Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

Lebowsky70 Lebowsky70 25/10/2008 ore 17.12.21
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

Mi viene da ridere, bonariamente, ma mi viene. Questi ragazzi maneggiano il '68 senza averlo mai studiato, senza capire che se oggi - a distanza di 40 anni - milioni di studenti possono manifestare e/o occupare un po' del merito andrebbe dato ai loro papà o zii o nonni.
Il '68 fu un movimento triste?
Eh no ragazzi, si vede proprio che con i programmi della scuola superiore non ci siete arrivati, ma proprio per niente. Fu un movimento sulle prime di un'allegria spaventosa, contagiante.
La tristezza arrivò dopo, sul finire dell'anno successivo per la precisione. Fu lo Stato con piazza Fontana ad alzare il livello dello scontro e in quello Stato c'era proprio quel fascistello sardo che nei giorni scorsi ha consigliato a Maroni come muoversi.
Markaccio Markaccio 25/10/2008 ore 17.29.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

Dalla storia possiamo imparare dagli sbagli altrui...e che forse le Facoltà non vengano privatizzate, pensarlo è solo che stupido e per capire questo non c'è bisogno di studiare il 68'...abbiamo la matematica l'economia ed una capoccia che brutta o bella che sia...ci contraddistingue da chi sta seduto aspettando che cambi qualcosa, e da chi pensa che non cambierà mai nulla, perchè è proprio grazie a loro che non cambierà mai....fanno solo il gioco politico....e nn se ne rendono conto...che gli studenti vanno a manifestare per non studiare??stiamo parlando di un'età media di 22 anni...non siamo ragazzini di 17 o 18!Io manifesto e studio...non generalizzate!
Lebowsky70 Lebowsky70 25/10/2008 ore 17.33.56
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A Markaccio che il 25/10/2008 17.29.39 ha scritto:
Dalla storia possiamo imparare dagli sbagli altrui...e che forse le Facoltà non vengano privatizzate, pensarlo è solo che stupido e per capire questo non c'è bisogno di studiare il 68'...abbiamo la matematica l'economia ed una capoccia che brutta o bella che sia...ci contraddistingue da chi sta seduto aspettando che cambi qualcosa, e da chi pensa che non cambierà mai nulla, perchè è proprio grazie a loro che non cambierà mai....fanno solo il gioco politico....e nn se ne rendono conto...che gli studenti vanno a manifestare per non studiare??stiamo parlando di un'età media di 22 anni...non siamo ragazzini di 17 o 18!Io manifesto e studio...non generalizzate!

Rispondo: d'accordissimo con te. E visto che non volete etichette politiche appiccicate addosso (come è giusto che sia) fate sempre in modo di dire principalmente che cosa siete e non che cosa non siete. Andate diritti per la vostra strada con la "benedizione" mia e di quelli della mia generazione che oltre a una spelacchiata pantera non sono andati.

Markaccio Markaccio 25/10/2008 ore 17.43.29 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

Alekseja00......

ma porco giuda.....dici che alle Facoltà vengono solo effettuati TAGLI?ma io dico....ma la testa dove sta??chiedo scusa per il porco giuda e per la testa....ma l'Italia del PIL solo l'1% destina alle facoltà....e chi dovrebbe andarci....dovrebbe pagare solo il 20% della quota destinata....se facciamo tagli (o lo permettiamo) ancora su un budget che fa singolarmente e particolarmente ridere....mi spieghi come compriamo i mezzi che ci serviranno per prepararci al mondo del lavoro??(es...microscopio=250.000 euri) perchè rendere lo studio un privilegio di pochi??parliamo di disinformazione da parte tua e da chi blatera secondo principi che non hanno nessun fondamento...ed oltre alla testa...chiedo scusa anche per gli occhi che avete foderati...ma non vedete che nelle scuole i banchi hanno minimo 20 anni??bhò!l'Università è la cosa più utile persino del servizio militare per il livello di crescita personale....perchè essere obbligati da un percorso da noi non richiesto e che sinceramente non va bene??spegatemi cosa pensate perchè non riesco a capirlo, come non riesco a capire chi pensa che questa legge sia giusta e fattibile...vi prego...potete anche scrivermi sulla mia e-mail...ve la do su richiesta!
Alekseja00 Alekseja00 28/10/2008 ore 14.10.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A Markaccio che il 25/10/2008 17.43.29 ha scritto:
Alekseja00......

