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Popolo degli "anta" fate sentire la vostra voce!

indovino11 26/06/2009 ore 23.49.45 Ultimi messaggi
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(Nessuno)!!!! IL BAFFETTO

Alema è miliardario (in vecchie lire naturalmente) e non vuole ammetterlo, dà anzi l'impressione di "non potere" ammetterlo. E così continua ad arrampicarsi sugli specchi (la scelta della Mondadori sarebbe addirittura una prova di "combattività") mentre potrebbe risolvere una volta per tutte ogni questione dicendo chiaro e tondo: "Sì, sono un miliardario".
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Alema è miliardario (in vecchie lire naturalmente) e non vuole ammetterlo, dà anzi l'impressione di "non potere" ammetterlo. E...
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26/06/2009 23.49.45
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indovino11 indovino11 26/06/2009 ore 23.50.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: !!!! IL BAFFETTO

Meglio dirlo subito: si ritiene eticamente sbagliato che una tv come Red Tv, il canale gratuito sulla piattaforma Sky (890) legato alla Fondazione ItalianiEuropei di Massimo D’Alema prenda più di quattro milioni di euro in sovvenzioni pubbliche, e che questi costituiscano i quattro quinti delle sue entrate; senza le quali, è ovvio, la televisione non potrebbe trasmettere. Se ne era parlato a gennaio qui, anche se mancava il dato del fatturato per comprenderne le effettive dimensioni. Sul fatto che il principio sia sbagliato, non ci piove. Giustamente da altre parti si fa notare che il fatto che li prendano anche altri (o meglio: tutti i) media italiani – in una forma o nell’altra – non è un argomento valido per controbattere, e che tirare in ballo la Costituzione c’entra come i cavoli a merenda. Senza quindi voler dare l’idea di difendere qualcuno o di voler cambiare discorso, ci si terrebbe a sottolineare anche altro. Ovvero, che è triste ma vero che senza questi contributi, gran parte della stampa rischierebbe di sparire. La legge del mercato, certo. E visto che non sono le tv di partito (o di corrente) che miglioreranno lo stato dell’informazione italiana, è anche vero che il problema sarebbe esclusivamente privato.
GEORGECLOONY GEORGECLOONY 26/06/2009 ore 23.51.05
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(Nessuno)RE: !!!! IL BAFFETTO

chi è Alema????' :nono1
indovino11 indovino11 26/06/2009 ore 23.54.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: !!!! IL BAFFETTO

- Pressioni per non depositare le intercettazioni di D’Alema nell’inchiesta Unipol. Ecco l’ultimo capitolo, ancora inedito, delle «intimidazioni» di cui Clementina Forleo aveva parlato in tv ad Annozero. Un soggetto istituzionale, nella primavera di quest’anno, la contattò e le suggerì un passo preciso: non depositare in cancelleria i testi delle conversazioni in cui il presidente dei Ds parlava col numero uno di Unipol Giovanni Consorte della scalata di Unipol al Bnl. Il gip milanese, naturalmente, respinse la proposta e mise a disposizione della parti processuali quei testi; nei prossimi giorni, secondo quanto risulta al Giornale, il gip porterà a conoscenza dell’autorità giudiziaria anche questa storia.

Il 24 ottobre la Forleo aveva presentato un primo corposo esposto al Nucleo operativo dei carabinieri di Milano. Il giudice, esasperato dal clima di tensione creatosi intorno a lei dal 2005, aveva ricostruito una serie di episodi inquietanti ambientati nella sua terra d’origine, Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi: telefonate mute a casa dei genitori, un incidente che aveva distrutto le coltivazioni della proprietà di famiglia estesa per quasi 90 ettari, altri fatti preoccupanti. Soprattutto, la Forleo se l’era presa con l’inerzia dei Pm brindisini e della polizia giudiziaria della città pugliese che, a distanza di oltre due anni, non erano ancora riusciti a scoprire chi fossero i suoi nemici.
tramontoassolato tramontoassolato 26/06/2009 ore 23.57.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: !!!! IL BAFFETTO


Donna baffuta sempre piaciuta......invidio D'alema!!!!
non c'ho il baffettoooooooooooooo

indovino11 indovino11 27/06/2009 ore 00.01.59 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: !!!! IL BAFFETTO

Tangente Enimont a Botteghe Oscure: ciak prima, si giri. Fonte Indymedia

Riportiamo integralmente:

