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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 08.11.20 Ultimi messaggi
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(Nessuno)L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

Scavalcato dai secondi: "Via all'evacuazione, decidiamo noi". L'ufficiale sceso in sala macchine: "Continuavo a urlare nell'interfono che giù era tutto allagato ma nessuno mi rispondeva". Il precedente di Marsiglia, il 7 dicembre, quando già mise a repentaglio una nave carica con una manovra spericolata

GROSSETO - Il naufragio della "Concordia" restituisce altri segreti. E le parole del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, lo confermano. "Al di là della posizione del comandante, stiamo valutando le eventuali responsabilità dell'intera catena decisionale", dice.

È un'affermazione volutamente anodina, ma sufficientemente chiara. Che annuncia nuovi avvisi di garanzia, almeno tre, e dissimula le domande intorno a cui ruota l'inchiesta. Chi ha assunto davvero le sciagurate decisioni della notte di venerdì 13? Il solo Francesco Schettino? Cosa è accaduto in plancia tra le 21.42 (il momento dell'impatto con il granito degli scogli del Giglio) e le 22.58, momento in cui viene registrato l'ordine di evacuazione della nave? Cosa ha saputo in quei frangenti l'armatore, la "Costa Crociere"? E che ruolo ha avuto? Perché tanto ritardo per impartire il più ovvio e ragionevole degli ordini? Perché è stato deciso un "inchino" all'isola con modalità di manovra così azzardate?

Nelle ultime ventiquattro ore, tra Grosseto, Orbetello, Porto Santo Stefano e Livorno, sono stati ascoltati dagli inquirenti una decina di testimoni chiave. L'intero quadro ufficiali della Concordia. Tra loro, Salvatore Orsini e Silvia Coronica (secondo e terzo ufficiale), gli ufficiali di coperta Martino Pellegrini, Andrea Bongiovanni, Giovanni Iaccarino e Alessandro Di Lena. E nei loro ricordi, è un nuova messe di dettagli che, messi insieme,
accreditano una nuova incredibile ipotesi. Che venerdì 13, Francesco Schettino stesse in realtà conducendo una sfida. Dimostrare "ancora una volta" di che cosa era capace in mare. Del resto, lo vedremo, lo aveva già fatto. Sulla stessa nave, il 17 dicembre.

AL TELEFONO CON LA COSTA
Torniamo dunque alla notte di venerdì. E ai 60 minuti in cui si gioca il destino della "Concordia", del suo equipaggio e dei suoi 4.200 passeggeri. Cosa accade in plancia, dopo l'impatto? Racconta l'ufficiale Alessandro Di Lena: "Il comandante si è attaccato al suo telefono cellulare. Ha fatto numerose chiamate. Noi gli facevamo domande. "Comandante, che si fa?". Ma lui, niente, era sempre al telefono". Al telefono con chi? Almeno tre diversi ufficiali in plancia riferiscono un dettaglio cruciale. "Schettino chiama almeno tre volte, forse quattro, Ferrarini, con cui parla a lungo". Roberto Ferrarini è il "Marine operation director", il responsabile dell'unità di crisi e controllo della flotta "Costa".

I due parlano per prendere quali decisioni? Interpellate da Repubblica, fonti della società armatrice, spiegano: "È vero, Schettino ha contattato Ferrarini una prima volta alle 22.05 e a seguito di quella comunicazione sono state attivate le procedure di emergenza". Bene. Ferrarini ordina forse al comandante di evacuare la nave? O di allertare la Guardia Costiera? Se lo fa, perché Schettino ignora la disposizione (l'evacuazione sarà ordinata solo alle 22.58 dopo un'ulteriore insistenza della Guardia Costiera)? E se effettivamente Schettino fa di testa sua, perché, la mattina del 14, la società armatrice difende la correttezza del comportamento del suo comandante?