ma porco giuda.....dici che alle Facoltà vengono solo effettuati TAGLI?ma io dico....ma la testa dove sta??chiedo scusa per il porco giuda e per la testa....ma l'Italia del PIL solo l'1% destina alle facoltà....e chi dovrebbe andarci....dovrebbe pagare solo il 20% della quota destinata....se facciamo tagli (o lo permettiamo) ancora su un budget che fa singolarmente e particolarmente ridere....mi spieghi come compriamo i mezzi che ci serviranno per prepararci al mondo del lavoro??(es...microscopio=250.000 euri) perchè rendere lo studio un privilegio di pochi??parliamo di disinformazione da parte tua e da chi blatera secondo principi che non hanno nessun fondamento...ed oltre alla testa...chiedo scusa anche per gli occhi che avete foderati...ma non vedete che nelle scuole i banchi hanno minimo 20 anni??bhò!l'Università è la cosa più utile persino del servizio militare per il livello di crescita personale....perchè essere obbligati da un percorso da noi non richiesto e che sinceramente non va bene??spegatemi cosa pensate perchè non riesco a capirlo, come non riesco a capire chi pensa che questa legge sia giusta e fattibile...vi prego...potete anche scrivermi sulla mia e-mail...ve la do su richiesta!

Rispondo: allora inanzittutto e qua nessuno ne fa mistero, le varie associazioni hanno l'interessa a dare soldi a ki studia medicina o biologia piuttosto ke a ki fa lettere..quindi i soldi per il microscopio ci sarebbero, non ti preoccupare...seconda cosa i tagli SONO da fare perkè ci sono molti corsi ke hanno solo un iscritto!!e sn davvero tanti questi corsi!! quindi sono da togliere!!!

redetoby redetoby 28/10/2008 ore 14.20.33 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A cristian1977 che il 25/10/2008 11.53.43 ha scritto:

da la stampa

«La prima cosa che vorremmo dire è... che noi non siamo come quelli lì».

Chi, quelli lì?

Simone Rubino, 23 anni, scienze politiche. «Quelli del ’68. Lo sappiamo, ce lo ripetono tutti, ma noi non siamo politicizzati. Anche i collettivi non sono che un grande contenitore. A chi si avvicina non chiediamo tessere». Roberta Carbone, 18 anni, liceo linguistico: «Abbiamo una composizione diversa, litighiamo, non siamo un blocco, e non vogliamo diventare una classe al potere, come invece sono diventati quelli del ’68».

La differenza fondamentale è che nel ‘68 i ragazzi sentivano di avere davanti un futuro. Voi protestate in un’epoca ripiegata, di crisi economica. Questo vi pesa, lo avvertite?

Marco Caprioli, 21 anni, medicina. «Lo sentiamo sì, la nostra azione ha come orizzonte i tagli, l’ossessione di risparmiare. Anche se la critichiamo, il quadro è quello. Però allegria c’è anche tra noi, non sono vere certe rappresentazioni violente che ho visto l’altra sera da Mentana».


Gli scontri in piazzale Cadorna a Milano non sono stati un grande spot per la vostra protesta, non credete?

M. «Ma a Milano sbaglio o i ragazzi stavano cantando ed è partita una carica della polizia? Io, da moderato quale sono, non scaglierei mai una pietra. Però ricordo che qualche tempo fa erano i poliziotti in piazza, e nessuno ha cercato di raccontarli in modo caricaturale quando protestavano per i loro stipendi. Guardate, non c’è più la contraddizione tra il poliziotto e lo sbirro che c’era una volta».

Vi battete contro la riforma Gelmini, però la Gelmini nei sondaggi ha un grado di popolarità altissimo. Come lo spiegate?

