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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

il.mandi il.mandi 19/01/2012 ore 09.52.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

NEW YORK, 18 GEN –
Rivolta sul web contro le norme antipirateria online in discussione al Congresso americano.
Da Wikipedia – che ha oscurato per tutta la giornata il suo sito in inglese – a Google, 'listata a lutto', in rete è stata una giornata di protesta senza precedenti.
L'accusa rivolta a Capitol Hill è chiara: si vuole censurare internet, come in Cina o in Iran.

Sara' un caso, ma la giornata si e' conclusa con un annuncio a sorpresa del deputato texano, Lamar Smith, uno dei promotori delle controverse norme:
il loro esame slittera' a febbraio, probabilmente per avere il tempo di smussare una legislazione considerata troppo severa, trovando magari un accordo bipartisan tra repubblicani e democratici.

Due i testi di legge nel mirino della rete:
il Sopa (Stop Online Piracy Act) e il Pipa (Protect Ip Act), entrambe ideati per arginare la diffusione di contenuti protetti dal copyright.
La protesta è forte da settimane.
Tanto che lo stesso presidente Barack Obama è dovuto intervenire, assicurando che la sua amministrazione, pur essendo impegnata nella lotta alla pirateria online, non sosterrà mai leggi che riducono la libertà di espressione.
Il presidente, per questo, si è anche attirato la feroce critica del magnate dei media Rupert Mardoch:
"Obama si schiera coi pirati della Silicon Valley".

Sulla rete intanto è stata una vera e propria giornata di mobilitazione.
"Immagina un mondo senza la libera conoscenza", si legge sulla versione inglese di Wikipedia, in cui si sottolinea come una legislazione così restrittiva potrebbe fatalmente compromettere l'esistenza di un internet "libero è aperto".
Se Jimmy Wales, fondatore della famosissima enciclopedia online, ha deciso un vero e proprio sciopero, oscurando per 24 ore il sito, Google ha funzionato regolarmente nel corso della giornata ma 'listata a lutto', invitando a firmare una petizione contro le due leggi antipirateria giudicate talmente severe da portare dritti dritti a una censura del web: "Stop alla pirateria, ma non alla libertà, si legge sulla homepage del sito più cliccato del mondo.
Per il motore di ricerca fondato da Larry Page il Sopa e il Pipa avrebbero anche un'altra controindicazione: rallenterebbero la crescita economica.

La battaglia di Wikipedia e Google è stata seguita sul web da decine e decine di altri siti: da Yahoo! ai siti del famoso regista di denuncia Michael Moore, da TwitPic ad Anonymus, da BoingBoing al sito del celebre guru del web Cory Doctorow, all'Huffington Post. Si calcola che il blocco abbia interessato oltre 100 milioni di navigatori. Anche Facebook, pur se in maniera meno eclatante, ha deciso di partecipare alla protesta.
E, in un messaggio postato sul proprio profilo, Mark Zuckerberg ha sottolineato come il social network più famoso nel mondo "continuerà ad opporsi ad ogni legge che intende colpire internet", auspicando l'affermarsi di "leader che siano a favore di internet".

Non tutti, però, hanno raccolto l'invito alla giornata di protesta.
Anzi, i responsabili di Twitter – andando controcorrente – hanno definito lo sciopero della rete di oggi come "una stupidaggine".
"E' sciocco oscurare i siti", ha affermato l'ad Dick Costolo, per il quale "é assurdo chiudere un business globale in risposta a una legge nazionale".
Per Twitter, dunque, è giusto protestare contro le proposte di legge antipirateria, ma lo si deve fare "in maniera diversa".
il.mandi il.mandi 19/01/2012 ore 09.53.35 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

Secessione scrive:
Patetici e' ancora poco


infatti, ti sottovaluti :ok
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 19/01/2012 ore 09.56.19 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

il.mandi scrive:
Tanto che lo stesso presidente Barack Obama è dovuto intervenire, assicurando che la sua amministrazione, pur essendo impegnata nella lotta alla pirateria online, non sosterrà mai leggi che riducono la libertà di espressione.


Ha chiesto il ritiro della proposta di legge?

il.mandi il.mandi 19/01/2012 ore 09.57.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

Spirit0.Liber0 scrive:
Ha chiesto il ritiro della proposta di legge?


non so se può!
forse prima deve essere discussa dal congresso.....
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 19/01/2012 ore 10.00.02 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

il.mandi scrive:
non so se può!
forse prima deve essere discussa dal congresso.....

