Mondo diversamente abile

Mondo diversamente abile

Un punto di incontro e di dialogo tra ragazzi diversamente abilii e tra chi vive a loro stretto contatto.

KeepOnRocking KeepOnRocking 31/05/2011 ore 11.12.34
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

kamalnath scrive:
Per 10 giorni sono passato da Oslo e poi Zurigo , ancora "seguito" , in aereo. Fortunatamente ho finito i soldi e mi sono fermato a Como , dove sono saltato giù dal balcone di un albergo perchè sentivo un ticchetio sospetto nella stanza . Polizia,ospedale,mio padre al mio fianco per circa 1 mese . Poi antipsicotici ,etc. sono tornato a pesare 100 kg. e non c'era assolutamente più "nessuno" che mi seguiva .


:rosa

SADLILLY SADLILLY 31/05/2011 ore 11.15.03 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

@ KeepOnRocking: La ricerca del suicidio per overdose e' un esempio di tentativo di autolesionismo delle fasi depressive.... e' un classico... nn attirava l'attenzione... il mio ex si e' tagliato la gola per esempio. Tu nn vuoi accettare la condizione di tua mamma. Il famoso Cassano ha fatto tanti danni.. quindi quel che lui diceva per me e' da prendere con le molle.
KeepOnRocking KeepOnRocking 31/05/2011 ore 11.25.26
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

SADLILLY scrive:
@ KeepOnRocking: La ricerca del suicidio per overdose e' un esempio di tentativo di autolesionismo delle fasi depressive.... e' un classico... nn attirava l'attenzione... il mio ex si e' tagliato la gola per esempio. Tu nn vuoi accettare la condizione di tua mamma. Il famoso Cassano ha fatto tanti danni.. quindi quel che lui diceva per me e' da prendere con le molle.


Sono d'accordissimo su Cassano.

La ricerca del suicidio è da interpretare in modo diverso per ogni singolo soggetto. I bipolari non son fatti con lo stampino, per rendere l'idea.

Noi andavamo a rincorrere mia madre che era scomparsa di casa e più volte l'abbiamo presa a pochi metri da un ponte sospeso.... tanto per farti un esempio. I tentativi di overdose, con lavande gastriche etc, non si contavano. I tagli alle vene nemmeno. Tutti piccoli esempi.

Avevamo in casa i carabinieri e le ambulanze un giorno sí e il giorno dopo anche. Patrimoni dilapidati per porre fine a tutto questo. Invano ovviamente.
KeepOnRocking KeepOnRocking 31/05/2011 ore 11.28.37
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

SADLILLY scrive:
Tu nn vuoi accettare la condizione di tua mamma.


Ormai è tardi per parlare di accettazione o meno.

Allora non potevo accettare niente, semplicemente perché non avevo gli strumenti per capire. O meglio non del tutto. Ho sempre saputo la vera causa dell'infelicitá di mia madre, ma non potevo aiutarla. Per ovvi motivi.

Adesso è tutto piú semplice.
84soleluna 84soleluna 03/06/2011 ore 11.25.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

Buon giorno a tutti, oggi aprendo il forum mi sono soffermata a leggere qua e la alcune cose...
e mi è venuta voglia di condividere con voi alcuni miei pensieri, il primo riguarda i rapporti di coppia, io sono BIPOLARE da anni e ho livelli bassissimi di litio quindi faccio molte cure e mi reco spesso a Pisa che è uno degli ospedali migliori per chi è affetto da questo disturbo, stare con una persona bipolare voglio smentire un pò tutte le voci non è facile sicuramente e non si può dire che tutti i bipolari siano uguali, anche per noi c 'è la divisione che vale per il mondo intero tra buoni e cattivi e questo non c'entra con essere bp, bensì credo che siamo dotati di UNA SENSIBILITà UNICA che ci distingue per la capacità di immedesimarci in chi soffre, penso che chi incontri un bp per quanto sia difficile si possa perdutamente innamorare delle sue capacità di esprimere emozioni.....ed esserre altruista e far sentire il partner unico, poi l'altro lato della medaglia è che se soffriamo di conseguenza si riflette sul partner e sta li dimostrare l'amore per noi che soffriamo di depressioni e manie, anche se nessuno ci capisce bisogn avere pazienza di accettare questi sbalzi che ci affliggono a noi per primi....
seconda cosa ogni giorno è un combattimento è diverso è nuovo è facile o difficile...la malattia esiste e non è una scusa dobbiamo AMARCI con tutte le nostre forze ed ACCETTARCI per ciò che siamo. Tante volte mi sn sentita dire che sono pazza, paranoica, e tanta sofferenza a volte nel vedermi e nel sentirmi diversa nel non poter prendere impegni non portarli a termine, anche un appuntamento con gli amici a volte diventa difficile qnd arriva il fattore x LA PARANOIA che conosco bene che mi affligge che devo combattere. La vita è in salita ogni cosa è difficile ma poi ci provo mi consolo mi amo e vado avanti accettandomi, nessuno deve giudicarci o farci sentire dei DEBOLI non lo siamo noi siamo FORTI perchè sopravviviamo!!!!!
15770561
Buon giorno a tutti, oggi aprendo il forum mi sono soffermata a leggere qua e la alcune cose... e mi è venuta voglia di...
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03/06/2011 11.25.22
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KeepOnRocking KeepOnRocking 03/06/2011 ore 12.47.21
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

