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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

furla83 05/03/2009 ore 02.25.25 Ultimi messaggi
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Furiosouna storia vera

A.D.L. 122 - Una storia americana


Nei primi mesi del 1943 iniziava un nuovo tipo di guerra per indebolire il nemico, ovvero il bombardamento massiccio, gli obiettivi non militari per scoraggiare la popolazione civile e spingerla ad insorgere contro il proprio Governo, il proprio paese, la propria gente!
Questa è la storia di cui vi raccontiamo: di Dresda con i suoi seicento mila morti, di Cassino, di Milano, di quei piccoli fiori recisi nella scuola di Gorla, di Nagasaki, di Hiroshima e con la fine della seconda guerra, i criminali usciti puliti, i liberatori del continente europeo, del continente asiatico, coloro, i quali, con le mani intrise di sangue, di civili e di bambini, hanno evaso corti, giustizia, per i quali non c’è mai stata una Norimberga, un’aia, hanno continuato a perpetrare in Corea, nella lunga guerra in Vietnam, nelle apologie dei governi sudamericani, fino ad arrivare a colpire il sacro suolo europeo con i bombardamenti della Serbia, di Belgrado, di Pristina, poi ancora in Afghanistan, in Iraq, sempre bombardamenti intelligenti, sempre su obiettivi civili, sempre impuniti, così come impuniti escono i bombardamenti con l’uranio impoverito che ha ucciso decine di nostri giovani soldati e altri civili!
Questa è la vostra storia,
Questa è la storia di questo grande paese,
Questa è la storia di cui vogliamo raccontare…
Questa, questa è una storia americana!
Una storia americana!
Una storia americana!
Una storia americana fatta di sangue e di guerra!
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A.D.L. 122 - Una storia americana Nei primi mesi del 1943 iniziava un nuovo tipo di guerra per indebolire il nemico, ovvero il...
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linx linx 05/03/2009 ore 03.08.59
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(Nessuno)RE: una storia vera

GLI AMERICANI SONO UN POPOLO GUERRIERO.
TUTTI LO SANNO TRANNE CHE IN QUESTO FORUM.
FANNO GUERRE DA QUANDO ESISTONO.
SONO I GANGSTERS DEL PIANETA.
linx linx 05/03/2009 ore 03.17.59
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(Nessuno)RE: una storia vera

La lunga storia delle guerre Usa
Da "Il Manifesto" dicembre 2003

Di MARCO D'ERAMO

Fu Dean Rusk, segretario di Stato di John Fitzgerald Kennedy, a smentire nel 1962 davanti al Senato americano l'immagine idilliaca di un paese isolazionista, ripiegato su se stesso fino alle guerre mondiali. Con un documento eccezionale di cui riproduciamo la prima parte: la cronologia delle 168 operazioni all'estero compiute dagli Stati uniti tra il 1798 e il 1945
Era il 17 settembre 1962, durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy, e il segretario di Stato Dean Rusk cercava di convincere in seduta congiunta il comitato del Senato per le relazioni estere e quello per le forze armate che un intervento militare contro la rivoluzione cubana rientrava nella tradizione geopolitica degli Stati uniti. A questo scopo presentò un documento, Instances of the Use of the United States Armed Forces Abroad, 1798-1945, che elencava 168 interventi armati americani all'estero dal 1798 al 1945, distinguendo gli interventi tra quelli autorizzati dal Congresso e quelli non autorizzati. La lista parla da sola, ed è per questo che Oipaz la riproduce nuda e cruda (omettendo solo alcuni particolari irrilevanti), per dimostrare quanto sia ingiustificata l'idea, pure assai diffusa, secondo cui gli Usa sarebbero stati isolazionisti, almeno fino alla guerra contro la Spagna del 1898, e più in generale fino alle guerre mondiali. Questa cronologia costituisce perciò un utile strumento sia didattico, sia pedagogico, per chi vuole imparare e per chi vuole insegnare la storia degli Usa, e anche per chi vuole solo capire la pratica che ha plasmato la loro cultura politica. Il documento presentato da Rusk fu pubblicato in: United States Senate. Commettee on Foreign Relations and Commettee on Armed Service, Hearing, «Situation in Cuba», 87th Congress, Second Session, September 17, 1962 (Government Printing Office, Washington 1962), pp. 82-87. Una versione che partiva dal 1851 fu ripubblicata in Studies on the Left, vol. 3, n. 3, inverno 1963, pp. 54-59. Una traduzione italiana (leggermente diversa dalla mia) costituisce l'appendice II (pp. 714-730) de Il libro nero degli Stati uniti di William Blum, appena pubblicato da Fazi editore (pp. 899, 26,50 euro), libro su cui bisognerà tornare.

1798-1800: guerra navale non dichiarata con la Francia, incluse azioni di terra come nella città di Puerto Plata, repubblica dominicana, in cui i marines catturarono il capitano di una nave pirata francese.

1801-1805 - Tripoli: prima guerra contro gli «stati di Barberia», per liberare la nave Philadelphia catturata dai pirati, sbarco dei marines e tentativo di far insorgere Tripoli.

1806- Messico (colonia spagnola): un plotone americano invase il territorio spagnolo presso le sorgenti del Rio Grande.

1806-1807 - Golfo del Messico: cannoniere americane condussero operazioni contro navi corsare spagnole e francesi al largo del delta del Mississippi.

1810 - Florida occidentale (colonia spagnola): il governatore della Louisiana occupò, su ordine presidenziale, un conteso territorio a est del Mississippi, fino al fiume Pearl, senza scontri armati.

1812 - Amelia Island e zone della Florida orientale: il loro possesso temporaneo fu autorizzato dal presidente Madison e dal Congresso, per impedirne l'occupazione da parte di un'altra potenza. Ma il possesso fu ottenuto in modo così irregolare che fu sconfessato dal presidente.

1812-1815 - Gran Bretagna: guerra del 1812, dichiarata formalmente.

1813 - Florida occidentale (colonia spagnola), aprile: con mandato del Congresso, il generale Wilkinson a capo di 600 soldati s'impadronì di Mobile Bay. Una guarnigione spagnola si ritirò permettendo agli Stati uniti di avanzare fino al fiume Perdido, senza combattimenti.

1813-1814 - Isole Marquesas: costruzione di un forte sull'isola di Nukahiva per proteggere tre navi catturate agli inglesi.

1814 - Florida spagnola: il generale Andrew Jackson conquistò Pensacola e cacciò gli inglesi.

1814-1825 - Caraibi: ripetuti scontri tra pirati e navi o squadre americane, soprattutto a terra e al largo di Cuba, Portorico, Santo Domingo e Yucatan. 3.000 attacchi di pirati contro navi mercantili tra il 1815 e il 1823. Nel 1822 il commodoro James Biddle impiegò nelle Indie Occidentali una flotta di 2 fregate, 4 corvette, 2 brigantini, 4 golette e 2 cannoniere.

