Politica

Politica

di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

excristian1977 21/11/2012 ore 14.23.15 Ultimi messaggi
segnala

Importantecesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

da la stampa

cesare martinetti

Ma perché la Francia può venire brutalmente declassata, precipitare nella considerazione delle agenzie di rating e degli analisti finanziari e non succede mai nulla? Perché le Borse cedono appena qualche decimale, ma lo spread resta solidamente ancorato a valori (62 contro 344, dati di ieri) che noi non ci sogniamo neanche? Perché c’è uno spread che uno ce l’ha o non ce l’ha e come il coraggio nessuno se lo può dare. È lo spread della grandeur che vuol dire innanzitutto avere una grande idea di se stessi, al di là di tutte le divisioni, i partiti, le polemiche, gli interessi.



Hai un bel mettere Mario Monti al governo, ma ci vuol altro, l’Italia resta l’Italia, le cancellerie d’Europa fanno il tifo per un Monti bis, ma intanto si chiedono cosa succederà quando questo governo se ne andrà. La Francia no. Cade Sarkozy, arriva Hollande, cade la destra di governo precipitando in un parapiglia da far invidia a un partito italiano e sale il Partito socialista che fu sì di Mitterrand ma anche del trotzkista Jospin, eppure lo spread resta stabile.



E il giorno dopo il clamoroso declassamento di Moody’s, Najat Vallaud-Belkacem, ministro portavoce del governo, con la sua faccia pulita da ragazzina studiosa, può serenamente dichiarare: “La Francia resta un valore sicuro”.



D’altra parte il 3 gennaio scorso a Madrid, poche ore dopo il declassamento di Standard&Poor’s, interrogato in conferenza stampa sulle conseguenze che ci sarebbero state sull’economia francese, il presidente Nicolas Sarkozy rispose con un irresistibile: «Non capisco la domanda». Ieri mattina, dopo il nuovo declassamento di Moody’s, il ministro dell’Economia Pierre Moscovici, ex braccio destro di Dominique Strauss-Kahn, non ha battuto ciglio: «Prendo atto, ma la fiducia degli investitori nei nostri confronti non è in discussione». Infatti per titoli a dieci anni, noi dobbiamo pagare il 4,9 per cento di interessi, i francesi appena il 2,2. Per quelli a breve il loro interesse è addirittura vicino a zero.



Eppure, a prendere in mano le cifre che danno la misura della realtà, ci sarebbe di che preoccuparsi. Per non apparire parziali, prendiamo Le Monde di oggi. Il deficit è del 4,5 per cento del Pil, ma all’inizio dell’anno è arrivato anche vicino al 7 per cento (dovrebbe essere al di sotto del 3). La bilancia commerciale era positiva nel 2002, poi ha preso a degradare fino ai 73 miliardi di rosso di adesso. La crescita è stata dell’1,7 per cento ancora l’anno scorso, ora dello 0,2. La disoccupazione ha superato il 10 per cento. Il debito è cresciuto di ben 8 punti in soli due anni: ora è al 90 per cento del Pil, in una crescita che pare inarrestabile.



La settimana scorsa l’Economist, la bibbia dei liberali inglesi, severissimo censore dei cattivi governi (memorabili le battaglie contro Berlusconi), ha dedicato un dossier alla Francia aperto da una copertina di macabro humour: un fascio di baguettes tenute insieme da un nastro bianco-rosso-blu come candelotti di dinamite con una miccia accesa. Il titolo: una bomba a orologeria nel cuore dell’Europa. Un dossier simile l’Economist l’aveva già fatto in primavera, poche settimane prima del voto presidenziale che avrebbe condannato Nicolas Sarkozy. Allora sembrava un bilancio – molto negativo – dei cinque anni di governo della destra. Oggi, cambiato l’inquilino dell’Eliseo, il dossier del settimanale inglese è una valutazione di come Hollande e il governo guidato dal primo ministro Jean-Marc Ayrault hanno reagito alla crisi dell’euro. E il giudizio è ugualmente negativo. La manovra finanziaria non convince, alcune misure-simbolo, come l’abbassamento dell’età pensionabile e la promessa del presidente socialista di aumentare il numero degli insegnanti (e quindi dei dipendenti statali), se fossero state soltanto ipotizzate dall’Italia avrebbero fatto immediatamente schizzare lo spread. Eppure ugualmente piccata è stata la reazione dei francesi all’attacco degli inglesi, fino alla rievocazione di antiche e caricaturali rivalità tra le due rive della Manica.