84soleluna scrive:
mi reco spesso a Pisa che è uno degli ospedali migliori per chi è affetto da questo disturbo


Quoto.

ps: bellissimo il tuo commento. Davvero. :rosa
KeepOnRocking KeepOnRocking 03/06/2011 ore 12.48.19
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

84soleluna scrive:
bensì credo che siamo dotati di UNA SENSIBILITà UNICA che ci distingue per la capacità di immedesimarci in chi soffre,



:inchino

scorpioncina.84 scorpioncina.84 03/06/2011 ore 15.11.09
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

@ KeepOnRocking:
ciao, ho letto un pò tutti i post (e sono tanti!) presenti in questa discussione aperta sul disturbo bipolare e come gli altri vorrei esprimere il mio parere, ma mi scuso con te e tutti gli altri partecipanti se è molto lungo.

Parto, innanzitutto, dalla questione del farmaco. Secondo il tuo parere gli psicofarmaci sono inutili e dannosi in quanto causano, in persone bipolari, effetti collaterali, quali il suicidio o tentato suicidio.
"Il farmaco CAUSA il suicidio o tentato suicidio". Questa frase detta così non significa niente. Essa presuppone una “relazione causale diretta” tra l'assunzione di farmaco e l'atto suicidario. Come dire: ci sono state persone che in cura per un tumore si sono suicidate. La cura per il tumore ha causato il suicidio?
Il suicidio potrebbe essere causato anche dal fatto che la persona non accetti che la propria vita, le proprie scelte, il proprio umore siano regolate da un farmaco (piuttosto che da se stessi) e tale non-accettazione porterebbe ad arrendersi al suicidio. Quindi, prima di fare certe affermazioni o credere a statistiche che vengono buttate là, sulla base di ricerche (che insistentemente cercano rapporti causali ma trovano semplici associazioni e le fanno passare per causalità) impariamo a capire che gli eventi sono legati da diversi tipi di rapporti (relaziona causale diretta, relazione causale indiretta, semplice associazione, ecc)..
Inoltre, proprio tali aspetti più prettamente psicologici (come appunto la non-accettazione) implicherebbe che la cura farmacologica dovrebbe essere “associata” a una cura psicoterapeutica, che dovrebbe coinvolgere “non solo” la persona sofferente ma anche i suoi familiari, magari così si evitano certe convinzioni (del tipo che di fronte a tanta sofferenza meglio augurare il suicidio!). Affrontare la cura farmacologica da soli può peggiorare le cose, piuttosto che migliorarle. Inutile prescrivere farmaci, quando poi al momento dell’assunzione la persona è sola. Questa assunzione solitaria potrebbe comportare il tentato suicidio (ed ecco un altro falso rapporto causale diretto tra farmaco e suicidio). Sembrerà strano, ma quando mi becco l’influenza guarisco più velocemente se vengo coccolata e assistita, piuttosto che quanto rimango 5 gg sola a letto!

Che poi il farmaco causa dipendenza ed effetti collaterali è risaputo..questo non vale solo per gli psicofarmaci. Ma, ciò non significa evitare la cura farmacologia, bensì, significa assumere farmaci sotto stretto controllo, valutarne i vantaggi e gli svantaggi, monitorarne la quantità di assunzione, ecc.. E valutare tutto ciò in base al caso specifico. Ogni caso è a sé, per alcuni funzionerà, per altri no, per altri peggiorerà la situazione. Ma, il semplice fatto che in alcuni soggetti il farmaco migliora il suo stato, indica che in qualsiasi caso, bisogna “almeno tentare” per valutare. Se non ho mai mangiato gli spinaci non so se mi fanno bene e non posso affermare che fanno schifo.
I risultati così diversi nell’assunzione degli stabilizzatori dell’umore non sono ancora spiegabili. Non si sa quale fattore a livello cerebrale agisca per far sì che in un soggetto il farmaco funzioni e in un altro no. Potrebbe essere che a livello cerebrale venga ( o meno) rilasciata qualche sostanza che aiuta l’effetto del farmaco, e in alcuni soggetti sarebbe anomalo tale meccanismo..! La scienza sta facendo i suoi studi, ha bisogno sempre e necessariamente di progressi. Un giorno avremo più informazioni al riguardo e si potrà monitorare meglio il tipo di trattamento da effettuare in base al soggetto. Purtroppo, voi siete capitati in un periodo storico della scienza che, rispetto ai disturbi dell’umore, non sa molto, non si conoscono bene le cause, né il miglior trattamento possibile.. Ma non significa che è tutto qui! Pian piano ne sapremo di più..