La "Costa" sostiene ufficialmente di "non poter violare in questa fase il segreto di indagine" e dunque di non poter dare risposte sul contenuto di quelle tre telefonate. Ma, ufficiosamente, fonti interne alla compagnia riferiscono che, effettivamente, le comunicazioni di quella notte con Schettino sono movimentate. Il comandante ammetterebbe infatti di avere "un problema grave a bordo", ma, a quanto riferiscono ancora le fonti, lo minimizzerebbe, sostenendo di potercela fare. È un fatto - e questa volta a riferirlo sono due ufficiali in plancia - che la terza e ultima delle telefonate con Ferrarini, prima di evacuare la nave, si chiude con le parole del comandante. Affranto. "La mia carriera finisce qui. Mi licenziano".

CON PALOMBO AL CELLULARE
Ferrarini non è il solo con cui Schettino passa quell'ora cruciale al telefono. C'è anche il commodoro in quiescenza Mario Terenzio Palombo, l'ufficiale che, per quattro anni, è stato il suo comandante sulla "Serena", la nave gemella della "Concordia". Il destinatario dell'inchino. Interrogato in procura, Palombo, conferma di aver parlato quella notte con Schettino. Di averlo chiamato lui, dopo essere stato avvertito dal sindaco del Giglio, che la Concordia aveva dei problemi. È così? Altre fonti investigative, spiegano che, in realtà, "si sta verificando se Schettino fosse al telefono con Palombo già al momento dell'impatto con gli scogli". In una sorta di "diretta telefonica" del suo azzardo (la procura ha chiesto di acquisire i tabulati del cellulare del comandante). È un fatto che Palombo, dopo aver parlato con Schettino contatta la Costa Crociere, come conferma la compagnia: "Effettivamente, Palombo, che è uno stimatissimo comandante, con una lunga carriera in Costa, risulta aver contattato Gianni Onorato, il direttore generale. Ma quando la società era ormai già al corrente dell'emergenza".

NEL VENTRE DELLA NAVE ALLAGATA
Dobbiamo immaginare la scena, tra le 21.42 e le 22.58. Schettino attonito in plancia e al telefono. I passeggeri con i salvagenti indossati, in attesa di ordini. Il quadro diventa drammatico nelle parole di Giovanni Iaccarino, primo ufficiale. "Alle 21.42, dopo l'impatto - riferisce a verbale - il comandante mi ordina di scendere in sala macchine. Mi precipito e lo spettacolo è terrificante. Tutto allagato. Avevo letteralmente l'acqua alla gola. Allagato il comparto motori. Allagati i generatori. Allagato i quadri di trasmissione elettrica". Iaccarino si attacca all'interfono e grida in plancia quello che vede. "Allagato comparto motori", "allagato generatore". In plancia, lo "copiano" ripetendo ad alta voce quello che ascoltano. Sono fuori uso le pompe, fermi i motori. Tutti aspettano una risposta scontata: l'evacuazione. Anche perché, sulla nave, funziona ormai una sola fonte di energia. Un piccolo "Isotta Franschini" diesel. Il "Paperino", come chiamano in gergo il generatore di emergenza sul ponte più alto della "Concordia", in grado di alimentare soltanto le luci di emergenza a bordo. Iaccarino, torna a gridare all'interfono quello che vede ogni dieci minuti. Ma non c'è risposta. Schettino è al telefono.

L'ORDINE DI SALIRE SULLE SCIALUPPE
Intorno alle 22.30, in plancia, è chiaro che attendere una risposta dal comandante è inutile. Accanto a Schettino è rimasto di fatto il solo Dimitri Christidis, ufficiale superiore greco (sarà con lui "appennellato" nella scialuppa che li porta in salvo nella notte). Altri ufficiali decidono di investire di fatto del comando della nave Roberto Bosio, il comandante in seconda, un ligure che con Schettino ha sempre avuto rapporti di profonda diffidenza e rivalità marinara. Bosio è per l'immediata evacuazione e, infatti, comincia le operazioni anche senza l'ordine ufficiale. Bosio non deve avere tutti i torti se è vero quello che riferisce ancora Di Lena: "Per i primi quaranta minuti dall'impatto, la nave è rimasta in assetto. Avremmo potuto agevolmente calare le scialuppe con i passeggeri su entrambe le murate. Saremmo arrivati tutti a terra senza neanche bagnarci i piedi".

