Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

cristian1977 cristian1977 29/08/2008 ore 09.42.18
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ImportanteTorino, il dito e la luna


da la stampa

SERGIO CHIAMPARINO

Il dibattito che ho sollevato ed anche le polemiche che ne sono nate avevano come obiettivo, esplicitamente dichiarato nella mia lettera al segretario Gianfranco Morgando, di evitare esattamente ciò che, con il solito acume, Luigi La Spina paventa.

L’esperienza torinese di questi ultimi quindici anni può andare dispersa sia per il Centro Sinistra, che non ha certo un diritto ereditario a governare Torino (e questo è importante per me, per molti, ma non per tutti, anzi!) sia, soprattutto, per la Città che in questi anni ha saputo non solo centrare il grande obiettivo olimpico, ma anche misurarsi adeguatamente con la crisi Fiat, realizzare la metropolitana, coniugare in modo significativo e riconosciuto innovazione, attrattività della città e coesione sociale.

Ora tutto ciò può essere messo a repentaglio se invece di proseguire su questa strada, misurandosi con l’importante scadenza del 2011, con le nuove difficoltà della situazione economica ed industriale di cui ha parlato su questo giornale Gianfranco Carbonato, con i vincoli imposti da un bilancio complesso ma tutt’altro che fuori controllo come qualcuno vuol far credere, prevarranno le inevitabili ripercussioni sulle cose da fare degli scontri di potere finalizzati al rinnovo dei vertici istituzionali ed in particolare alla mia successione.

Uccidere il padre, psicoanaliticamente parlando può andar bene, mangiarsi tutta l’eredità no.

Da parte mia, affronterò i temi che ho accennato per questa seconda metà di legislatura in un documento che presenterò al più presto, come mi ero impegnato a fare, in Consiglio Comunale.

Ho poi aperto questa discussione ferragostana, assumendomene anche i rischi, compreso quello di apparire permaloso o debole o distante dai problemi reali della gente, che peraltro credo di non avere dimenticato - come, se si vuole, dimostrano anche le recenti ordinanze sulla sicurezza - anche per un’altra ragione, esattamente opposta a quella che mi viene addebitata. Vale a dire perché sono convinto dell’importanza decisiva dei partiti, a condizione però che siano veicoli di reale rappresentanza di interessi e di valori e non macchine (o macchinette!) distributrici di potere e nemmeno caricature di quelli che sono stati seri e nobili partiti ma che non ritorneranno più. E perché sono convinto che vi siano ancora tutte le condizioni perché ciò non avvenga. Rivolgendomi ai vertici locali del partito, per il rispetto che porto loro ed a tutti coloro che guardano, elettori e militanti, al Pd.

E perché infine sono convinto che, se si vuole che l’esperienza politica torinese possa essere o diventare anche un riferimento nazionale, come l’eco del dibattito suscitata in questi giorni lascerebbe pensare, e non solo per la cronica carenza estiva di notizie, questo passa prima di tutto per il prendere sul serio gli interlocutori locali. C’è chi in questi giorni mi dice: «Tu indichi la luna e loro guardano il dito, lasciali perdere». Può essere. Ma se anche una sola persona a cui si indica la luna (ammesso che sia così!) vede solo il dito, sento la necessità di dirglielo, magari litigando, anche per capire se per caso non sto sbagliando io.


COSA PENSATE?

concordo con chiamparino
xpescatore xpescatore 29/08/2008 ore 11.00.28
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(Nessuno)RE: Torino, il dito e la luna

Persona intelligente e pragmatica, comprende la mancanza di rotta del suo partito e tenta di fare una proposta. Sarà accolta? Speriamo.

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