“Ho ricevuto ieri da Massimo D’Alema questa lettera che sono costretto a pubblicare su Indymedia:
“Ai sensi della legge sul diritto di replica, Le mando la presente rettifica chiedendo che sia in tempi brevissimi pubblicata sul sito italia.indimedia, che ha ospitato in giorno 23 c. m. un vergognoso articolo di disinformazione nei miei confronti. In tale articolo mi si attribuisce la seguente dichiarazione: “Berlusconi difende una rete miliardaria di capitali mafiosi transnazionale e legata a poteri occulti. Noi democratici di sinistra difendiamo il piccolo (si fa per dire) risparmio”. La frase che in realtà io avevo pronunciato nell’intervista è stata volutamente tagliata per mistificare il mio pensiero e cercare di sviare l’attenzione del lettore dai meriti del sottoscritto nella formazione del citato “piccolo risparmo”. In realtà io avevo aggiunto chiaramente di aver svolto un ruolo primario nella creazione di detto “piccolo risparmio”. Nello specifico, vorrei ricordare la tangente di 20 milioni presa dal sottoscritto già nel lontano 1985 da Francesco Cavallari, re delle cliniche baresi, legato al clan mafioso Capriati operante a Bari, tangente versatami al fine di ammorbidire l’attività sindacale della Cgil pugliese nelle società del Cavallari, proprio mentre i nostri sindacalisti venivano malmenati dai malavitosi. Il fatto che il reato ascrittomi sia caduto in prescrizione nulla toglie alla positiva rilevanza politica e sociale del fatto. Vorrei inoltre ricordare come alcuni anni dopo mi adoperassi personalmente per far partecipare la Elettrogeneral, anche se non ne aveva le necessarie competenze, all’appalto per la desolforazione delle centrali Enel di Brindisi nord e sud. E ancora il mio incontro a Botteghe Oscure con Raul Gardini (marzo 1989) per usufruire almeno in parte (circa un miliardo) della maxitangente Enimont. E ancora la mia iscrizione nel registro degli indagati nella procura di Reggio Emilia per le tangenti di 370 milioni versate dalla coperativa Unieco nei primi anni Novanta. Non sto qui a ricordare tanti altri particolari interessanti. Voglio solo con la presente diffidare chiunque a scrivere, dire o pensare che i vertici attuali del mio partito possano concretamente fare un’opposizione allo status quo. Per quanto riguarda la base del partito, continuino pure i vecchi militanti a gridare contro Berlusconi o contro la guerra. Tanto da che mondo è mondo, la base nel mio partito certe cose non le sa e non le vuole sapere, e se le sa, in ogni caso, spera sempre ingenuamente che noi cambiamo.”

Ops! Chiediamo scusa ai nostri lettori se la fonte cita anche altre Tangenti percepite dall´Onorevole D´Alema, ma come si dice: melius abundare quam deficere.

Tangente Enimont a Botteghe Oscure: ciak, seconda, si giri. Fonte blog Berluscastop
che a sua volta attinge dal sito di Antonio Di Pietro

Riportiamo integralmente la lettera di Antonio Di Pietro a Walter Veltroni:

Di Pietro: D’Alema boicottò Mani Pulite

(di Antonio di Pietro)

Caro Walter, che mi dici della tangente Enimont?Caro Walter, accolgo l’invito che ci aveva rivolto Paolo Flores d’Arcais, per aggiungere un post scriptum di “aggiornamento” al nostro dialogo. Come ti avevo accennato, negli ultimi giorni sono venuto a conoscenza di particolari inquietanti e, a questo punto, inequivocabili che confermano ciò che andavo sostenendo da tempo: che, cioè soggetti vicini ai vertici del tuo partito hanno partecipato attivamente a spargere veleni contro di me, con la conseguenza volontaria o no - di delegittimare, e quindi bloccare l’inchiesta di Mani Pulite proprio mentre stava raggiungendo il Potere a livelli vertiginosi. Dei presunti “poker d’assi” di Craxi e dei dossieraggi targati Berlusconi e Previti (dimostrati dalle sentenze del gip di Brescia, confermate in tutte le altre sedi) sappiamo tutto da tempo. Ciò che mi addolora è venire a scoprire oggi, che gli stessi sistemi sono stati messi in atto anche dal campo avverso.

Il Dossierone
Mi riferisco ai retroscena della pubblicazione del famigerato dossier comparso sul Sabato, il settimanale di Comunione e Liberazione, nell’estate del 1993. In quel periodo, ricordo, Primo Greganti era appena uscito dal carcere e il pool di Milano si stava occupando della maxitangente Enimont, di cui un bel pezzo (il famoso miliardo di Gardini) finì a una misteriosa entità di Botteghe Oscure. Proprio allora uscì il dossier, che conteneva quasi tutti gli elementi che poi sarebbero confluiti in quelli craxiani e berlusconiani-previtiani. Insomma, fu il padre di tutti i dossier anti-Mani Pulite e anti-Di Pietro. Chi abbia materialmente raccolto e incollato insieme quegli elementi non l’ho ancora scoperto. Ma a questo punto ha poca importanza. Quello che finalmente ora so, dalle testimonianze dirette di due protagonisti di primo piano di quella vicenda, è come quel pacchetto già confezionato e infiocchettato arrivò alla redazione del Sabato.

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