Giorgio Macaluso, 19 anni, filosofia. «Lei piace per lo stesso motivo per cui piace Brunetta, sanno maneggiare slogan, prendono un luogo comune, che magari come tutti i luoghi comuni ha una base di verità, per esempio l’attacco ai fannulloni, e lo trasformano in verità. Ma il problema è che mascherano con motivazioni culturali un’operazione solo economica». S. «Io vorrei anche vedere se questi sondaggi sono realistici. Nel nostro movimento c’è una grande trasversalità, c’è anche gente di destra, e non mi pare che a loro la Gelmini piaccia».

Vi siete mai posti però il problema che la scuola italiana è al penultimo posto tra i Paesi europei come qualità degli studenti, davanti solo alla Grecia?

Matteo Amatori, 22 anni, scienze politiche. «Che le cose non vadano bene in questo Paese è chiaro, ma è sbagliato dire che succede solo nella scuola o all’Università. Una proposta per migliorare la scuola è far pensare che noi non siamo dei privilegiati, o dei fannulloni, come fa il ministro? È far credere che tutta l’Università vada sempre più privatizzata? Hanno creato un capro espiatorio, il sistema dell’istruzione, e scaricano solo su di noi 1500 miliardi di tagli».

Oggi Brunetta è tornato ad attaccarvi, vi ha chiamati «bamboccioni ignoranti».

«Abbiamo la faccia dei bamboccioni? Pensate cosa avrebbe detto se un’offesa così l’avessimo fatta noi».

Qualcosa che si può rivedere nelle Università c’è: che ne dite per esempio dell’idea folle di fare le facoltà nei capoluoghi di Provincia?

Matteo: «Io vengo da Aosta, e sono venuto a studiare a Torino. Non difendo affatto la proliferazione degli atenei». Andrea. «Io dalla provincia di Milano e sono venuto a Torino».

Non c’è nulla, del piano Gelmini, che salvereste?

G. «È solo un piano che taglia fondi. È un po’ la politica del centrodestra europeo, lo so, che accusa la sinistra di essere meritocratica. Però tagliando solo non riesci a fare il vero cambiamento, far cambiare la mentalità dei ragazzi. Per quello servirebbe parlare. Si taglieranno un po’ di ricercatori, magari due assunzioni, ovviamente i baroni non verranno toccati...».

Scusate, professori e baroni non sono con voi sulle barricate?

G. «In effetti sono rimasto sorpreso l’altro giorno nel vedere Pietro Rossi, che mi descrivevano come un barone, alzarsi e spendersi contro la riforma. Ma certo credo che lo facciano anche per difendere certi privilegi...».

Ecco, i privilegi. L’Università italiana ha il più alto rapporto tra docenti e studenti d’Europa. Il risultato è che arriva alla laurea poco più del 10% degli italiani, mentre in Germania, Francia, persino in Cile, le proporzioni sono più alte. Rischiate di difendere uno status quo che non ha dato esiti brillanti.

Valentine Braconcini, 24, lingue. «Noi l’abbiamo detto che questa Università non ci piace. Io però suggerirei alla Gelmini di partire da una cosa diversa: andare a vedere il tipo di ricerca che si finanzia, la qualità degli insegnamenti, non tagliare nel mucchio».
Matteo. «Se avesse coraggio non taglierebbe le cose di qualità che ci sono».

Non avete il sospetto di essere un po’ corporativi? L’accusa che vi fanno è: prof e sindacati mandano avanti voi per tutelare privilegi loro. All’Università esistono corsi seguiti da tre-quattro studenti.

Matteo: «Sì, e altri con 80 studenti». Simone. «Noi non ci facciamo strumentalizzare da nessuna parte».

Veltroni però dice di sostenervi in pieno. Non siete imbarazzati dalla coincidenza con la manifestazione del Pd?

Simone. «Il Pd è colpevole come la destra dello sfascio e della mentalità che vuole privatizzare tutto. La protesta degli anni scorsi contro la Berlinguer-Zecchino fu durissima». M. «E poi il corteo del Pd è stato indetto da cinque mesi...».
Qualcuno ci andrà?