1815 - Algeri: seconda guerra contro gli stati di Barberia. Su mandato del Congresso, una flotta agli ordini di Decatour attaccò Algeri e ottenne risarcimenti.

1815 - Tripoli: dopo l'accordo con Algeri, Decatour bordeggiò con la sua flotta davanti a Tunisi e a Tripoli, dove ottenne risarcimenti.

1816 - Florida spagnola: forze americane distrussero Nichols Fort, detto anche Negro Fort che riparava chi compiva incursioni negli Stati uniti.

1816-1818 - Florida spagnola: prima guerra seminole. Gli indiani seminole, la cui terra era rifugio di schiavi fuggiaschi e di briganti di frontiera, furono attaccati dalle truppe dei generali Jackson e Gaines e inseguiti nella Florida settentrionale. Le postazioni spagnole furono attaccate e occupate, i cittadini britannici giustiziati. L'azione avvenne senza mandato del Congresso, ma fu sostenuta.

1817 - isola Amelia (territorio spagnolo in Florida): agli ordini del presidente Monroe, truppe degli Stati uniti sbarcarono e cacciarono un gruppo di contrabbandieri, avventurieri e predoni.

1818 - Oregon, agosto: la nave Ontario approdò presso il fiume Columbia e prese possesso di territori dell'Oregon, di cui la Gran Bretagna aveva concesso la sovranità ma che erano rivendicati anche da Russia e Spagna.

1820-1823 - Africa: dopo la legge del Congresso del 1819, unità navali effettuarono incursioni contro il traffico di schiavi.

1822 - Cuba: forze navali Usa anti-pirateria approdarono sulla costa nord-occidentale di Cuba e incendiarono una base dei pirati.

1823 - Cuba: nell'inseguimento di pirati, brevi sbarchi l'8 aprile a Escondido, il 16 aprile vicino Cayo Blanco, l'11 luglio a Siquapa Bay, il 21 luglio a Cabo Cruz, il 23 ottobre a Camrioca.

1824 - Cuba, ottobre: la nave Usa Porpoise sbarcò marines vicino a Matanzas per inseguire pirati.

1825 - Cuba, marzo: truppe americane e inglesi in azione congiunta sbarcarono a Sagua La Grande per catturare pirati.

1827 - Grecia, ottobre e novembre: gruppi da sbarco diedero la caccia a pirati nelle isole di Argeintere, Mikonos e Andros.

1831-1832 - Isole Falkland: per investigare sulla cattura di tre navi per la caccia alle foche e per proteggere gli interessi americani.

1832 - Sumatra, 6-9 febbraio: Per punire gli indigeni della città di Quallah Battoo per i saccheggi di navi americane.

1833 - Argentina, 31 ottobre - 15 novembre: Un reparto sbarcò a Buenos Aires per proteggere gli interessi degli Stati uniti e di altri paesi durante una sommossa.

1835-1836 (10 dicembre - 24 gennaio e 31 agosto - 7 dicembre) - Perù: marines protessero interessi americani a Callao e Lima durante un sollevamento rivoluzionario.

1836 - Messico, luglio-dicembre: il generale Gaines occupò Nacogdoches (Texas) e il conteso territorio circostante, durante la guerra texana per l'indipendenza.

1838, 24 dicembre - 1839, 4 gennaio - Sumatra: sbarco per punire gli indigeni delle città di Quallah Battoo e Mukki per i saccheggi delle navi americane.

1840 - Isole Fiji, luglio: Per punire i nativi colpevoli di avere assalito gruppi americani di esplorazione e rilevamento.

1841 - isola Drummond, arcipelago Kingsmill: per vendicare l'uccisione di un marinaio da parte di nativi.

1842 - Samoa, 24 febbraio: vendetta su nativi dell'isola di Upolu per l'uccisione di un marinaio americano.

1842 - Messico, 19 ottobre: il commodoro A.A.C. Jones occupò Monterey con una flottiglia, credendo che fosse scoppiata la guerra. Scoperto che c'era la pace, si ritirò: un episodio simile avvenne una settimana dopo a San Diego.

1843 - Cina: marinai e marines della St. Louis sbarcarono vicino alla concessione di Canton dopo uno scontro tra americani e cinesi.

1843 - Africa, 29 novembre - 16 dicembre: quattro navi americane fecero sbarcare distaccamenti di truppe (uno composto da 200 marines e marinai) per scoraggiare il commercio degli schiavi lungo la Costa d'Avorio e per punire i nativi per gli attacchi a marinai e bastimenti americani.

1844 - Messico: il presidente Tyles schierò forze americane per proteggere il Texas dal Messico in attesa che il Senato approvasse un trattato di annessione (che fu respinto).

1846-1848 - Messico: guerra messicana. L'occupazione di un territorio conteso da parte del presidente Polk scatenò il conflitto.

1849 - Smirne, luglio: una squadra navale ottenne la liberazione di un americano catturato da funzionari turchi.

1851 - Turchia: Dopo un massacro di stranieri (inclusi americani) a Jaffa in gennaio, fu ordinata una dimostrazione lungo la costa orientale della Turchia dal nostro squadrone nel Mediterraneo. Apparentemente senza cannonate.

1851 - Isola Johanna (est dell'Africa), agosto: per esigere il rilascio di un capitano americano di una baleniera illegalmente imprigionato.

1852, 3-12 febbraio e 17 settembre- aprile 1853 - Argentina: sbarco e stazionamento di marines a Buenos Aires per proteggere gli interessi americani durante la rivoluzione.

1853 - Nicaragua, 11-13 marzo: per proteggere vite e interessi americani durante disordini politici.

1853-1854 - Giappone: l'«apertura del Giappone» e la spedizione Perry.

1853-1854 - isole Ryukyu e Bonin: prima di recarsi in Giappone, e mentre aspettava una risposta giapponese, in tre visite il commodoro Perry fece una dimostrazione navale, sbarcando due volte marines, assicurandosi una concessione carbonifera a Okinawa dal sovrano di Naha. Altra manovra davanti alle isole Bonin, sempre per assicurarsi concessioni commerciali.

1854 - Cina, 4 aprile - 15 (17?) giugno: per proteggere interessi americani a Shangai e nei dintorni durante una guerra civile cinese.

1854 - Nicaragua, 8-15 luglio: San Juan del Norte (Greytown) fu distrutta per vendicare un insulto all'ambasciatore americano in Nicaragua.

1855 - Cina, 19-21 (?) maggio: per porteggere interessi americani a Shangai. 3-5 agosto per combattere pirati vicino a Hong Kong.

1855 - Isole Fiji, 12 settembre - 4 novembre: per ottenere risarcimenti per saccheggi di americani.

