Politica

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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

TeSdrum00 TeSdrum00 12/04/2020 ore 12.52.56
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@etimologico scrive:
Vai a vedere che è successo al Trivulzio.

appunto, nel comune di milano, sindaco sala, quello degli aperitivi.

chissà quanti parenti, infermieri, fornitori di quella casa di cura sono andati agli aperitivi di Sala prima di far visita ai degenti dell'albergo trivulzio :dito





John.7860 John.7860 12/04/2020 ore 13.48.42
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

La storia del mes ha, come atto finale nel continente, l'accordo siglato il 25 marzo 2011,
La parola, dopo, è passata ai singoli stati.
Il 3 agosto sempre 2011 il consiglio dei ministri vara il dl per la ratifica e l'attuazione dell'accordo di cui sopra.
Abbiamo un governo che conviene ad un accordo e ne predispone l'approvazione parlamentare, la ratifica.
Non c'è traccia di dissenso da nessuna parte, ne fronte PDL ne tantomeno Lega.
Poi il governo di incapaci cade la maggioranza si rimescola e il PdC è Monti.
Al momento della votazione, la lega è all'opposizione e vota contro quello che aveva approvato il 3/8, il PDL scappa come i ratti.
Bada bene non vota contro, non sarebbe passato, semplicemente scappa.
Dopo aver preso parte alle trattative in EU
, dopo aver predisposto l'approvazione, da vigliacco scappa.
E nuovamente non c'è traccia di dissenso.
Di seguito il tutto viene approvato e Monti firmerà.
Ai giorni nostri due imbecilli ci vogliono fare credere che non erano d'accordo.
Ma per credergli bisogna, minimo, essere piciu.

Ehm il paragone ratti dx può essere offensivo, me ne devo scusare.
I ratti non sono così schifosi.
TeSdrum00 TeSdrum00 12/04/2020 ore 13.59.38
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@John.7860 scrive:
Abbiamo un governo che conviene ad un accordo


accordo preso a brussel e votato in massa dal tuo PD

invece in forza italia lo votò una minoranza, nella lega nemmeno uno, mentre il PD lo votò all'unanimità I PDOCCHI LO VOTARONO TUTTI IL MES
chissà come mai tutti quelli del PD lo votarono se non erano d'accordo con il mes? boh
TeSdrum00 TeSdrum00 12/04/2020 ore 14.02.53
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@John.7860 scrive:
Abbiamo un governo che conviene ad un accordo e ne predispone l'approvazione parlamentare, la ratifica.

non conviene a un cazzo di niente: tutti i governi di tutti gli stati membri hanno dovuto sottoporre quell'accordo europeo preso a brussel ai parlamenti nazionali dei vari stati membri, è stato un provvedimento obbligatorio quello di sottoporlo al voto parlamentare, il governo berlusconi non poteva non farlo, raccontala giusta, cazzaro
TeSdrum00 TeSdrum00 12/04/2020 ore 14.15.00
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@John.7860 scrive:
la lega è all'opposizione e vota contro quello che aveva approvato il 3/8,

la Lega non aveva approvato niente, il governo italiano ha dovuto sottoporre quel provvedimento europeo al giudizio del parlamento italiano.... su questi temi è impensabile porre la fiducia come fa quel ratto di Conte.

il Mes l'hanno approvato quelli che lo hanno ratificato, cioè tutto il PD, tutto l'UDC, tutto il gruppo misto, tutto futuro e libertà e meno della metà del Popolo delle Libertà, cioè i traditori di Alfano....

e non certo la Lega che ha votato contro il mes all'unanumità

raccontala giusta, cazzaro
John.7860 John.7860 12/04/2020 ore 14.27.38
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@TeSdrum00 scrive:
accordo preso a brussel e votato in massa dal tuo PD

Ma lo vedi che non capisci.
Come poteva il PD trattare in EU quando l'Italia era rappresentata dal gaglioffo B?
Tanto che il dl lo ha scritto il governo B.
O stai mentendo, anche a te stesso o sei rincoglionito.
Monti è arrivato solo il 16/11
Il consiglio dei ministri è del 3/8.
TeSdrum00 TeSdrum00 12/04/2020 ore 14.40.47
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@TeSdrum00 scrive:
il PDocchio Roberto Gualtieri, attuale ministro delle finanze del governo Conte è stato addirittura relatore del MES

quello che suonava bellaciao con la chitarra ahahahahaha ma ci rendiamo conto?

e poi vorrebbero dare la colpa a salvini e meloni sti ratti di fogna
John.7860 John.7860 12/04/2020 ore 14.43.53
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@TeSdrum00 : la voce dell'Italia era rappresentata da B che ha accettato in nome del nostro paese.
E ne ha disposto la ratifica.
Perché il PdL non ha votato contro, invece di scappare?
TeSdrum00 TeSdrum00 12/04/2020 ore 14.47.51
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@John.7860 scrive:
la voce dell'Italia era rappresentata da B che ha accettato in nome del nostro paese.

non ha accettato niente, smettila di dire stupidate: lo ha solo sottoposto al giudizio del parlamento italiano, come era obbligato a fare per legge.... non farlo sarebbe stato un atto sovversivo.

e non era d'accordo, tant'è che nel PDL lo votarono solo i traditori di Alfano.... la maggioranza del PDL non votò a favore del MES, mentre il PD lo votò all'unanimità


smettila di dire balle, e vergognati
socrate666 socrate666 12/04/2020 ore 14.48.53 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: SALVINI & MELONI SPUTTANATI DA CONTE!