In coro: «No ».

Qualche taglio lo accettereste mai? Magari reinvestito in borse di studio per i più bravi?

Roberta. «Se l’Università diventasse un’azienda pubblica io sarei felice. Però non è vero che ovunque ci sono sprechi. A scuola mia non c’era neanche un bidello in tre piani». G. «Da me invece il bidello non si trovava mai». Marco. «Ma scusate, per quale motivo ci sconvolgiamo che una struttura che svolge un servizio pubblico faccia del deficit? Non tutto può esser ridotto al mercato».

Luigi Berlinguer aveva tentato di introdurre la valutazione di merito dei docenti. Sareste d’accordo con una riforma così?

Marco: «Io sì, i prof vanno valutati». Andrea. «Sì, io farei un controllo di merito. Anch’io ho avuto dei prof incompetenti al liceo. E direi anche: abbiamo delle mummie al liceo? Prepensioniamole; ma non coi tagli indiscriminati».
Sonia. «Il rischio sono le epurazioni. E poi come fanno dei prof a valutare altri prof?».
Roberta. «Io dei risparmi, se reinvestiti nell’Università, sarei disposta ad accettarli».

Non avete una proposta da fare?

Simone. «Ci stiamo lavorando, ma abbiamo appena un mese di vita. E anche qui, come vedete, non siamo monoliti, ci sono idee, si discute...».

L’accusa che vi si fa è che dite solo dei no.

R. «Ma se non si discute neanche in Parlamento, e tutto passa con la fiducia, o i decreti, che proposte possiamo fare noi?».

Però oggi la Gelmini dice di volervi incontrare.

M. «Sì, e poi appena noi facciamo un’apertura minima ci frega, dicendoci che ci ha accontentato».

L’occupazione è anche un’occasione per fare amicizia, ancora? Vi scambiate libri, sentite musica in comune?

M. «Io in due notti ho dormito solo tre ore, ma non è che abbia fatto bisboccia, non le ho passate a bere. I libri... ognuno ha i suoi, ma non vedo un libro comune».
G. «Non c’è Marcuse; né la “Lettera a una professoressa” di una volta».

Avete qualche mito, una figura che torna nei cortei?

M. «No. Però abbiamo scritto “Yes, we can” nei bagni di Palazzo Nuovo, come Obama».

Lo slogan che preferite?

«Enterogelmina» Ehi ma ridete anche o siete sempre seri?

Vale. «Ieri abbiamo anche fatto il cabaret...»

Marco: «Ridiamo un sacco, non diventeremo come quei tristi dei sessantottini». «Non bisogna criminalizzare gli studenti e le occupazioni»: è un invito al dialogo sulla riforma della scuola quello del presidente dell’Osservatorio giovani-editori Andrea Ceccherini. Parlando alla presentazione di «Quotidiano in classe», l’iniziativa nata nove anni fa per avvicinare gli studenti a una lettura critica dei giornali, Ceccherini ha fatto un invito al dialogo riprendendo le parole di Giorgio Napolitano. «Sono assolutamente d’accordo con il presidente della Repubblica quando dice che non si può solo dire no - ha detto - ma penso che il ministro Gelmini abbia il dovere di ascoltare gli studenti che sono gli utenti della scuola».

COSA PENSATE?

alcune considerazioni in merito:

1) questi ragazzi non sembrano essere mossi da motivi politici me da motivi prettamente propri

2) non vogliono farsi strumentalizzare dal PD

3) considerano il PD alla stregua del governo

4) veltroni che tanto li corteggia dicendo che gli studenti stanno con lui è smentito da queste dichiarazioni: gli studenti stanno con gli studenti non con veltroni

5) gli studenti sanno che i docenti che manifestano contro la riforma lo fanno per mantenere i loro privilegi e non perchè sono in sintonia con loro