Ma perché se i numeri dell’economia francese sono più negativi di quella italiana, lo spread resta basso, tanto per prendere il valore diventato più simbolico delle nostre disgrazie? Le ragioni sono essenzialmente due. Innanzitutto l’economia francese è considerata strettamente legata a quella tedesca, Parigi e Berlino sono il nocciolo dell’Europa, indipendentemente da chi c’è al governo. Non si può immaginare che la Germania possa restare a galla se la Francia precipita. La seconda ragione è che, per quanto discutibili possano essere le politiche di questo o di quel governo, il sistema francese è affidabile, lo Stato (elefantiaco ma efficiente) e il sistema politico garantiscono ricambio e stabilità.



Se lo spread della grandeur è per noi inattingibile (abbiamo altre virtù che non pesano sui mercati finanziari), su quello dell’affidabilità istituzionale si può lavorare. Il sistema elettorale per esempio potrebbe aiutare. Il doppio turno alla francese sarebbe umilmente da copiare anche senza l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Hollande potrà piacere o no, i suoi sondaggi potranno anche precipitare – com’è avvenuto –, ma per cinque anni nessuno metterà in dubbio la sua leadership: può scommettere sul recupero del consenso sul finire della legislatura per effetto di politiche virtuose che ora appaiono soltanto punitive e recessive. Vincerà? Perderà? Vedremo, ma intanto può governare.



Il dibattito italiano sulla riforma del sistema elettorale non lascia molta speranza: prima ancora che di vincere ogni partito sembra avere come obbiettivo quello di non far vincere l’avversario. E al tempo stesso di neutralizzare i fantasmi di Mario Monti e di Beppe Grillo. Allo spread della grandeur che ci divide dalla Francia, bisognerà aggiungere quello dell’inguaribile e irresponsabile imprevedibilità.

COSA PENSATE?

Ma perché se i numeri dell’economia francese sono più negativi di quella italiana, lo spread resta basso, tanto per prendere il valore diventato più simbolico delle nostre disgrazie? Le ragioni sono essenzialmente due. Innanzitutto l’economia francese è considerata strettamente legata a quella tedesca, Parigi e Berlino sono il nocciolo dell’Europa, indipendentemente da chi c’è al governo. Non si può immaginare che la Germania possa restare a galla se la Francia precipita. La seconda ragione è che, per quanto discutibili possano essere le politiche di questo o di quel governo, il sistema francese è affidabile, lo Stato (elefantiaco ma efficiente) e il sistema politico garantiscono ricambio e stabilità.

analisi perfette
8215634
da la stampa cesare martinetti Ma perché la Francia può venire brutalmente declassata, precipitare nella considerazione delle...
Discussione
21/11/2012 14.23.15
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
intermezzo intermezzo 21/11/2012 ore 14.27.42 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

excristian1977 scrive:
Ma perché se i numeri dell’economia francese sono più negativi di quella italiana, lo spread resta basso, tanto per prendere il valore diventato più simbolico delle nostre disgrazie? Le ragioni sono essenzialmente due. Innanzitutto l’economia francese è considerata strettamente legata a quella tedesca, Parigi e Berlino sono il nocciolo dell’Europa, indipendentemente da chi c’è al governo. Non si può immaginare che la Germania possa restare a galla se la Francia precipita. La seconda ragione è che, per quanto discutibili possano essere le politiche di questo o di quel governo, il sistema francese è affidabile, lo Stato (elefantiaco ma efficiente) e il sistema politico garantiscono ricambio e stabilità.



Presidenzialismo e bipartitismo.

