Mondo diversamente abile

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ferrigiulia 05/10/2007 ore 16.22.34 Ultimi messaggi
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(Nessuno)''Troppa disparità tra Nord e Sud nella spesa per non autosufficienti''

"C'è troppa disparità tra Nord e Sud nella spesa per le persone autosufficienti: a Bolzano è di 400 euro a testa e a Cosenza è di 20 euro a testa, quasi che si tratti di continenti diversi". La denuncia é del ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero intervenuto a Paulilatino (Oristano) nel corso della Prima Conferenza regionale sulla non autosufficienza, promossa dall'assessorato regionale alla Sanità. Il ministro ha sottolineato infatti che "non è tollerabile che le persone non autosufficienti ricevano servizi diversi a seconda della latitudine o della città nella quale nascono. Nella finanziaria sono stati stanziati 400 milioni di euro, ma ne occorrono almeno due miliardi e mezzo".

All'incontro di Pauliatino hanno preso parte anche il presidente della Regione Renato Soru, l'assessore della Sanità e delle Politiche Sociali Nerina Dirindin, i rappresentanti Anci, le organizzazioni sindacali, il mondo del volontariato e del Terzo settore. Un'occasione per fare il punto sull'attuazione delle politiche sociali in Sardegna: "Questa prima conferenza - ha detto l'Assessore della Sanità, Nerina Dirindin nel corso del suo intervento - è l'occasione per un confronto con tutti i soggetti interessati alle politiche per la non autosufficienza e per coinvolgere le comunità locali e le istituzioni. Gli interventi della Regione mirano ad assicurare risposte assistenziali alle persone in condizioni di bisogno, a creare opportunità di lavoro diffuso e regolare, a promuovere il valore sociale del lavoro di cura".

La Regione ha istituito, con la Finanziaria 2007, il "Fondo regionale per la Non autosufficienza", con uno stanziamento di 120 milioni per potenziare le cure domiciliari, sostenere le famiglie nell'assistenza a disabili e anziani, mettere in atto interventi immediati per persone che si trovano in condizioni di disabilità improvvisa per malattia o traumi. Tra i programmi di intervento finanziati con il Fondo p ci sono "Ritornare a casa" (5 milioni di euro), la Legge 162 (36 milioni), il potenziamento dell'assistenza domiciliare (25 milioni), interventi per le badanti (6 milioni e 700mila euro). A questi vanno aggiunti i 9 milioni per i servizi residenziali e semi-residenziali, 38 milioni per le leggi di settore e i 9 milioni e 500mila euro per il Bando per domotica, che prevede interventi per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità con strumentazioni tecnologiche e informatiche, ausili e attrezzature che rendano più fruibili le abitazioni.
A breve sarà rifinanziato anche il programma "Né di freddo, né di fame. Interventi urgenti per contrastare le povertà estreme", che prevede azioni a favore di persone senza fissa dimora che vivono in condizione di estrema precarietà - per strada o in ripari di fortuna, spesso con problemi psichici, dipendenze da alcool, gravi malattie cronico-degenerative - famiglie prive di reddito che presentano il maggior degrado delle relazioni e gli immigrati provenienti da paesi extracomunitari che vivono condizioni di abbandono e di isolamento sociale. D'altronde i numeri sulla povertà nell'isola non consolano: l'incidenza della povertà relativa è pari in Sardegna al 15,4% delle famiglie contro una media nazionale dell'11,1% e del 24,0% nel Mezzogiorno (Indagine sui consumi, anno 2005, ultimi dati disponibili). Fra coloro che erano poveri in un determinato anno di rilevazione, quasi la metà non sono più in questa condizione l'anno successivo ma hanno comunque un reddito molto basso e un alto rischio di ricadere in povertà negli anni successivi. Circa il 35% di quelli che escono dalla povertà riescono a star fuori da questa condizione fino ad un massimo di quattro anni.

E sempre a proposito di povertà, il ministro Ferrero ha ribadito la necessità del Governo di rivedere l'accordo sul welfare, mettendo l'accento sulla necessità di eliminare la precarietà sul lavoro e le disparità economiche:

"Quando i lavoratori parlano bisogna saperli ascoltare: ci sono decine di migliaia di lavoratori che non hanno voce perché stanno in piccole aziende. Chiedono giustamente politiche che ridistribuiscano redditi dai ricchi verso chi lavora e i pensionati, e ridistribuiscano potere, perché la precarietà viene vissuta dai giovani e da chi lavora con un vero disastro".
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"C'è troppa disparità tra Nord e Sud nella spesa per le persone autosufficienti: a Bolzano è di 400 euro a testa e a Cosenza è di...
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05/10/2007 16.22.34
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