LA FOLLIA DI MARSIGLIA
La Concordia sta affondando e per la prima volta i suoi ufficiali hanno la forza di ribellarsi al loro comandante. Non l'avevano avuta il 17 dicembre scorso quando - è l'altra sconvolgente verità che emerge dai verbali - Schettino mette a repentaglio una prima volta la nave, carica di passeggeri. Quel giorno, la Concordia è all'ancora nel porto di Marsiglia. Il vento soffia tra i 50 e i 60 nodi. Una tempesta. Racconta l'ufficiale di coperta Martino Pellegrino: "Ci radunò sulla banchina e ci informò che saremmo usciti comunque, nonostante quel vento. Ci fu un silenzio agghiacciante. Ci guardammo tra di noi, ma non avemmo la forza di parlare. Poi, ci ordinò di ispezionare i respingenti della banchina, per assicurarci che tenessero". Quel giorno, infatti, la manovra è spericolata. La "Concordia" lascia la banchina con le "macchine avanti tutta" facendo leva proprio su quei respingenti, come fossero una molla.

LA SFIDA DEL GIGLIO
Marsiglia il 17, il Giglio il 13. Sembra una cabala scaramantica. Ma forse - è l'ipotesi degli inquirenti - è una terribile "sfida marinara". Schettino vuole dimostrare a se stesso e agli altri ufficiali della Costa quello di cui è capace. La notte del 13 - come hanno ora accertato i nuovi rilievi cartografici - ordina all'ufficiale di rotta di definire la traiettoria per accostare il Giglio. Nel sistema elettronico di comando integrato - racconta ancora Pellegrino - viene immessa la rotta "278° nord-ovest" per arrivare a 0,5 miglia da terra (900 metri). Ma quando la "Concordia" vede le luci del Giglio, Schettino prende il timone. "Passiamo in manuale", ordina. "Comando io". E quell'accosto per l'inchino, diventa una roulette russa.

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/17/news/concordia_ammutinamento-28264563/?ref=HREA-1

Sempre più allucinante questa storia.
E ancora poco chiara. Che si dicevano al telefono il Comandante con Costa crociere, invece di lanciare l'allarme?
8158807
Scavalcato dai secondi: "Via all'evacuazione, decidiamo noi". L'ufficiale sceso in sala macchine: "Continuavo a urlare...
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17/01/2012 8.11.20
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il.mandi il.mandi 17/01/2012 ore 08.19.19 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

maddaiiii......

ma non era un attentato, come ipotizzato da qualcuno :-(

in tutti i casi sto comandante ne aveva già combinate parecchie,
mi chiedo se non ci sia responsabilità anche da parte dei vertici della costa crociere, perchà hanno dato cotanta barchetta in mano ad un tipetto come questo......
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maddaiiii...... ma non era un attentato, come ipotizzato da qualcuno :-( in tutti i casi sto comandante ne aveva già combinate...
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17/01/2012 8.19.19
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Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 08.23.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

il.mandi scrive:
ma non era un attentato, come ipotizzato da qualcuno

attentato?
s'è parlato di eventuale sabotaggio, non mi ricordo di qualcuno che parlava di attentati.

curioso il fatto che faceva queste manovre azzardate il 17 o il 13 del mese...
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 08.24.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

il.mandi scrive:
mi chiedo se non ci sia responsabilità anche da parte dei vertici della costa crociere, perchà hanno dato cotanta barchetta in mano ad un tipetto come questo......

soprattutto cosa si dicevano al telefono appena dopo l'impatto.
il.mandi il.mandi 17/01/2012 ore 08.32.05 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

Spirit0.Liber0 scrive:
attentato?
s'è parlato di eventuale sabotaggio, non mi ricordo di qualcuno che parlava di attentati.


massì, dai!
ha aperto un 3d la quellap.sadiunafake, stranamente sparito,
dove si ipotizzavano teorie da guerra fradda :hihi
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 08.38.23 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

il.mandi scrive:
massì, dai!
ha aperto un 3d la quellap.sadiunafake, stranamente sparito,
dove si ipotizzavano teorie da guerra fradda

Mannaggia a me, me lo sono perso :hihi


Comunque leggo dalla prima pagina del corriere che (sembra) anche il 6 gennaio avesse fatto un "tentativo", sempre al giglio.