17170247
excristian1977 scrive: Ma perché se i numeri dell’economia francese sono più negativi di quella italiana, lo spread resta basso,...
Risposta
21/11/2012 14.27.42
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
DonSaro DonSaro 21/11/2012 ore 16.19.30
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

Interessante, l'analisi qui riportata (http://www.formiche.net/dettaglio.asp?id=32915&id_sezione=93), dove dice: Tra gli elementi sistemici, invece, l´agenzia cita la "sproporzionatamente ampia" esposizione alla periferia europea, sia in termini di flussi commerciali che di sistema bancario. E già questo è un elemento contro cui nemmeno un paese mostruosamente competitivo riuscirebbe a combattere, come si accorgerà a proprie spese anche la Germania, tra non molto.
maryannnna maryannnna 21/11/2012 ore 16.27.19 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

intermezzo scrive:
Presidenzialismo e bipartitismo.

bipartitismo in Francia non c'è. però c'è il doppio turno
DonSaro DonSaro 21/11/2012 ore 16.57.52
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

Ho appena trovato queste considerazioni di Barnard riguardanti alcune scelte politiche francesi. Non le avevo lette prima di apprendere del taglio di Moody's. Taglio che, alla luce di quanto racconta Barnard, ora mi appare un po' più "logico" (ovviamente dal punto di vista della finanza...).
Imprenditori e dipendenti italiani, ma quanta sfiga avete? Veramente piange il cuore per voi, e non sto scherzando. Non c’è da scherzare in sta tragedia.
A parte il fatto che avete a rappresentarvi dei fenomeni come Peotta, Squinzi, o Camusso e Rinaldini assortiti (nei corridoi della BCE continuano a chiedersi “ma con leader così, chi mai aveva bisogno di Monti per suicidare l’italia?”). Lasciamo perdere.
La cosa straziante è che mentre qui da noi i tromboni delle Austerità tengono la scena insistendo che i tagli alla spesa pubblica sono La Via Unta dal Signore per il risanamento del Paese in recessione (tradotto: il campo in siccità si salva drenandogli anche la rugiada del mattino, mica mai irrigarlo!), in Francia il governo del sig. Hollande, proprio quell’Hollande del “Bravo Monti!”, fa il contrario. E cosa fa?
Bé, apre i rubinetti di Stato sul campo delle aziende francesi a secco, e le irriga con 20 miliardi di euro di ossigeno. Tradotto: crediti d’imposta alle aziende per 20 miliardi in 3 anni. Ri-tradotto: 300.000 nuovi posti di lavoro stimati. Ma di più!
Il governo di Jean-Marc Ayrault era sotto pressione da parte della lobby dei grandi industriali francesi dell’export per tagliare il costo del lavoro in busta paga. Cioè: far pagare come sempre ai dipendenti l’ossigeno per le aziende. E invece no! Ayrault ha rispolverato prima Keynes, poi Kalecki, poi Warren Mosler, e invece di togliere il pane agli operai ha aumentato la spesa pubblica di Stato con l’idea - proprio Mosleriana - di offrire alle aziende i crediti d’imposta (lo Stato incasserà meno tasse, ergo il deficit sale). Cioè: stesso risultato per il datore di lavoro (tagli del 6% sul costo del lavoro, i più alti tagli d’Europa) ma nessuna penalizzazione per i dipendenti. Ma di più, imprenditori! (e non sto scherzando, non è uno di quei pezzi che finisce con “poi mi sono svegliato ed era tutto un sogno”)
I crediti d’imposta sono offerti a tutte le aziende francesi, non solo ai big dell’export, e sono fruibili però solo dalle imprese che li useranno per creare occupazione e per investire in produzione. Vietato sfruttarli per scommettere in finanza. Madonna! Ma questo è Minsky! è la ME-MMT!
Vero è, e per serietà lo devo scrivere, che Ayrault ha però detto che quei 20 miliardi regalati saranno ripresi dallo Stato con tagli alla spesa pubblica e con un aumento IVA, ma…
… ma questo prelievo accadrà, e con un 'forse' lasciato intendere da Ayrault, fra 3 anni, e poi si consideri che l’IVA francese è molto al di sotto della nostra. Nel mezzo ci sono 3 anni cruciali per le aziende francesi, durante i quali, come scritto sopra, dovranno usare questo regalo per creare occupazione e produzione di beni e servizi per i francesi. Questo significa un volano per l’economia straordinario, una cosa che qui da noi quell’incapace di Passera e quell’economista da circo Barnum che è il criminale Monti non faranno mai.
La Francia oggi, alla faccia delle Austerità, fa una cosa controcorrente, e riafferma che almeno lei ancora uno straccio di sovranità l’ha mantenuta, alla faccia di Maastricht, dell’Eurozona e del Patto di Stabilità. La mossa di Ayrault non è certo neppure vicina a ciò che un’economia sana dovrebbe fare oggi in Europa, ma è qualcosa, Cristo!
Poi fra 3 anni, quando le imprese francesi saranno al lavoro e quelle italiane all’obitorio, i tromboni criminali delle Austerità italiane rimetteranno gli occhiali da professori, la pettinatura da primari, e vi diranno che la colpa è vostra, imprenditori, che non sapete lavorare, mentre i francesi sì. Sì stocazzo! E quello che sarà peggio è che i vostri leader, cari imprenditori, gli daranno ragione! Svegliatevi, abbiate dignità! Siate qualcuno! Fate qualcosa! Siate francesi, non solo sfigati!
Ampelo Ampelo 21/11/2012 ore 17.08.42
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