1855 - Uruguay, 25-29 (o 30) novembre: forze navali americane ed europee sbarcarono a Montevideo per proteggere interessi americani durante un tentativo rivoluzionario.

1856 - Panama, repubblica di Nuova Grenada, 19-22 settembre: per proteggere interessi americani durante un'insurrezione.

1856 - Cina, 22 ottobre - 8 dicembre: per proteggere interessi americani a Canton durante le ostilità tra inglesi e cinesi, e per vendicare un attacco non provocato a un'imbarcazione che batteva bandiera americana.
Guerre Usa, la storia continua
La seconda puntata del lungo elenco degli interventi americani all'estero. Così come elencati da Dean Rusk, segretario di Stato di John F. Kennedy, davanti al Congresso degli Stati uniti nel 1962. Sono 168 operazioni, tra il 1798 e la fine della seconda guerra mondiale. Oggi la cronologia fino al 1903, dal Nicaragua alla Siria
MARCO D'ERAMO
Ecco la seconda parte della cronologia dei 168 interventi militari americani all'estero dal 1798 al 1945, come furono presentati al Congresso statunitense dal segretario di stato Dean Rusk nel 1962: nell'introduzione alla prima parte (1798-1856), pubblicata su il manifesto di ieri, sono indicate le pubblicazioni originali di questo testo. La parte tradotta oggi va dal 1857 al 1903. 1857 - Nicaragua, aprile-maggio e novembre-dicembre: per opporsi al tentativo di William Walker di prendere controllo del paese. A maggio il comandante C. H. Davis della marina Usa, con alcuni marines accettò la resa di Walker e protesse i suoi uomini dalla vendetta degli alleati indigeni che avevano combattuto Walker. In novembre e dicembre la flotta Usa si oppose a un altro tentativo di Walker in Nicaragua. Il commodoro Hiran Palding fece sbarcare marines e deportò Walker negli Usa, ma fu sconfessato dal segretario di stato Lewis Cass e costretto al prepensionamento.

1858 - Uruguay, 2-27 gennaio: 2 navi da guerra Usa sbarcarono in forze per proteggere le proprietà americane durante una rivoluzione a Montevideo.

1858 - isole Fiji, 6-16 ottobre: per punire gli indigeni per l'assassinio di due americani.

1858-1859 - Turchia: dispiegamento di forze navali a oriente su richiesta del segretario di stato dopo un massacro di americani a Jaffa e il maltrattamento altrove per «ricordare alle autorità (ottomane) la potenza degli Stati uniti».

1859 - Paraguay: il Congresso autorizzò una squadra navale a ottenere riparazione per un attacco contro un vascello sul fiume Parana avvenuto nel 1855. Scuse furono offerte dopo un ampio dispiegamento di forze.

1859 - Messico: 200 soldati Usa traversarono il Rio Grande inseguendo il bandito Cortina.

1859 - Cina, 31 luglio - 2 agosto: per proteggere interessi americani a Shangai.

1860 - Angola (Africa portoghese), primo marzo: per proteggere vite e proprietà americane a Kissembo quando gli indigeni divennero importuni (troublesome).

1860 - Colombia, baia di Panama, 27 settembre - 8 ottobre: per proteggere interessi americani durante una rivoluzione.

1863 - Giappone, 16 luglio: per riparare un insulto alla bandiera americana, bruciata su un vascello a Shimonoseki.

1864 - Giappone, 14 luglio - 3 agosto circa: per proteggere l'ambasciatore degli Stati uniti quando visitò Yedo per negoziare alcune richieste americane e per rendere le più facili le sue trattative impressionando i giapponesi con la potenza americana.

1864 - Giappone, stretti di Shimonoseki, 4-14 settembre: per costringere il Giappone e in particolare il principe di Nagato a consentire il passaggio negli stretti al naviglio straniero, secondo i trattati già firmati.

1865 - Panama, 9-10 marzo: per proteggere vite e proprietà di residenti americani durante una rivoluzione.

1866 - Messico, novembre: per proteggere residenti americani, il generale Sedgwick con cento uomini ottenne la resa di Matamoras. Dopo tre giorni gli fu ordinato dal governo di ritirarsi. Fu sconfessato dal presidente.

1866 - Cina, 20 giugno - 7 luglio: per punire un'aggressione del console Usa a Newchwang; il 14 luglio per consultazioni con le autorità rivierasche; il 9 agosto a Shanghai per aiutare a spegnere un grave incendio nella città.

1867 - isola di Formosa, 13 giugno: per punire un'orda di selvaggi che si supponeva avessero assassinato la ciurma di un vascello americano naufragato.

1868 - Giappone (Osaka, Hiogo, Nagasaki, Yokohama e Negata), soprattutto 4-8 febbraio, 4 aprile - 12 maggio, 12-13 giugno: per proteggere interessi americani durante la guerra civile in Giappone con l'abolizione dello shogunato e la restaurazione del mikado.

1868 - Uruguay, 7-8 e 19-28 febbraio: per proteggere i residenti stranieri e la dogana durante un'insurrezione a Montevideo.

1868 - Columbia, ad Aspinwall, 7 aprile: per proteggere passeggeri e tesoro in transito in assenza di polizia e truppe locali per la morte del presidente della Colombia.

1870 - Messico, 17-18 giugno: per distruggere la nave pirata Forward incagliata a circa 40 miglia dalla foce del rio Tecapan.

1870 - isole Hawaii, 21 settembre: per porre a mezz'asta la bandiera americana per la morte della regina Kalama, quando il console americano non volle assumersi la responsabilità di farlo.

1871 - Corea, 10-12 giugno: per punire gli indigeni per aver depredato americani, in particolare per aver assassinato la ciurma del General Sherman e aver bruciato la goletta, e per aver poi aver aperto il fuoco su altre piccole imbarcazioni americane che risalivano il fiume Salee scandagliandolo.

1873 - Colombia (baia di Panama), 7-22maggio e 22 settembre - 9 ottobre: per proteggere interessi americani durante le ostilità per il possesso dello stato di Panama.

1873 - Messico: truppe statunitensi traversarono più volte il confine messicano all'inseguimento di bestiame e di ladri. Vi furono reciproci inseguimenti di truppe messicane nel nostro territorio di frontiera. I casi furono solo tecnicamente invasioni, anche se il Messico protestò costantemente. I casi più notevoli avvennero a Remolina nel maggio 1873 e a Las Cuevas nel 1875. Spesso ordini da Washington autorizzarono le azioni. Alla fine accordi tra Messico e Stati uniti, il primo nel 1882, legittimarono queste incursioni che continuarono a intermittenza, con dispute minori, fino al 1896.

1874 - isole Hawaii, 12-20 febbraio: per mantenere l'ordine e proteggere vite e interessi americani durante l'incoronazione del re.

1876 - Messico, 18 maggio: per presidiare la città di Matamoros che era temporaneamente senza governo.

