Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

intermezzo intermezzo 08/05/2011 ore 00.10.08 Ultimi messaggi
Rae75.HereAgain Rae75.HereAgain 08/05/2011 ore 00.12.29
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

intermezzo scrive:
Non ci sono semideficienti rancorosi che cercano di far stare zitto Grillo.


Uno sí. Ferrara. :-)))
neraperIa neraperIa 08/05/2011 ore 06.13.16
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

arlina scrive:
tanto quanto vi fa rosicare il vecchio grillo

E perché mai? Grillo è il benvenuto... Ogni 10 voti che prende 9 li toglie alla sinistra.
linx linx 08/05/2011 ore 08.08.17
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

neraperIa scrive:
E perché mai? Grillo è il benvenuto... Ogni 10 voti che prende 9 li toglie alla sinistra.

L'UOMO QUALUNQUE E' OVUNQUE.
linx linx 08/05/2011 ore 08.09.36
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

SON STUFI SIA A DESTRA CHE A SINISTRA.
SOLO IN QUESTO FORUM NON LO SI SA.
pinch8 pinch8 08/05/2011 ore 09.08.56 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

ferrara che dice a grillo BUFFONE...

mah... veramente che la gente non si regola più e gli fanno fare anche le trasmissioni.

uno come ferrara che iniziando dal terrorismo, ha cambiato "giacchetta" non si sa quante volte, andando continuamente da dx a sx e poi questa persona dice buffone agli altri? Mah...

ora rimane solamente quell'altro STUPIDO di Sgarbi a condurre in tv e poi possiamo far condurre trasmissioni anche ai ragazzi del grande fratello e credo che non manchi più nessuno in italia per toccare il fondo.
linx linx 08/05/2011 ore 09.16.10
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

Fronte dell'Uomo Qualunque
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Fronte dell'Uomo Qualunque (UQ) fu un movimento e, successivamente, un partito politico italiano sorto attorno all'omonimo giornale (L'Uomo qualunque) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini.

Il qualunquismo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Qualunquismo.

Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello stato e del governo.

In verità il movimento era tutt'altro che disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto.

Nella cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme.
linx linx 08/05/2011 ore 09.45.37
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

Qualunquismo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con il termine qualunquismo si indica un atteggiamento vagamente ispirato dalle azioni del movimento dell'Uomo qualunque, e che rinnega o almeno intenzionalmente ignora l'aspetto politico del vivere associato. Comparve in Italia nell'immediato dopoguerra.

È caratterizzato da una generica sfiducia nelle istituzioni, nei partiti, nei vari soggetti della politica, veduti come distanti, perniciosi o comunque di disturbo, di intralcio, nell'autonomo perseguimento delle soggettive scelte individuali. Questo atteggiamento è in genere considerato negativamente dagli individui politicamente attenti, che ne sottolineano i rischi connessi al rifiuto della partecipazione in un sistema democratico. Spesso l'attributo "qualunquista" è usato con senso spregiativo nel dibattito politico.

Sul qualunquismo si sono svolte analisi a diversi livelli, ad esempio in sociologia e in storia, partendo dall'assunzione dei contesti fattuali in cui ebbe a svilupparsi subito dopo l'instaurazione in Italia di un regime democratico. Le evidenze del tutto negative del mondo politico, subito dopo la sconfitta, offrivano molti spunti per lo sviluppo di sensazioni diffuse di insufficienza dei sistemi sociali, talvolta sfociando in non isolati casi di "depressione collettiva" per i quali il rigetto aprioristico della rappresentanza politica passiva ben poteva essere uno degli esiti. Fra i motivi di maggior disdegno della funzione di rappresentanza, vi erano certamente aspetti materiali come i lutti, le macerie, l'impoverimento, la perdita di status precedentemente acquisiti; e vi erano anche aspetti ideali come la guerra persa, la ferita gravissima all'immagine dell'appena costituita nazione, i tradimenti e le fronde, le riproposizioni e le camarille, l'attribuzione di potere a soggetti rivelatisi insufficienti (anche vista come causa delle negatività), e molti altri simili argomenti.