Perde quota l'ipotesi "cabalistica".
il.mandi il.mandi 17/01/2012 ore 08.48.57 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

Spirit0.Liber0 scrive:
Comunque leggo dalla prima pagina del corriere che (sembra) anche il 6 gennaio avesse fatto un "tentativo", sempre al giglio


guarda quì
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 08.51.58 Ultimi messaggi
il.mandi il.mandi 17/01/2012 ore 08.54.24 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

@ Spirit0.Liber0:
quindi la costa crociere sapeva!
in galera anche loro, perchè se sapevano sono complici,
se non sapevano, son incompetenti.
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 08.59.03 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

il.mandi scrive:
@ Spirit0.Liber0:
quindi la costa crociere sapeva!
in galera anche loro, perchè se sapevano sono complici,
se non sapevano, son incompetenti.


E' da capire, appunto, cosa si dicevano al telefono.
A sapere hanno saputo alle 22:05, cosa abbiano detto al comandante ancora non è dato sapere.

E' gravissimo che non sia stato dato l'allarme subito e iniziata l'attività di evacuazione, perchè, come si legge nell'articolo che ho postato, per 40 minuti dopo l'impatto la nave è rimasta in assetto e sarebbe stato facile evacuare tutti in sicurezza.

excristian1977 excristian1977 17/01/2012 ore 09.00.07 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

Spirit0.Liber0 scrive:
rotta suicida per una sfida



non ci credo alla luce del fatto che ormai tutti sappiamo che dal 1998 era prassi consolidata passare radenti alle coste dell'isola del giglio per fare "l'inchino"
è andata bene 1000 volte ma l'ultima volta si sono avvicinati troppo ed è andata male
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 09.01.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

excristian1977 scrive:
non ci credo alla luce del fatto che ormai tutti sappiamo che dal 1998 era prassi consolidata passare radenti alle coste dell'isola del giglio per fare "l'inchino"
è andata bene 1000 volte ma l'ultima volta si sono avvicinati troppo ed è andata male


la sfida sarebbe proprio quella: a chi passa più vicino...
excristian1977 excristian1977 17/01/2012 ore 10.15.33 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

Spirit0.Liber0 scrive:
excristian1977 scrive:
non ci credo alla luce del fatto che ormai tutti sappiamo che dal 1998 era prassi consolidata passare radenti alle coste dell'isola del giglio per fare "l'inchino"
è andata bene 1000 volte ma l'ultima volta si sono avvicinati troppo ed è andata male

la sfida sarebbe proprio quella: a chi passa più vicino...


continuo a non crederci
ripeto penso che nonostante tutto sia solo una prassi che purtroppo questa volta è andata male
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 11.08.25 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

Ultimi sviluppi

"Il comandante aveva bevuto". Ubriaco mentre la nave affonda

http://affaritaliani.libero.it/cronache/nave-incagliata140112.html

Pero' sulla fondatezza delle notizie riportate da questo giornale non ci metto la mano sul fuoco.
Morgana.Avalon Morgana.Avalon 17/01/2012 ore 11.15.12
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida


Spirit0.Liber0 scrive:
E' gravissimo che non sia stato dato l'allarme subito e iniziata l'attività di evaquazione, perchè, come si legge nell'articolo che ho postato, per 40 minuti dopo l'impatto la nave è rimasta in assetto e sarebbe stato facile evaquare tutti in sicurezza.


Domando perdono per l'o.t. ma questo verbo, scritto così, mi ricorda






;-)

Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 17/01/2012 ore 11.17.40 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: L'ultima ipotesi: rotta suicida per una sfida

Morgana.Avalon scrive:
Domando perdono per l'o.t. ma questo verbo, scritto così, mi ricorda

hai perfettamente ragione, correggo

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