1882 - Egitto, 14-18 luglio: per proteggere interessi americani durante la guerra tra inglesi ed egiziani e il saccheggio della città di Alessandria da parte degli arabi.

1885 - Panama (Colon), 18 e 19 gennaio: per scortare i valori in transito sulla Ferrovia Panama, e le casseforti e le camere di sicurezza della compagnia, e (marzo-maggio) per restaurare la libertà di transito durante la rivoluzione.

1888 - Corea, giugno: per proteggere residenti americani a Seul in condizioni politiche instabili, quando ci si attendeva una sommossa della teppaglia (populace).

1888-1889 - Samoa, 14 novembre - 20 marzo: per proteggere il consolato e i cittadini americani durante una guerra civile indigena.

1888 - Haiti, 20 dicembre: per persuadere il governo haitiano a restituire un vapore americano sequestrato con l'accusa di aver rotto il blocco navale.

1889 - isole Hawaii, 30-31 luglio: per proteggere interessi americani a Honolulu durante una rivoluzione.

1890 - Argentina: una forza navale sbarcò per proteggere il nostro consolato e legazione a Buenos Aires.

1891 - Haiti: per proteggere vite e proprietà americane sull'isola di Navassa quando i braccianti negri divennero incontrollabili.

1891 - Stretto di Bering, 2 luglio - 5 ottobre: per fermare la pesca di frodo delle balene.

1891 - Cile, 28-20 agosto: per proteggere il consolato americano di Valparaiso e le donne e i bambini che vi si erano rifugiati durante una rivoluzione.

1893 - Hawaii, 16 gennaio - 1 aprile: dichiaratamente per proteggere vite e proprietà americane; di fatto per promuovere un governo provvisorio guidato da Sanford B. Dole. L'azione fu sconfessata dagli Stati uniti.

1894 - Brasile, gennaio: per proteggere il commercio e il naviglio americano a Rio de Janeiro durante una guerra civile brasiliana. Non ci furono sbarchi ma un dispiegamento di forza navale.

1894 - Nicaragua, 6 luglio - 7 agosto: per proteggere interessi americani a Bluefield dopo una rivoluzione.

1894-1896 - Corea, 24 luglio 1894 - 3 aprile 1896: per proteggere vite e interessi americani a Seul durante e dopo la guerra sino-nipponica. Una guarnigione di marines rimase a guardia della legazione per quasi tutto il tempo fino all'aprile 1896.

1894-1895 - Cina: marines furono stazionati a Tiensin e penetrarono a Pechino a scopi di protezione durante la guerra sino-nipponica.

1894-1895 - Cina: un vascello della marina fu tirato a riva e usato come forte a Newchwang per proteggere cittadini americani.

1895 - Colombia, 8-9 marzo: per proteggere interessi americani durante un attacco alla città di Bocas del Toro da parte di una banda di banditi.

1896 - Nicaragua, 2-4 maggio: per proteggere interessi americani a Corinto in periodo di agitazione politica.

1898 - Nicaragua, 7-8 febbraio: per proteggere vite e proprietà Usa a San Juan del Sur.

1898 - Spagna: guerra ispano-americana. Pienamente dichiarata.

1898-1899 - Cina, 5 novembre - 15 marzo: per scortare l'ambasceria a Pechino e proteggere il consolato di Tiensin durante la contesa tra l'imperatrice vedova e il figlio.

1899 - Nicaragua, 22 febbraio - 5 marzo: per proteggere gli interessi americani a San Juan del Norte e, poche settimane dopo a Bluefield per l'insurrezione del generale Juan P. Reyes.

1899 - Samoa, 13 marzo-15 maggio: per proteggere interessi americani e prendere parte al conflitto per la successione al trono.

1899-1901 - isole Filippine: per proteggere interessi americani durante la guerra con la Spagna e per conquistare l'isola sconfiggendo i filippini nella loro guerra per l'indipendenza.

1900 - Cina, 24 maggio - 28 settembre: per proteggere vite straniere durante la rivolta dei Boxer, soprattutto a Pechino. Dopo quest'esperienza, alla legazione di Pechino fu mantenuta per parecchi anni una guarnigione che veniva rafforzata quando si profilava una sommossa: vi rimase fino al 1934.

1901 - Columbia (Stato di Panama), 20 novembre - 4 dicembre: per proteggere proprietà americane sull'istmo e mantenere aperte le vie di transito durante gravi insurrezioni.

1902 - Colombia, 16-23 aprile: per proteggere vite e proprietà americane a Bocas del Toro durante una guerra civile.

1902 - Colombia (stato di Panama), 17 settembre - 18 novembre: per mettere scorte armate su tutti i treni che traversavano l'istmo e per tenere aperte le comunicazioni ferroviarie.

1903 - Honduras, 2-30 (o 31) marzo: per proteggere il consolato americano e il molo marittimo a Puerto Cortez in un periodo di attività rivoluzionaria.

1903 - Repubblica dominicana, 20 marzo - 30 aprile: per proteggere interessi americani nella città di Santo Domingo durante una sommossa rivoluzionaria.

1903 - Siria, 7-12 settembre: per proteggere il consolato americano a Beirut quando si temeva un'insurrezione musulmana.

1903-1914 - Panama: per proteggere vite e interessi americani durante e dopo la rivoluzione per l'indipendenza dalla Colombia durante la costruzione del Canale. Con brevi interruzioni, marines statunitensi furono stazionati sull'istmo dal 4 novembre 1903 al 21 gennaio 1914 per proteggere interessi americani.
Le guerre Usa la fine della storia
Terza e ultima puntata della cronologia degli interventi militari compiuti dagli Stati uniti dal 1798 al 1945. In tutto 168 azioni, tra autorizzate e non, che forniscono una diversa lettura della storia americana
MARCO D'ERAMO
Ecco la terza e ultima parte, dal 1904 al 1945, della cronologia degli interventi all'estero delle forze armate americane. Le fonti sono state pubblicate nella prima puntata. Qui accanto troverete alcune brevi osservazioni su questa cronologia. 1904 - Repubblica dominicana, 2 gennaio - 11 febbraio: per difendere interessi americani a Puerto Plata, Sosua e Santo Domingo city durante combattimenti rivoluzionari.

1904-5 - Corea, 5 gennaio 1904 - 11 novembre 1905: per custodire la legazione americana a Seul.

1904 - Tangeri, Marocco: «Vogliamo o Perdicaris vivo o Raisuli morto». Dimostrazione di una squadra navale per costringere a rilasciare un americano rapito. La guardia marina sbarcò per proteggere il console generale.

1904 - Panama, 17-24 novembre: per proteggere vite e proprietà americane ad Ancon quando si temeva un'insurrezione.

1904-1905 - Corea: guardia marina mandata a Seul per protezione durante la guerra russo-giapponese.

