Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

DonSaro DonSaro 21/11/2012 ore 16.31.29
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(Nessuno)I vestiti? “Contengono sostanze tossiche e nocive”.

Siamo ormai in un mondo di “fashion victim”? Decisamente sì, e non solo nel senso di persone che seguono acriticamente le mode del momento. Secondo l’ultimo rapporto di Greenpeace, Toxic threads – The fashion big stitch-up, l’industria tessile provoca infatti danni gravissimi all’ambiente, ma anche alla salute. Lo rivelano le analisi chimiche eseguite su decine di prodotti dei marchi più importanti del pianeta. Due terzi dei quali, in base ai risultati, contengono sostanze tossiche e nocive. “I 20 principali brand di moda vendono indumenti contaminati da sostanze chimiche pericolose che possono alterare il sistema ormonale dell’uomo – rivela l’associazione ambientalista – Se rilasciate nell’ambiente, possono diventare cancerogene”.
Benetton, Zara, C&A, Diesel; e ancora Esprit, Gap, Armani, H&M, Calvin Klein: sono solo alcuni dei 20 marchi presi in esame. La maggior parte dei 141 articoli analizzati, venduti in 29 nazioni, ha una cosa in comune: la tossicità. Fabbricati negli sweatshop dei Paesi nel sud del mondo in impianti di produzione tessile che avvelenano i corsi d’acqua, questi prodotti “ci stanno trasformando in vittime inconsapevoli della moda che inquina”, accusa Greenpeace. “Jeans, pantaloni, t-shirt, abiti e biancheria intima disegnati per uomini, donne e bambini”: nella lista nera dell’associazione ecologista ce n’è per tutti i gusti. E per tutte le età.
Nel mirino della campagna Detox avviata lo scorso anno, però, oggi c’è in particolare Zara: leader internazionale nella rivendita di capi d’abbigliamento, secondo l’associazione ecologista “fa parte del problema”, ed è responsabile di devastazioni ambientali in tutto il mondo. Soprattutto in Cina, dove oggi, non a caso, Greenpeace ha lanciato con una “sfilata choc” la sua campagna a livello internazionale. Ma non è tutto, con il più alto numero di prodotti contenenti sostanze tossiche, fra cui diversi composti cancerogeni, l’azienda spagnola fondata da Amancio Ortega (secondo uomo più ricco d’Europa, con un patrimonio di 43,5 miliardi di euro) è quella che ha di gran lunga ottenuto i peggiori risultati nelle analisi effettuate da Greenpeace.
Oltre alla tossicità dei prodotti, “una delle cose che è emersa è anche la scarsa trasparenza che regna in questo settore”, denuncia a ilfattoquotidiano.it Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia: “Di 25 prodotti analizzati su 141 non siamo assolutamente riusciti a capire l’origine: sono quasi uno su sei”. “Può sembrare poco, viste le ridotte dimensioni del campione, ma pensiamo a cosa significa se si considerano gli 80 miliardi di capi di abbigliamento fabbricati nel mondo ogni anno”. “Altro problema – aggiunge Giannì – è che ad oggi non esistono informazioni sui possibili problemi sanitari per chi indossa questi prodotti. Ci sono categorie più delicate e sensibili, come i bimbi, e sarebbe opportuno che da una parte i consumatori incominciassero a chiedersi da dove arriva ciò che acquistano, dall’altra ci dicessero cosa sta dietro la fabbricazione di quello che entra nelle nostre case”.
Ma perché pressare proprio questi 20 marchi, fra i molti esistenti? “Ci rivolgiamo alle aziende maggiori perché, viste le loro dimensioni, hanno la responsabilità maggiore”, precisa l’attivista: “Per questo chiediamo a queste grandi griffe di aderire alla piattaforma Detox, che prevede di azzerare entro il 2020 l’uso di sostanze tossiche”. Che, ovviamente, non si trovano solo nei luoghi di produzione (Cina, Messico, Turchia, Bangladesh ecc), ma anche laddove questi prodotti vengono esportati. “È insensato bandire sostanze tossiche in un Paese quando poi se ne riversano milioni di tonnellate nell’ambiente semplicemente lavando dei capi di vestiario”, conclude Giannì: “Una beffa doppia, che vede persone avvelenate sia nei Paesi produttori che in quelli consumatori. È il dramma della delocalizzazione”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/20/vestiti-contengono-sostanze-tossiche-e-nocive-greenpeace-analizza-20-marchi/420637/
paolowill paolowill 21/11/2012 ore 19.14.45 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: I vestiti? “Contengono sostanze tossiche e nocive”.

@ DonSaro:

l'anno scorso ero per lavoro in un'industria tessile c'era un rappresentante disperato doveva ritirare non so' quanti vestiti prodotti dalla sua azienda in italia con stoffe cinesi e quest'ultime erano state prodotte con coloranti tossici i bambini a differenza degli adulti la pelle e' molto sensibile in poche parole gli si arrossavano tutte le pelli....alla fine tra di me' gli ho detto che ben gli sta' cosi la prossima volta impara ...se in italia vengono proibite certi prodotti ci sono i vari motivi....ad esempio nel mio settore la segnaletica esterna viene fatta con colori naturali e' stato tolto il piombo...cancerogeno per l'essere umano ...la cita produce colori da stampa con all'interno piombo....
DonSaro DonSaro 21/11/2012 ore 19.18.50
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(Nessuno)RE: I vestiti? “Contengono sostanze tossiche e nocive”.

@ paolowill:
La tua testimonianza conferma, ancora una volta, che è POSSIBILE usare coloranti naturali.
Ed è POSSIBILE pretenderne l'utilizzo anche nel settore dell'abbigliamento?
Credo che, anche questo, sia un settore di sensibilizzazione che andrebbe portato avanti con maggiore impegno da parte di tutti.
aioh aioh 21/11/2012 ore 23.34.48 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: I vestiti? “Contengono sostanze tossiche e nocive”.

.............un grazie per l'informazione ...sarà dovere dei sensibili,sputt.....re qst marchi,giusto in prossimità delle spese natalizie!
17171185
.............un grazie per l'informazione ...sarà dovere dei sensibili,sputt.....re qst marchi,giusto in prossimità delle spese...
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21/11/2012 23.34.48
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lollo.mb lollo.mb 22/11/2012 ore 07.38.08 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: I vestiti? “Contengono sostanze tossiche e nocive”.

due considerazioni

Tutti contenti di andar a comprare una felpa a 9.99 da zara o HM invece che a 100 euro. MA costa 9.99 propio per quel che hai scritto.

Tutti forse meno contenti di sapere che la felpa di marca che paghiamo 199.99....è fatta come sopra.

Non è molto diverso per telefoni,pc,scarpe,elettrodomestici...etc E persino la frutta che proviene dal centro/sud america lascia dietro di deforestazioni e uso massiccio di prodotti chimici nonchè campi "bruciati" dagli stessi


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