Si sono proposte perciò definizioni di vario genere, alcune influenzate da convincimenti personali, altre non nitidamente disinteressate, ma spesso concorrenti nell'indicare supposti riscontri di fenomeni psicologici collettivi. Un supposto fattore egoistico, opportunistico, potrebbe - si è detto - scardinare e rimuovere alla radice le motivazioni di adesione al contratto sociale, portando a considerare ciò che è "pubblico" come antagonistico, concorrenziale o belligerante, in qualche modo in danno, almeno temuto, della "sopravvivenza" o del restauro della tranquillità individuale. Ed anche l'aggravio delle sofferenze materiali nella quotidianità, effetto tipico dei tempi di crisi, condurrebbe naturalmente verso stati di necessità nei quali le esigenze individuali parrebbero del tutto sopraffare la possibilità di apertura all'attenzione verso le esigenze collettive, con conseguente demonizzazione di chi per ruolo o per convinzione tali istanze collettive rappresenti o solleciti (alcune analisi si sono spinte ad ipotizzare analogie con le risultanze di alcuni studi della sociologia criminale e della psichiatria forense).

Vi è perciò stato chi ha parlato di "fisiologicità" dello sviluppo di simili reazioni, come anche di una analoga fisiologicità per la quale questo tipo di reazione sarebbe di più pronta suscitazione presso i "delusi" di orientamento moderato-conservatore, essendo questi quelli maggiormente desiderosi di una strutturazione sociale "solida" e di una rappresentanza politica affidabile; per questo taluni hanno suggerito che potesse volgere a danno delle destre (rappresentanti modelli sociali "forti") attraverso un depauperamento dell'elettorato di riferimento. Da altri si è obiettato invece che il qualunquismo arrecherebbe vantaggio proprio a quelle parti della politica conservatrice che, dal disinteresse sullo svolgimento della delega democratica, trarrebbero miglior agio di introdurre modifiche sistemiche secondo comodo.

Storicamente, del resto, si registrarono simili orientamenti di quote di popolazione anche in altre nazioni, ad esempio in Francia, ove crebbe il Poujadismo ed ove si erano vissute analoghe delusioni con le note vicende di Vichy e con non minori danni, morali e materiali, di guerra.
Voci correlate

* Populismo
* Poujadismo
* Perbenismo
* Nazionalismo
* Rappresentanza politica
* Fronte dell'Uomo Qualunque
* Guglielmo Giannini
* Antipolitica

Note


Riferimenti

* Harold Lasswell e David Riesman
* Sociability and Political Involvement
* Some Determinants of Political Apathy

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Qualunquismo"
Categorie: Storia dell'Italia nel secondo dopoguerra | Sociologia politica | Costume |
intermezzo intermezzo 08/05/2011 ore 10.11.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

pinch8 scrive:
uno come ferrara che iniziando dal terrorismo, ha cambiato "giacchetta"



Sono anche disposto a generalizzare.... però così rischiano in tanti....

pinch8 pinch8 09/05/2011 ore 17.52.40 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Qui Radio Londra: " Grillo sei un buffone della politica, ti sfido!"

intermezzo scrive:
Sono anche disposto a generalizzare.... però così rischiano in tanti....



lo sai che mi trovi d'accordo su questo ma ad un Ferrara o ad uno Sgarbi, 2 mercenari che si fanno comprare per 2 soldi, che non hanno dignità, che parlano sempre per difesa d'interessi di poteri o di gruppi, ecc., preferisco sicuramente un GRILLO che per lo meno dice cose INECCEPIBILI al 98%.

Non so se può pensare esattamente quello che dice ma cmq dice cose molto vere, molto scomode e fastidiose ai soliti politicanti.

Io per lo meno lo ascolto, non mi costa nulla ascoltare cose giuste, poi farò le mie scelte politiche e conclusioni personali su di lui, però nel frattempo quello che mi sento di dire è che racconta delle verità

...verità scomode

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