Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

carlitos.wai70 carlitos.wai70 20/07/2013 ore 12.41.23 Ultimi messaggi
Margherita.46 Margherita.46 20/07/2013 ore 12.50.50
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(Nessuno)RE: UNIPOL

MIRKO.CUOREROSSOBLU scrive:
anche quelle che NON hanno dirigenti di sinistra?

Ne è rimasta qualcuna?

Fammelo sapere.
Margherita.46 Margherita.46 20/07/2013 ore 13.00.36
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(Nessuno)RE: UNIPOL

aero.batic scrive:
Le assicurazioni ‘rosse’ sono le preferite dalla famiglia Berlusconi. Lo scrive ‘L’Espresso’ in edicola domani, ricostruendo la copertura assicurativa del parco macchine del Premier

E' caduto nello stesso inganno mio.
Pensavo che la Fondiaria SAI fosse della famiglia Ligresti ed invece era già stata magnata dall'UNIPOL.

Spero che cambi compagnia al più presto.
E, come farò io, si rivolga a compagnie che non abbiano SICURAMENTE matrice "rossa".

Quelle straniere.
MIRKO.CUOREROSSOBLU MIRKO.CUOREROSSOBLU 20/07/2013 ore 13.19.10 Ultimi messaggi
Margherita.46 Margherita.46 20/07/2013 ore 13.26.35
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(Nessuno)RE: UNIPOL

MIRKO.CUOREROSSOBLU scrive:
@ Margherita.46: Mediolanum SPA?

Fa anche assicurazioni? Lo terrò presente.
MIRKO.CUOREROSSOBLU MIRKO.CUOREROSSOBLU 20/07/2013 ore 14.32.25 Ultimi messaggi
xpescatore xpescatore 20/07/2013 ore 16.23.27
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(Nessuno)RE: UNIPOL

Margherita.46 scrive:
Pensavo che la Fondiaria SAI fosse della famiglia Ligresti ed invece era già stata magnata dall'UNIPOL.

Ma anche la Milano e la Liguria e molte altre.
mery1981 mery1981 20/07/2013 ore 16.28.31 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: UNIPOL

:ok Le paradossali motivazioni della sentenza Unipol-Bnl accusano gli ex Ds: "Al tavolino coi poteri forti". Eppure il condannato è il Cav come leader della parte politica avversa :sbong :sbong :sbongPerché a Piero Fassino stava tanto a cuore la conquista della Banca nazionale del lavoro? Perché il segretario dei Ds si dava del tu con l'amministratore delegato di Unipol, e festeggiava come un successo comune un affare fatto da quest'ultimo? Chi decise che l'intercettazione del dialogo tra Fassino e Consorte fosse talmente irrilevante da non venire nemmeno trascritta negli atti dell'inchiesta? Chi appose l'omissis sul brogliaccio? La Procura sapeva o non sapeva che dietro l'omissis del 18 luglio era nascosto Piero Fassino?
mery1981 mery1981 20/07/2013 ore 16.29.54 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: UNIPOL

Invano, nelle 97 pagine delle motivazioni depositate ieri dal tribunale di Milano si cercherebbe una risposta a queste domande La vera storia del tripudiante «abbiamo una banca!» di Fassino resta sullo sfondo del processo che ha portato alla condanna senza attenuanti e senza condizionale di Silvio Berlusconi e di suo fratello Paolo per la pubblicazione della intercettazione sul Giornale, nel dicembre del 2005. Una pennellata sola, per riconoscere la gravità - oggettivamente clamorosa - di quella conversazione, si trova a pagina 79 delle motivazioni: laddove i giudici definiscono la frase di Fassino «significativa della capacita della sinistra di fare affari e mettersi a tavolino coi poteri forti, in aperto contrasto con la tradizione storica, se non di quel partito, quanto meno dell orientamento del suo elettorato». Uno spiraglio appena, una porta che si apre e subito si richiude su una vicenda mai chiarita. Ma che i giudici ritengono evidente irrilevante ai fini della sentenza.
mery1981 mery1981 20/07/2013 ore 16.30.21 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: UNIPOL

E la sentenza è quella che il 7 marzo è approdata alla condanna non solo di Paolo Berlusconi, che un qualche ruolo come editore del Giornale ha ammesso in questa storia di averlo avuto, e che si vede riconosciuta anche la «aggravante scoop» («per conseguire indebiti profitti patrimoniali collegati tra l'altro ai maggiori incassi delle vendite del quotidiano di cui era editore, dovuti a quello scoop nel periodo di fiacca natalizia»). Ma è stato condannato anche suo fratello Silvio, per il quale la stessa Procura al termine delle indagini aveva chiesto il proscioglimento, e di cui invece per il tribunale è «logicamente provato» il «concorso morale» alla violazione del segreto e alla sua pubblicazione, quantomeno attraverso il «tacito assenso». «La sua qualità di capo della parte politica avversa a quella di Fassino rende logicamente necessario il suo benestare alla pubblicazione della famosa telefonata non potendosi ritenere che senza il suo assenso quella telefonata, che era stata fatta peraltro ascoltare a casa sua, fosse poi pubblicata».

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