1906-1909 - Cuba, settembre 1906 -23 gennaio 1909: intervento per restaurare l'ordine, proteggere stranieri, e stabilire un governo stabile dopo una seria attività rivoluzionaria.

1907 - Honduras, 18 marzo - 8 giugno: per proteggere interessi americani durante una guerra tra Honduras e Nicaragua: truppe furono stazionate per pochi giorni o settimane a Trujillo, Ceiba, Puerto Cortez, San Pedro, Laguna e Colona.

1910 - Nicaragua, 22 febbraio: durante una guerra civile, per avere informazioni sulle condizioni a Corinto; il 19 maggio e il 4 settembre per proteggere interessi americani a Bluefields.

1911 - Honduras, 26 gennaio e poche settimane dopo: per proteggere vite e interessi americani durante una guerra civile.

1911 - Cina: fasi iniziali della rivoluzione nazionalista. Un guardiamarina e 10 uomini cercarono a ottobre di entrare a Wuchang per liberare missionari, ma si ritirarono dopo un avvertimento. Sempre a ottobre una ridotta unità da sbarco protesse proprietà private americane e il consolato ad Hankow. In novembre fu stabilita una scorta navale ai posti del telegrafo di Shanghai. Forze da sbarco furono mandate a scopo di protezione a Nanchino, Chinkiang, Taku e altrove.

1912 - Honduras: sbarco di una forza ridotta per prevenire la confisca da parte dello stato di una compagnia ferroviaria di proprietà americana. Le forze si ritirarono dopo che gli Stati uniti disapprovarono l'azione.

1912 - Panama: su richiesta di ambedue i partiti politici, truppe supervisionarono le elezioni nella Zona del Canale.

1912 - Cuba, 5 giugno - 5 agosto: per proteggere interessi americani nella provincia d'Oriente e all'Avana.

1912 - Cina, 24-26 agosto sull'isola Kentucky e 26-30 agosto a Camp Nicholson: per proteggere americani e interessi americani durante agitazioni rivoluzionarie.

1912 - Turchia, 18 novembre - 3 dicembre: per proteggere la legazione americana a Costantinopoli durante la guerra dei Balcani.

1912-1925 - Nicaragua, agosto - novembre 1912: per proteggere interessi americani durante una tentata rivoluzione. Una piccola unità con funzione di guardia alla legazione e di promotrice di pace e stabilità governativa rimase fino al 5 agosto 1925.

1912-1941 - Cina: i disordini che, iniziati con la ribellione del Kuomingtang, riorientati con l'invasione giapponese della Cina, portarono infine alla guerra tra Giappone e Stati uniti, diedero origine a continue dimostrazioni di forza e a sbarchi in Cina a scopo di protezione dal 1912 al 1941. Una guarnigione fu mantenuta a Pechino e sulla strada per il mare fino al 1941. Nel 1927, gli Stati uniti avevano 5.670 soldati in Cina e 44 soldati nelle sue acque territoriali. Nel 1933 avevamo 3.027 uomini. Tutte queste azioni protettive avvenivano in accordo ai trattati firmati con la Cina dal 1858 al 1901.

1913 - Messico, 5-7 settembre: qualche marine sbarcò a Ciari Estero per aiutare a evacuare cittadini americani e altri dalla valle Yaqui, resa pericolosa per gli stranieri da una guerra civile.

1914 - Haiti, 29 gennaio - 9 febbraio e 20 febbraio - 19 ottobre: per proteggere cittadini americani in un periodo di pericolose agitazioni.

Repubblica dominicana, giugno e luglio: durante una rivoluzione, forze navali Usa fermarono a cannonate il bombardamento di Puerto Plata e con la minaccia della forza mantennero zona neutrale la città di Santo Domingo.

1914-1917 - Messico: Le non dichiarate ostilità messicano-americane in seguito all'affare del Dolphin e alle incursioni di Pancho Villa compresero la cattura di Vera Cruz e più tardi la spedizione Perching nel Messico settentrionale.

1915-1934 - Haiti, luglio 1915 - 14 agosto 1934: per mantenere l'ordine in periodo di cronica minaccia insurrezionale.

1916-1924 - Repubblica dominicana, maggio 1916 - settembre 1924: per mantenere l'ordine in periodo di cronica minaccia insurrezionale.

1917-1918 - Prima guerra Mondiale. Formalmente dichiarata.

1917-1922 - Cuba: per proteggere interessi americani durante un'insurrezione e la conseguente instabilità. La maggior parte delle forze americane lasciarono Cuba nel 1919 ma due compagnie rimasero a Camaguey fino al febbraio 1922.

1918-1919 - Messico: dopo il ritiro della spedizione Pershing, i nostri soldati entrarono in Messico alla caccia di banditi almeno tre volte nel 1918 e sei volte nel 1919. Nell'agosto 1918 soldati americani e messicani si combatterono a Nogales.

1918-1920 - Panama: per i compiti di polizia stabiliti dalle clausole del trattato, a Chiriqui durante le sommosse elettorali e le successive agitazioni.

1918-1920 - Russia sovietica: in giugno e luglio marines furono sbarcati a Vladivostock e dintorni per proteggere il consolato americano e altri punti durante i combattimenti tra i bolscevichi e l'esercito ceco che aveva traversato la Siberia dal fronte occidentale. Una dichiarazione congiunta di governo d'emergenza e di neutralità fu emanata dai comandanti americano, giapponese, britannico, francese e ceco in luglio e le nostre truppe rimasero fino a fine agosto. In agosto il progetto si ampliò: allora 7.000 uomini furono sbarcati a Vladivostok e rimasero fino al gennaio 1920 come parte di una forza alleata di occupazione. Nel settembre 1918, 5.000 soldati americani si unirono alla forza alleata d'intervento ad Arcangelo, subirono 500 perdite e rimasero fino al giugno 1919. Un pugno di marines aveva in precedenza preso parte a uno sbarco britannico sulla costa Murmanska (vicino alla Norvegia), ma solo incidentalmente. Tutte queste operazioni dovevano neutralizzare gli effetti della rivoluzione bolscevica in Russia e furono in parte sostenute da elementi zaristi e di Kerensky. Non fu dichiarata guerra. A volte elementi bolscevichi agirono assieme a noi, ma la Russia sovietica reclama ancora risarcimenti.

1919 - Dalmazia: su richiesta delle autorità italiano soldati Usa sbarcarono a a Trau per mantenere l'ordine tra italiani e serbi.

1919 - Turchia: i marines della nave da guerra Arizona sbarcarono per proteggere il consolato americano durante l'occupazione greca di Costantinopoli.

1919 - Honduras, 8-12 settembre: una forza da sbarco fu spedita a terra per mantenere l'ordine in una zona neutrale durante un tentativo insurrezionale.