DonSaro scrive:
in Francia il governo del sig. Hollande, proprio quell’Hollande del “Bravo Monti!”, fa il contrario. E cosa fa?
Bé, apre i rubinetti di Stato sul campo delle aziende francesi a secco, e le irriga con 20 miliardi di euro di ossigeno. Tradotto: crediti d’imposta alle aziende per 20 miliardi in 3 anni. Ri-tradotto: 300.000 nuovi posti di lavoro stimati. Ma di più!


Nessuno ha detto che Hollande sta mettendo in pratica la via socialista per combattere la crisi, la Francia può farlo senza che la Merkel rompa le scatole perchè è la Francia e non l'Italia o la Grecia.

speriamo che anche il PD (rappresentante si spera del socialismo e della sinistra) voglia intraprendere e appoggiare le stesse politiche francesi, con l'appoggio francese io penso che cambieranno in Europa le politiche di austerity portate avanti sinora dai governi conservatori e liberali.

Calcolando che fra un pò anche la Merkel in germania perderà le elezioni in favore dei socialdemocratici, presto qualcosa dovrà necessariamente cambiare nelle politiche europee
DonSaro DonSaro 21/11/2012 ore 17.31.45
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

@ Ampelo:
Tieni sempre conto che la Francia sta realizzando queste politiche in un contesto comunque distorto (e malato) qual è quello dell'euro. I 20 miliardi erogati devono rientrare, di qui a 3 anni: volenti o meno. Per alcuni versi, sembra quasi una scommessa... (che mi auguro i francesi possano vincere, almeno come esempio). Il taglio di Moody's, a mio modesto avviso, trova in ciò la sua logica.
DonSaro DonSaro 21/11/2012 ore 17.33.16
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

Ampelo scrive:
speriamo che anche il PD (rappresentante si spera del socialismo e della sinistra) voglia intraprendere e appoggiare le stesse politiche francesi,

Non sarà così.
Il PD, sia con Renzi che con Bersani, proseguirà nella politica del rigore e dell'austerità.
L'hanno detto e ri-detto.
In Italia non esiste un'area politica minimamente assimilabile a quella francese. O, se esiste, è per davvero allo stato embrionale.
KeynesianoDOC KeynesianoDOC 21/11/2012 ore 17.47.58 Ultimi messaggi
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

Hollande è morto ma non lo sa,insieme con la tripla A francese.
DonSaro DonSaro 21/11/2012 ore 19.24.38
segnala

(Nessuno)RE: cesare martinetti: Lo spread della Grandeur salva Hollande

KeynesianoDOC scrive:
Hollande è morto ma non lo sa

Cosa intendi con questa affermazione?

Rispondi al messaggio

Per scrivere un nuovo messaggio è necessario accedere al sito.