Rispondo: CRISTIAN tu fose hai visto i ragazzi del pdl cosa ben diversa dalla vera destra quelli son figli di papà e viziatissimi... quella è la destra del profitto e con i para-okki
MArco85TV MArco85TV 28/10/2008 ore 16.26.36 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

quelli del 68' hanno avuto le palle quadrate per manifestare(e bisogna ringraziare loro per aver ottenuto la democrazia all'interno della scuola)..nessuno aderiva allo sciopero e poi stava a casa a dormire..invece la paura di adesso è chi aderisce non scende in piazza a manifestare..
big46 big46 28/10/2008 ore 17.09.04 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A MArco85TV che il 28/10/2008 16.26.36 ha scritto:
quelli del 68' hanno avuto le palle quadrate per manifestare(e bisogna ringraziare loro per aver ottenuto la democrazia all'interno della scuola )..nessuno aderiva allo sciopero e poi stava a casa a dormire..invece la paura di adesso è chi aderisce non scende in piazza a manifestare..

non esagererei, fatti un salto a Scienze Politiche a Milano, dove ho avuto occasione di vedere la democrazia e poi su tutti i media abbiamo visto la Sapienza.

Democrazia vuol pure dire libertà di espressione e diritto di scelta d'ingresso per lo studio e la seconda il '68 proprio non ce lo ha insegnato ...anzi.
Alekseja00 Alekseja00 28/10/2008 ore 17.17.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A big46 che il 28/10/2008 17.09.04 ha scritto:
A MArco85TV che il 28/10/2008 16.26.36 ha scritto:
quelli del 68' hanno avuto le palle quadrate per manifestare(e bisogna ringraziare loro per aver ottenuto la democrazia all'interno della scuola )..nessuno aderiva allo sciopero e poi stava a casa a dormire..invece la paura di adesso è chi aderisce non scende in piazza a manifestare..

non esagererei, fatti un salto a Scienze Politiche a Milano, dove ho avuto occasione di vedere la democrazia e poi su tutti i media abbiamo visto la Sapienza.

Democrazia vuol pure dire libertà di espressione e diritto di scelta d'ingresso per lo studio e la seconda il '68 proprio non ce lo ha insegnato ...anzi.

Rispondo: io studio a scienze politiche di milano e vi posso assicurare ke quando sono venuti a riprendere quei 4 minkioni ke facevano occupazione hanno coperto le finestre con striscioni o si mettevano davanti ad esse per non far vedere ke di gente in aula a sentire la lezione ce n'era parecchia..vogliono solo aver ragione loro..non è democrazia... :-)))
big46 big46 28/10/2008 ore 17.22.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: gli STUDENTI: “Non finiremo come i tristi del ’68”

A Alekseja00 che il 28/10/2008 17.17.01 ha scritto:
A big46 che il 28/10/2008 17.09.04 ha scritto:
A MArco85TV che il 28/10/2008 16.26.36 ha scritto:
quelli del 68' hanno avuto le palle quadrate per manifestare(e bisogna ringraziare loro per aver ottenuto la democrazia all'interno della scuola )..nessuno aderiva allo sciopero e poi stava a casa a dormire..invece la paura di adesso è chi aderisce non scende in piazza a manifestare..

non esagererei, fatti un salto a Scienze Politiche a Milano, dove ho avuto occasione di vedere la democrazia e poi su tutti i media abbiamo visto la Sapienza.

Democrazia vuol pure dire libertà di espressione e diritto di scelta d'ingresso per lo studio e la seconda il '68 proprio non ce lo ha insegnato ...anzi.

Rispondo: io studio a scienze politiche di milano e vi posso assicurare ke quando sono venuti a riprendere quei 4 minkioni ke facevano occupazione hanno coperto le finestre con striscioni o si mettevano davanti ad esse per non far vedere ke di gente in aula a sentire la lezione ce n'era parecchia..vogliono solo aver ragione loro..non è democrazia... :-)))

c'è ancora quel professore consigliere personale di D'Alema?? con mio figlio erano liti continue, si infastidiva molto quando qualcuno teneva testa.......a parte che ti obbligava a comprare solo suoi testi e già questo non trovo molto democratico, avrebbe potuto discutere con lo studente che si preparava su testi altrui, così mi sembra un indottrinamento.

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