1920 - Cina, 14 marzo: una forza da sbarco fu mandata a terra per poche ore per proteggere vite durante un tumulto a Kiukiang.

1920 - Guatemala, 9-27 aprile: per proteggere la legazione e altri interessi americani, come il telegrafo, durante gli scontri tra gli Unionisti e il governo del Guatemala.

1920-22 - Russia (Siberia), 16 febbraio 1920 - 19 novembre 1922: invio di una scorta navale per proteggere proprietà e una stazione radio degli Stati uniti su un'isola russa nella baia di Vladivostok.

1921 - Panama-Costarica: squadre navali americane manovrarono sulle due sponde dell'istmo per prevenire una guerra tra i due paesi per una disputa di confine.

1922 - Turchia, settembre-ottobre: un contingente fu sbarcato con il consenso delle autorità sia turche sia greche per proteggere vite e proprietà americane quando i nazionalisti turchi sbarcarono a Smirne.

1922-1923 - Cina: tra aprile 1922 e novembre 1923 cinque sbarchi di marines per proteggere americani durante le agitazioni.

1924 - Honduras, 28 febbraio - 31 marzo e 10-15 settembre: per proteggere vite e interessi americani durante scontri elettorali.

1924 - Cina, settembre: marines furono sbarcati a Shanghai per proteggere americani e altri stranieri durante gli scontri tra fazioni cinesi.

1925 - Cina, 15 gennaio- 19 agosto: scontri tra fazioni cinesi accompagnati da tumulti e dimostrazioni a Shanghai costrinsero allo sbarco di soldati americani per proteggere vite e beni nella concessione internazionale.

1925 - Honduras, 19-21 aprile: per proteggere stranieri a La Ceiba durante una sommossa.

1925 - Panama, 12-23 ottobre: scioperi e tumulti spinsero a sbarcare circa 600 soldati per mantenere l'ordine e proteggere gli interessi americani.

1926-1933 - Nicaragua, 7 maggio - 5 giugno 1926, 27 agosto 1926 - 3 gennaio 1933: il colpo di stato del generale Chamorro innescò attività rivoluzionarie che portarono allo sbarco di marines per proteggere gli interessi degli Stati uniti. Forze statunitensi andarono e vennero, ma non sembra che lasciassero del tutto il paese prima del 3 gennaio 1933. La loro azione incluse operazioni contro il fuorilegge Sandino nel 1928.

1926 - Cina, agosto e settembre: l'attacco nazionalista su Hankow rese necessario lo sbarco di forze navali per proteggere cittadini americani. Una piccola unità restò al consolato generale anche dopo il 16 settembre, quando il resto delle truppe era stato ritirato. Verosimilmente, quando le forze nazionaliste catturarono Kiukiang, forze di marina furono sbarcate per proteggere stranieri il 4 e 5 novembre.

1927 - Cina, febbraio: i combattimenti a Shanghai costrinsero ad aumentare le forze navali e i marines nella zona. A marzo una scorta di marina fu stazionata davanti al consolato americano a Nanchino dopo che le truppe nazionaliste avevano conquistato la città. Più tardi, cacciatorpediniere americane e britanniche spararono granate per proteggere americani e altri stranieri. «In seguito a quest'incidente, ulteriori forze navali e di marines furono inviate in Cina e stazionarono vicino a Shanghai e Tientsin».

1932 - Cina: sbarco di truppe per proteggere interessi americani durante l'occupazione giapponese di Shanghai.

1933 - Cuba: dimostrazione di forza della flotta Usa durante una insurrezione contro il presidente Gerardo Machado, ma senza sbarchi.

1934 - Cina: sbarco di marines a Fuzhou per proteggere il consolato americano.

1940 - Terranova, Bermuda, St. Lucia, Bahamas, Jamaica, Antigua, Trinidad e Guiana britannica: soldati furono mandati per proteggere basi aeree e navali ottenute con negoziati dalla Gran Bretagna. Talora queste basi sono chiamate basi lend-lease (in prestito, o in leasing).

1941 - Groenlandia, aprile: presa sotto protezione degli Stati uniti.

1941 - Olanda (Guiana olandese), novembre: con l'accordo del governo olandese in esilio il presidente ordinò alle truppe americane di occupare la Guiana olandese. Il Brasile cooperò a proteggere il rifornimento di alluminio greggio dalle miniere di bauxite in Surinam.

1941 - Islanda: presa sotto protezione degli Stati uniti per ragioni di sicurezza, col consenso del suo paese.

1941 - Germania: in primavera il presidente ordinò alla marina di pattugliare le rotte navali per l'Europa. A luglio le nostre navi da guerra scortavano i convogli e attaccavano i sommergibili tedeschi. Non ci fu autorizzazione del Congresso. In novembre la Legge di Neutralità fu in parte ritirata per consentire la'iuto militare a Gran Bretagna, Russia, ecc.

1941-1945 - Germania, Giappone, Italia, ecc.: Seconda guerra mondiale. Formalmente dichiarata.

1942 - Labrador: stabilita una base navale

http://www.italia-cuba.it/cuba/diritti_umani/mirino_u.htm
linx linx 05/03/2009 ore 03.19.06
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Guerre americane