Obama nel mirino dei repubblicani
"Censura il Web"


Rivolta per la legge sulla "neutralità della rete"

L’Ente federale per le comunicazioni vara i primi regolamenti per Internet negli Stati Uniti raccogliendo il plauso della Casa Bianca ma scatenando le proteste di opposizione repubblicana e associazioni per la libertà di stampa che promettono battaglia al Congresso e nei tribunali. L’ordine del giorno «Open Internet» della «Federal Communications Commission» (Fcc) redatto dal presidente Julius Genachowski un anno fa ed approvato ieri proibisce ai provider di Internet di bloccare il «traffico di contenuti legali sul Web» consentendogli di gestire il flusso di informazioni nei rispettivi network, «facendo pagare gli utenti sulla base del consumo» e «fissando dei limiti per il traffico via cellulare».

Per Genachowski e i due consiglieri democratici della Fcc che hanno votato a favore sono regole che garantiscono il principio della «neutralità del network» auspicato dalla Casa Bianca proteggendo «il diritto degli utenti di navigare sul Web». E in effetti il presidente Barack Obama plaude ad una decisione che «preserva le libertà, incoraggia l’innovazione, tutela i consumatori e difende la libertà di espressione». Ma gli altri due consiglieri dell’Fcc, di fede repubblicana, si sono opposti parlando di «misure non necessarie», «penalizzanti l’innovazione tecnologica» e destinate ad essere «cambiate dal Congresso e bocciate dal tribunali» perché assegnano ai provider la possibilità di giudicare cosa è «legale» o meno, consentendogli una sorta di censura.

Jason Stverak, presidente del «Centro Franklin per l’integrità pubblica» di Washington si spinge fino a dire che «la neutralità del network è stata azzerata, accrescendo il controllo su Internet nel momento in cui un terzo dei cittadini americani apprende le notizie dal Web». «Il risultato di questa decisione è di limitare la libertà di informare e di sviluppare le tecnologie» aggiunge Stverak, secondo il quale la Fcc avrebbe agito sotto pressione dell’amministrazione Obama a seguito dell’impatto dell’imponente fuga di documenti governativi sul sito Wikileaks. Genachowski replica a tali accuse affermando che «per la prima volta disponiamo di regole che garantiscono libertà e trasparenza sul Web». A suo avviso sono i dettagli tecnici ad avvalorare la scelta compiuta perché «d’ora in avanti la discriminazione ai danni di un network non sarà più possibile» visto che i provider di Internet come Comcast Corporation e Verizon Communication dovranno gestire i network di cavi fissi «senza ostacolare la circolazione di contenuti legali» mentre nuove compagnie potranno offrire video in concorrenza con a Microsoft, Google e Amazon sfruttando le stesse linee Internet con cui questi tre giganti raggiungono gli utenti.

Ma ad allargare il dissenso sui contenuti di «Open Internet» è il fatto che saranno conosciuti nella loro interezza solo a metà gennaio, quanto il testo arriverà all’esame del Congresso. Mitch McConnell, capo dei senatori repubblicani, non ha dubbi sul fatto che «questa intrusione del governo nella vita dei cittadini deve essere respinta visto che in novembre gli americani hanno votato contro l’ingerenza pubblica nel privato». Ma Michael Copps, uno dei due consiglieri democratici del Fcc, ribatte: «Le regole avrebbero dovuto essere più stringenti, non lo abbiamo fatto proprio per proteggere i consumatori». La battaglia è solo all’inizio.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=1896&ID_sezione=&sezione=

La cosa sembra prestarsi ad interpretazioni diverse.. :hihi :hihi
il.mandi il.mandi 19/01/2012 ore 10.02.38 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

@ Secessione:
ti servono un paio di neuroni?

oppure credi che essendo presidenziali possano fare e disfare come gli pare?
lutha lutha 19/01/2012 ore 10.04.22 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

cmq basta bloccare il caricamento e wiki si consulta perfettamente eh....
Spirit0.Liber0 Spirit0.Liber0 19/01/2012 ore 10.12.39 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

lutha scrive:
cmq basta bloccare il caricamento e wiki si consulta perfettamente eh....

nn sembra questo il problema in effetti, ma la deriva verso una non democrazia degli stati uniti.
il.mandi il.mandi 19/01/2012 ore 10.18.18 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

Secessione scrive:
Lo capisci questo concetto?



vabbè, hai ragione, contento?

fanno quello che cazzo gli pare.....

chissà perchè allora continuano a mantenere senatori, deputati, congressi e camere.

infatti Franklin Roosevelt ha deciso autonomamente l'ingresso in guerra degli stati uniti.
mica ha dovuto chiedere in ginocchio il consenso al congresso......
il.mandi il.mandi 19/01/2012 ore 10.26.01 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: Gli USA all'attacco di Internet

@ Secessione:

sei un malato, ma non è colpa tua, sarà la "neve" padana....

hai presente cosè il Presentment Clause?
ed il pocket veto?
oppure il Line Item Veto Act?

torna a dormire, pollastro!

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