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excristian1977 21/11/2012 ore 14.16.27 Ultimi messaggi
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ImportanteIchino ai senatori: “Se il partito fattura online guadagnerà più fiducia””

da la stampa

Nel dibattito sulla rendicontazione dei gruppi politici il professore Pd spiega che “bastano pochi secondi” per una maggiore trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica



Nel corso del dibattito al Senato sulla rendicontazione dei gruppi politici, contro le resistenze di chi non vorrebbe assolutamente pubblicare on-line le fatture del proprio gruppo parlamentare, e si appella a questioni di privacy, o di complessità, il professo Pietro Ichino, Pd, stamattina ha svolto di fronte ai paludati senatori una brillante sintesi sulle operazioni digitali che si richiederebbero ai tesorieri dei gruppi.



“Qualcuno - ha detto Ichino - ha criticato i nostri emendamenti, osservando che può essere eccessivamente oneroso costringere l’amministratore del Gruppo a mettere on line ogni fattura ed ogni contratto. Mettiamoci d’accordo su questo punto: mettere on line una fattura, uno scontrino o un contratto richiede pochi secondi. Si tratta semplicemente di fare una fotocopia digitale, un file in formato pdf, e con un clic collegare quel file in pdf alla voce di spesa che mettiamo on line in altrettanti pochi secondi: è un minuscolo aggravio di fatica, ma è un enorme svolta nei confronti dell’opinione pubblica. So che è stato sollevato qualche dubbio sull’ammissibilità di questi emendamenti sotto il profilo della protezione della privacy. Chiedo in modo accorato alla Presidenza del Senato di riflettere a fondo su questo punto, perché la tutela della riservatezza è un diritto costituzionale riservato alla persona fisica; usare il principio della riservatezza per impedire la visibilità della cosa pubblica è una delle ipocrisie e delle storture più gravi che possono essere compiute oggi a danno dalla democrazia del nostro Paese”.



Gli ha risposto indirettamente il senatore Lucio Malan, Pdl: “Abbiamo sentito delle descrizioni fantascientifiche su quanto avviene in altri Paesi. La realtà è che nel nostro Parlamento già oggi vi è una trasparenza che non ha paragoni con l’accessibilità ai dati che c’è nella quasi totalità degli altri Parlamenti, a cominciare da quelli dei Paesi membri dell’Unione europea. Con il provvedimento approvato dalla Giunta per il Regolamento - e che noi approveremo in questa o in altre sedute - si vuole estendere ulteriormente questa trasparenza ai bilanci dei Gruppi, che fino ad oggi non hanno avuto forme di pubblicità o di riscontro, nel rispetto di un principio di riservatezza che i partiti di allora - pensiamo che queste regole nascono negli anni Quaranta vollero introdurre, in un’epoca in cui nessuno si sentiva tutelato rispetto a eventuali accessi esterni a questioni interne ai Gruppi”.

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