DOVE VOLANO I LIBERATORS
Maurizio Matteuzzi
Afghanistan 2001? Iraq 2003? Nulla di nuovo sotto il sole (e le bombe). Cambia il nome, il contenitore teorico: dalla Sicurezza nazionale alla Guerra preventiva della Strategy for the New American Century. La sostanza resta la stessa.
Il 4 luglio del 1776, il giorno della dichiarazione di indipendenza americana, le 13 colonie inglesi del Nord America occupavano 835.0000 chilometri quadrati. Come hanno potuto arrivare ai 9. 363. 488 chilometri quadrati di adesso?
La Louisiana fu comprata dalla Francia nel 1803, la Florida dalla Spagna nel 1819, l'Alaska dalla Russia nel 1867. Porto Rico fu annesso nel 1898, nel 1900 le isole Hawai furono dichiarate territorio degli Stati Uniti (e nel '59 divennero lo Stato numero 50 dell'Unione), nel 1901 toccò alla Baia di Guantanamo a Cuba, nel 1903 fu la volta della striscia di terra di 1432 km quadrati in cui undici anni dopo sarebbe stato inaugurato il canale interoceanico di Panama.
Ma, oltre che sui territori indiani a ovest delle Montagne rocciose (The Wild West), era sul Messico che i giovani e aggressivi Stati Uniti d'America avevano messo gli occhi. Il paese già così lontano da Dio e già troppo vicino agli Stati Uniti conquistò l'indipendenza dalla Spagna il 28 settembre 1821. Nel 1823 il presidente James Monroe enunciò la famosa parola d'ordine dell'«America agli americani» ma fin dal 1812 una carta dell'America del Nord includeva i territori messicani che poi, dopo la messinscena della fatua indipendenza del Texas (1836) e la guerra preventiva di aggressione al Messico (1846), sarebbero divenuti tutti parte integrante degli Stati Uniti. Con il trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848, i gringos strapparono al Messico oltre la metà del suo territorio, più o meno due milioni e mezzo di chilometri quadrati. Che da allora furono Texas, California, Arizona, New Messico, Nevada, Utah e parte dello Wyoming.
Quello era solo l'inizio. Gli Stati Uniti d'America hanno nel loro patrimonio genetico, al di là dell'infinità delle meraviglie reali e presunte che ci raccontano e ci impongono, il Dna dell'imperialismo e del colonialismo. E della guerra. «Malefatte croniche o un'impotenza che minacci la società civile possono richiedere in ultima analisi l'intervento di una nazione progredita. L'America può essere costretta, nei casi più flagranti, a esercitare i poteri di una polizia internazionale»: potrebbero essere parole di Gorge W. Bush ma sono quelle di Teddy Roosevelt e risalgono al 1904. «Signor presidente, non permetta che una grande impresa come questa sia offuscata dalla legalità»: potrebbe essere il segretario alla Giustizia John Ashcroft che parla a proposito della gloriosa `guerra al terrorismo' ma fu il segretario alla giustizia Philander Knox a pronunciarle nel 1908, in occasione di uno dei tanti interventi dei marines a Panama (quello del 1989 è stato il nono).
Un professore di geografia dell'università del Wisconsin, Zoltan Grossman, ha pubblicato uno studio in cui elenca minuziosamente la «lista parziale» degli interventi militari statunitensi dal 1890 al 2001, «da Wounded Knee all'Afghanistan». Più di 130. Dal massacro, nel 1890, di 300 pellerossa Lakota nel Sud Dakota, ai massacri del 2001 di migliaia di Talebani e civili in Afghanistan. Facendo più e più volte il giro del mondo: dall'Argentina (1890) a Haiti (1891), dalle Hawai (1893) al Nicaragua (1894), dalla Cina (1894-1895) alla Corea (1894-1896), dalle Filippine (1898) a Cuba (1898), da Porto Rico (1898) a Guam (1898), da Samoa (1899) all'Honduras (1903), da Santo Domingo (1903) al Messico (1916), dalla Russia (1918-1922, «per contrastare i bolscevichi») alla Jugoslavia (1919, «in favore dell'Italia contro i serbi in Dalmazia»), dal Guatemala (1920) alla Turchia (1922), dal Salvador (1932) all'Iran (1946), dall'Uruguay (1947) alla Grecia (1947-1949), dalla Corea (1950-1953) all'Iran (1953, colpo di Stato contro Mossadeq in favore dello scià Reza Pahlevi) e al Guatemala (1954, golpe contro il governo Arbenz), dal Libano (1958) al Vietnam (1960-1975), da Cuba (1961, sbarco alla Baia dei Porci) al Laos (1962), dall'Indonesia (1965, colpo di Stato contro Sukarno) a Santo Domingo (1965, golpe contro Juan Bosch), dalla Cambogia (1969-1975) al Cile (golpe di Pinochet), dall'Angola (1976-1992, in appoggio a Savimbi e al Sudafrica) al Nicaragua (1981-1990, con i contras per stroncare il governo sandinista), dal Libano (1982-1984) a Grenada (1983, contro il governo Bishop e i cubani), dall'Iran (1987, a sostegno dell'Iraq di Saddam) a Panama (1989, l'operazione Giusta Causa per andare a prendere Noriega), dall'Iraq (1990, l'operazione Desert Storm contro Saddam) alla Somalia (1992-1994, l'operazione `umanitaria' Restore Hope), dalla Jugoslavia (1992-1994, blocco della Nato sulla Serbia) alla Bosnia (1993-1995), da Haiti (1994-1996, per riportare in carica il presidente Aristide tre anni dopo il golpe militare da loro stessi fomentato) alla Croazia (1995, bombardamenti sulla Krajina serba), dallo Zaire (1996, marines in missione `umanitaria' nei campi profughi Hutu) alla Liberia (1997), dal Sudan (1998, attacco missilistico su una fabbrica farmaceutica presa per una fabbrica di gas nervino) alla Jugoslavia (1999, bombardamento della Serbia e `liberazione' del Kosovo), fino all'Afghanistan (ottobre 2001, dopo l'attacco alle Torri Gemelle di New York). «E la storia continua», conclude lo studio del professor Grossman (1).
Che continui è sicuro. È continuata con la guerra preventiva del 20 marzo all'Iraq di Saddam Hussein e con l'attiva partecipazione al breve golpe dell'11 aprile 2002 contro il presidente Hugo Chávez in Venezuela, e continuerà ancora. «La guerra dei Trent'anni», hanno detto George Bush e il suo stormo di superfalchi neo-conservatives. «La quarta guerra mondiale», ha scritto l'ex capo della Cia James Woolsley. A che servirebbero, se no, i 380 miliardi di dollari che il presidente Bush ha chiesto e ottenuto dal Congresso per il bilancio di quest'anno del Pentagono? Perché mai l'iper-potenza americana toccherebbe il 35% delle spese militari mondiali, il 50% di quelle per la ricerca e lo sviluppo bellico e il 60% del mercato degli armamenti?