@agos.62 : Fra le tante polemiche vuote e capziose della politica italiana, di rado se ne ricorda una tanto fuori luogo, fuori tempo e fuorviante come quella sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes) che oppone in queste il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ai leader dell’opposizione Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia). Entrambi i fronti si sono lasciati andare ad accuse imprecise o infondate e soprattutto del tutto irrilevanti rispetto ai problemi che oggi affliggono l’Italia e l’Europa. Mentre la casa brucia, con gli inquilini dentro, gli amministratori di condominio litigano su chi abbia tagliato l’erbetta due anni fa, l’anno scorso e l’ultima volta. Logico? Forse no, ma guardiamo la successione degli eventi vediamo cosa è vero e cosa no delle affermazione delle personalità politiche delle ultime 24 ore.

Non è stato approvato giovedì
«Il governo ha approvato il Mes». È quanto stanno sostenendo Salvini e Meloni da quando giovedì notte l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo per una risposta in quattro punti dell’area euro e dell’Unione europea alla crisi economica dovuta alla pandemia. Salvini ha detto che il governo avrebbe «svenduto» il nostro Paese, Meloni che si è «sottomesso ai diktat di Germania e Olanda» e «umiliato all’Eurogruppo dice sì al Mes» in un atto di «tradimento». Ma è vero? Ciascuno ha le proprie opinioni e Salvini e Meloni hanno diritto alle loro. Per quanto riguarda i fatti, vari elementi sono però sicuramente da correggere. Nell’Eurogruppo di giovedì notte il governo italiano, attraverso il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, non ha approvato il Mes. Non poteva farlo perché appunto quell’ente intergovernativo - la cui base legale è un trattato fra i Paesi dell’area euro, che ne sono azionisti in quote più o meno pari al loro peso economico – esiste legalmente dal 27 settembre del 2012. Dunque questa settimana il governo non ha approvato il Mes, né ha «svenduto» l’Italia chiedendo una linea di credito agli «strozzini», come ha dichiarato il leader della Lega.




PER APPROFONDIRE
Lo speciale di Corriere Salute: la parola alla scienza per spiegare Covid-19
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Per l’Italia 36 miliardi
L’accordo di principio di giovedì scorso riguarda qualcos’altro: si chiama «Pandemic Crisis Support» e sarà una linea di credito limitata per ogni Paese a somme non superiori al 2% del suo prodotto lordo del 2019. Per l’Italia, che però ha dichiarato di non essere interessata, sarebbero circa 36 miliardi di euro. Questa nuova linea di credito, un’evoluzione di un’altra linea di credito «precauzionale» che esisteva già, per i Paesi interessati è finalizzata esclusivamente al contrasto della pandemia e dei suoi effetti sul sistema sanitario. Il nodo politicamente sensibile naturalmente sono sempre le condizioni di riforma, risanamento di bilancio o vigilanza alle quali sarebbe sottoposto l’accesso a questa linea di credito. Qui il linguaggio dell’Eurogruppo nel comunicato dell’altra notte lascia intuire il disaccordo tra due fronti che vedono l’Italia e l’Olanda alle due estreme. È però previsto che non si pongano condizioni macroeconomiche e di bilancio, che il programma sia standardizzato per tutti i Paesi che lo richiedono e sia praticamente automatica e preliminare anche l’analisi di sostenibilità del debito; quest’ultima è un aspetto particolarmente delicate: è infatti il canale attraverso cui il Mes può arrivare a chiedere interventi o addirittura una ristrutturazione del debito.

Per la sanità nessuna condizione
L’accesso «leggero» alla nuova linea di credito del Mes è però soggetto a un unico requisito principale: che il governo beneficiario del prestito lo usi solo per «il finanziamento diretto e indiretto della sanità, della cura e della prevenzione collegate ai costi della crisi Covid-19». Anche questa definizione è però volutamente vaga e flessibile: i costi indiretti dell’epidemia potrebbero includere per esempio l’onere di tenere a casa lavoratori di imprese chiuse, mentre la «prevenzione» potrebbe riguardare gli investimenti da fare per mettere e mantenere le fabbriche nelle nuove condizioni di sicurezza necessarie alla ripresa della produzione. Il Mes è ora disposto a finanziare tutto questo senza la contropartita di condizioni macroeconomiche, per somme fino al 2% del prodotto del Paese che chiede il prestito. Questa è l’unica vera novità di giovedì.