Che poi esistono medici e case farmaceutiche che cercano di vendere il più possibile un certo farmaco piuttosto che un altro, è risaputo. Ma questa è “tutta un’altra storia” e ne potremmo parlare all’infinito, senza arrivare a nessuna conclusione, perché la conclusione non è “compra tutto quello che ti pubblicizzano” né “non comprare più niente”.
Tale problema non è presente solo nel mondo della medicine, ma riguarda qualsiasi prodotto che noi acquistiamo!!

Accettare la cura significa arrendersi, accettare l’emarginazione. Accettare trattamento e malattia è una sconfitta.

Io dico che accettare o tentare una cura significa darsi una possibilità in più di trovare la strada per andare avanti e cercare di stare meglio, piuttosto che arrendersi al suicidio, alla violenza su se stessi e sugli altri.
L’emarginazione non è data dalla cura, è data dai familiari e dagli amici che abbandonano queste persone a se stesse, che pensano che la loro migliore via d’uscita sarebbe la morte e facendo così non gli lasciano che tale via d’uscita. Al massimo la cura sarà un tentativo di uscire da questa emarginazione.
La sconfitta è quando ti chiudi una strada senza neanche sapere a dove ti potrebbe portare.

Bergson afferma che la malattia non esiste. Le caxxate filosofiche sono belle e attraenti, peccato che i filosofi non si affaccino mai sulla realtà nuda e cruda, quella che ti offre “l’atto empirico”. Vai a dire una cosa simile a uno che soffre per una qualsivoglia malattia (fisica o mentale) e gli farai girare le palle alla velocità della luce.. Perché di fronte a tanta sofferenza è “ridicolo e irrispettoso” filosofeggiare per concludere che una tale sofferenza va chiamata malattia, disagio nell’affrontare la vita, modo di vivere, anormalità. A lui non interessa tutto ciò, usa pure il termine che più ti piace. Il “punto centrale” è che egli soffre e cerca un modo per alleviare (anche di poco) tali sofferenze.. La domanda è: cosa gli possiamo offrire a tale scopo? Di certo non: come vogliamo chiamare questa sofferenza?.
Non vi fate il problema dell’etichetta. L’etichetta serve agli specialisti per “dialogare tra di loro”, per capirsi, utilizzare un linguaggio comune. Questo vale anche per i disturbi fisici, perché non dovrebbe valere per quelli mentali?


Psicologi, psichiatri e psicoanalisti sono persone come voi. Al massimo con qualche dato alla mano in più.

Anche il medico è una persona come noi, eppure se hai l’appendicite non apri un libro di medicina e ti operi da sola in compagnia di uno specchio. Quel dato in più di cui tu parli è frutto di anni di studi, quindi mi sembra che tutti loro detengono molto di più che di un “qualche dato in più”.
Leggere qualche libro di un qualche autore che ha parlato di un qualche disturbo non significa essere alla pari di uno specialista (ovviamente ammettendo che sia un buon specialista, non come quelli che vengono sgamati a striscia la notizia), considerando che chi scrive un libro può girarsi la frittata come vuole e dire cose assurde di cui è convinto e che fa passare come la Verità assoluta della cosa”.

Scusate ancora per la lunghezza dell'intervento. Ciao a tutti!

luce.line luce.line 03/06/2011 ore 15.27.58 Ultimi messaggi
KeepOnRocking KeepOnRocking 03/06/2011 ore 15.37.55
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(Nessuno)RE: Noi Bipolari

scorpioncina.84 scrive:
Il suicidio potrebbe essere causato anche dal fatto che la persona non accetti che la propria vita, le proprie scelte, il proprio umore siano regolate da un farmaco (piuttosto che da se stessi) e tale non-accettazione porterebbe ad arrendersi al suicidio.


Bravissima.

E io chiedo un po' a tutti, perché mai a questa persona si propone, ieri come oggi (anzi, oggi, ancor con più insistenza), quasi sempre esclusivamente una cura a base di farmaci?

Perchè?

Come accenni poi anche tu, è semmai la psicoterapia e il supporto nell'ambito familiare ed extrafamiliare ad essere la cura più efficace.

Insisto. E continueró sempre ad insistere.

ps: dopo leggo il resto. ^__^


pps: É molto più facile proporre una cura farmacologica, per ovvi motivi. Uno di questi è il tempo.

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