La «lista parziale» elaborata dal professor Grossman è niente se confrontata con quella di Gore Vidal, scrittore statunitense famoso e critico caustico della politica imperiale del suo paese. In un saggio scritto a caldo sull'onda emotiva dell'11 settembre 2001, Vidal afferma che dalla fine della seconda guerra mondiale, come americani «siamo stati impegnati in quella che il grande storico Charles A. Beard ha definito una guerra perpetua per la pace perpetua… Ogni mese c'è un nuovo, orribile nemico da attaccare prima che ci distrugga» (2), per poi passare a elencare una a una le «operazioni» completate o ancora in corso. «Il numero di interventi militari contro altri paesi senza essere stati provocati ammonta a oltre 250 dal '47-48». E conclude che «in queste svariate centinaia di guerre contro il comunismo, il terrorismo, il narcotraffico e a volte contro niente di speciale, fra Pearl Harbour e martedì 11 settembre 2001, siamo sempre stati noi a sferrare il primo colpo» (3). Vidal è estremo come sempre. Ma non è il solo. Nel suo libro ospita anche alcuni brani («che agli americani non è consentito leggere») di un articolo scritto dopo l'11 settembre per «The Nation» da Arno J. Mayer, professore emerito di storia all'Università di Princeton e sopravvissuto ai lager nazisti, che però la rivista liberal aveva rifiutato (è stato poi pubblicato su «Le Monde»): «A conti fatti - dice il professore Mayer - dal 1947 gli Stati Uniti sono stati l'avanguardia e il principale esecutore del terrore preventivo di Stato . Oltre ai consueti colpi di Stato durante la guerra fredda, operati in competizione con l'Unione Sovietica, Washington ha fatto ricorso all'assassinio politico, a squadroni della morte e a riprovevoli paladini della libertà (fra i quali bin Laden). Ha orchestrato l'assassinio di Lumumba e di Allende; ha provato a fare lo stesso con Castro, Gheddafi e Saddam Hussein; ha posto il proprio veto contro qualunque sforzo di mettere un freno non solo alle violazioni di accordi internazionali e risoluzioni Onu da parte di Israele, ma anche al terrore preventivo che questo Stato ha esercitato.» (4) Gli Stati Uniti di Bush hanno attaccato l'Afghanistan per stanare Osama bin Laden e il mullah Omar ma finora non li hanno presi. Hanno attaccato l'Iraq per stanare Saddam Hussein ma finora non l'hanno trovato. Hanno facilmente vinto le guerre ma hanno distrutto i paesi e seminato tanto odio, specie nell'Islam e in generale fra «i dannati della terra» che il mondo è oggi assai meno sicuro rispetto alla minaccia terrorista, mentre sembra incombere quello scontro di civiltà che si diceva di voler evitare a ogni costo. E l'antiamericanismo dilaga non solo nel Terzo mondo, in Medio Oriente, in America latina. «How we got to be so hated?», si chiede sarcasticamente Gore Vidal. Già, come sono riusciti a farsi odiare tanto?
Una risposta la dà un altro ostinato bastian contrario del panorama politico-intellettuale americano (e questo è uno dei segnali forti e buoni che vengono dal `Grande paese'), Noam Chomsky, forse ripetitivo nelle sue analisi critiche della politica Usa ma rigorosamente implacabile. Cosa né è dei paesi liberati dai regimi comunisti, terroristi, corrotti, narcotrafficanti, eccetera, e riportati a forza alla democrazia? «Prendiamo Grenada: - dice Chomsky (5) - in seguito alla sua liberazione del 1983 (quella che Jeane Kirkpatrick, rappresentante americana all'Onu, definì un'invasione «di carattere preventivo») l'isola diventò il maggior destinatario (pro capite) di aiuti Usa (dopo Israele, che è un caso a parte). L'Amministrazione Reagan volle che diventasse una vetrina del capitalismo.» In realtà, oltre ai «livelli record di alcolismo e tossicodipendenza», «l'invasione ha prodotto qualcosa di positivo», scrive Ron Suskind in un articolo apparso sulla prima pagina del «Wall Street Journal» con il titolo: Resa sicura dai marines, Grenada adesso è un paradiso per le banche off-shore. Quel che conta è che per gli Usa, con 118 banche off-shore, una per ogni 64 abitanti, la capitale di Grenada «è diventata la Casablanca dei Carabi, un rifugio sicuro per il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale e varie truffe finanziarie». Avvocati, ragionieri e alcuni uomini d'affari se la passano bene, come, senza dubbio, i banchieri stranieri, i riciclatori di denaro e i signori della droga, al sicuro dalle grinfie della tanto reclamizzata `guerra alla droga'».
Grenada è un esempio troppo piccolo e marginale? Forse. Ma non c'è un paese che in questo mezzo secolo abbia visto l'arrivo dei marines o della Cia - o di entrambi - che se la passi bene. Non quelli dell'America Centrale dove i movimenti di liberazione degli anni `80 sono stati spazzati via dal reaganismo; non quelli dell'America Latina (con l'unica e molto parziale eccezione del Cile), a cominciare dal Brasile, dove il giorno del marzo '64 in cui i generali, con il sostegno Usa, rovesciarono João Goulart, l'ambasciatore americano telegrafò a Washington che il golpe era «una grande vittoria per il mondo libero», per finire alla Colombia sempre più spesso citata come «il prossimo Vietnam»; non nelle Filippine o in Indonesia, dove dopo il sanguinoso golpe del '65 che, con la fattiva partecipazione Usa, rovesciò Sukarno e installò Suharto, il prestigioso columnist del «New York Times» James Reston scrisse un articolo intitolato Un raggio di sole sull'Asia; non fra i regimi arabi del Medio Oriente, sempre più instabili e vassalli, né tanto meno in Libano, dove i marines intervennero nel '58 a sostegno del falangista cristiano Camille Chamoun; non nel Congo dove nel '61 fu l'ambasciatore americano Hayes Timberlake a organizzare (insieme ai belgi) l'assassinio di Patrice Lumumba (6) e non in Somalia dove nel `92 i marines non portarono alcuna speranza e nel '94 se ne dovettero andare in fretta (Black Hawk Down), lasciandosi dietro un paese ancor più alla deriva; non nei Balcani e ancor meno in Kosovo dove alla pulizia etnica anti-albanese dei serbi si è sostituita quella anti-serba degli albanesi. Per non parlare dell'Afghanistan e dell'Iraq, dove gli esiti dell'Enduring Freedom e dell'Iraqi Freedom sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vederli, nonostante i generosi sforzi della maggior parte dei media.
Sembra un paradosso ma non lo è: mai come ora nella storia la presenza militare degli Stati Uniti è stata così massiccia e globale, eppure mai come ora l'egemonia americana è così contrastata e il mondo così a rischio. Nonostante una guerra dopo l'altra l'`asse del male' anziché accorciarsi si allunga sempre più. Iran, Corea del Nord, ora la Siria, poi Cuba, Libia… La lista d'attesa è fitta. E, come accadeva nel 1812 per il Messico, negli Stati Uniti circolano anche carte in cui l'Amazzonia non fa più parte del Brasile e la Patagonia dell'Argentina.
linx linx 05/03/2009 ore 03.22.12
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(Nessuno)RE: una storia vera

Bene.

Dobbiamo essere felici di partecipare da anni e anni alle loro guerre contro tutto il pianeta.

Adesso che faranno?

Iran e Venezuela?

I presidenti democratici spesso fan guerre.

Vedi Wilson,Roosevelt,Kennedy e Clinton.Tutti col loro bello scheletro di guerra nell'armadio.

Che sarà Obama? Falco o colomba?


Questi poveri musulmani arabi,non i turchi ovviamente,son due o tre secoli che gli europei gli fanno di tutto.

Poi mettono una bomba alle torri e fan cilecca.

Poi lanciano gli aerei e fan doppio centro.

Questo dopo milioni di morti a causa di inglesi,francesi,belgi,olandesi,italiani e pure amricani alla fine.

I bravi colonialisti continuano a fare ora guerre postcoloniali con pretesti vari.

Se attaccano la Serbia son santi.Se la Russia difende gli osseti è cattiva.

Se Israele ha l'atomica va bene.,

Se ce l'hanno gli iraniani non va bene.

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