 1)
Mi spiace dirlo ma i dati statistici odierni affermano il contrario. La depressione è una malattia dei paesi ricchi, addirittura è dimostrato che nei paesi dove c'è la guerra non esiste la depressione, poichè le priorità sono altre, la prima, sopravvivere.
La depressione paradossalmente è più diffusa nel nord Italia che nel sud, dove il lavoro è ancora più precario e la disoccupazione più diffusa.
Raggiungere la ricchezza e la stabilità porta in realtà alla verà infelicità, poichè l'uomo è stato creato prima di tutto per ESSERE e non per avere, e quando si raggiunge l'avere si sperimenta la frustrazione dell'effimero, che al limite può fungere solo da momentaneo surrogato.
Sul punto 2) condivido, lo ritengo realistico.
Punto 3) anche questo è vero, ma è anche vero che sono comunque una minoranza coloro che possono permettersi molteplici "esperienze non proprie".



NonTornoNelForum NonTornoNelForum 08/07/2009 ore 21.40.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Riflessioni sulla depressione

@ eleven2: I film di Hollywood sono diventati solo effetti speciali
jox1981 jox1981 08/07/2009 ore 23.31.38 Ultimi messaggi

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