Il voto del 2012
Dunque il governo non ha «approvato il Mes» (esiste dal 2012) e non è stato «umiliato». Ma vediamo cosa ha detto Giuseppe Conte: «Giorgia Meloni e la Lega hanno approvato il Mes, erano al governo in quel momento». È stata la risposta, molto piccata, che ieri il premier ha fornito in conferenza stampa da Palazzo Chigi. Anche lui, come tutti, ha diritto al suo giudizio sul grado di coerenza dei leader dell’opposizione. L’accusa del presidente del Consiglio, nei fatti, è imprecisa anche se non realmente falsa. Vediamo perché. Sbagliato da parte di Conte è affermare che Salvini e Meloni fossero nella maggioranza o al governo quando il Mes fu approvato. L’atto costitutivo del Meccanismo europeo di stabilità è del 27 settembre 2012 e la versione del Trattato del Mes che permette l’avvio del percorso di ratifica nei parlamenti nazionali dei Paesi dell’euro è del 2 febbraio 2012. Tutto questo avviene dunque con Monti a Palazzi Chigi, e con una maggioranza parlamentare alla quale non appartenevano né la Lega né la fondatrice di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

L’azione del governo Berlusconi
Tuttavia il Mes ha le sue origini politiche, tecniche e in parte anche formali in una fase precedente. Accadde quando in Italia era al governo il centrodestra di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, in quella legislatura aderente al Popolo delle Libertà ma prima di Alleanza nazionale, era ministra della Gioventù. Il primo atto politico e formale di nascita del Mes risale infatti alla riunione dei ministri finanziari dell’Unione europea dell’11 luglio 2011, con l’Italia rappresentata da Giulio Tremonti (https://ec.europa.eu/economy_finance/articles/financial_operations/2011-07-11-esm-treaty_en.htm). In seguito si sarebbe incaricato di confermare quell’impostazione il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo del 27 luglio di quell’anno, con l’Italia rappresentata da Silvio Berlusconi. All’epoca non si riscontrano rimostranze, almeno pubbliche, né da parte di Salvini né di Meloni. In realtà poi il Mes ha un antecedente, che di fatto è la sua prima versione avviata in gran fretta, nel Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf). Su quest’ultimo l’accordo dei governi europei arriva il 10 maggio 2010 e l’avvio formale scatta il mese prima. Anche in questo caso Berlusconi era premier, Meloni era ministro, Salvini era un dirigente di un partito di maggioranza come la Lega, ma da parte di nessuno di loro si registrano all’epoca interventi di opposizione in proposito.

Gli aiuti a Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo
Non c’è dubbio che il Fesf e il Mes siano stati coinvolti anche in errori di politica economica. Più precisamente, i responsabili degli errori sono stati soprattutto i governi azionisti che siedono nei consigli di queste organizzazioni: in particolare ci fu un ritardo nel riconoscere che il debito greco andava ristrutturato e ci fu – in parte, rimane – un eccesso di intransigenza nell’imporre le tappe della riduzione del deficit in Grecia. Tuttavia la decisione di Berlusconi di dare via libera all’accordo europeo sulla costituzione del Fesf nel 2010 e del Mes nel 2011, quindi quella di Monti di firmare e ratificare il Trattato, appare oggi inevitabile e corretta. Quelle scelte vanno infatti lette alla luce della storia finanziaria di allora, non della retorica politica di oggi. Fra il 2010 e il 2012 il Fesf e il Mes hanno concesso circa 98 miliardi di prestiti al Portogallo, oltre duecento miliardi alla Grecia, 76 miliardi all’Irlanda, 41 miliardi alla Spagna, senza i quali quei Paesi non ce l’avrebbero fatta. Alcuni di quei Pesi sarebbero implosi finanziariamente in veri e propri default caotici che avrebbero potuto travolgere con le loro onde d’urto anche l’Italia.

Garantire la stabilità
Aver costituto il Fesf e il Mes – malgrado gli errori nel disegno dei programmi e delle relative condizioni - per in Europa e l’Italia beneficiò decisamente di questa scelta. Basti pensare che già nel maggio del 2010 - prima che la Germania desse il via libera alla costituzione del Fesf, che poi di fatto sarebbe confluito nel Mes due anni dopo – il sistema era sull’orlo del collasso proprio per la mancanza di un organismo di stabilizzazione finanziaria. Il Fesf e il Mes rappresentano per l’Europa esattamente ciò che il Fondo monetario internazionale è per il mondo: un organismo che offre liquidità ai Paesi con problemi di bilancia dei pagamenti o di accesso ai mercati. Nessuno oggi pensa che il sistema finanziario internazionale funzionerebbe meglio senza l’Fmi. Al contrario, è sicuro che sarebbe molto meno stabile. Sicuramente il Fesf e il Mes hanno problemi nel loro modello di governo, il cui organo supremo è un consiglio dove sono rappresentati tutti gli Stati azionisti e tutti hanno diritto di veto su tutte le scelte discrezionali più importanti.

Il peso dell’opinione pubblica
In particolare, il problema più grande è che alcuni governi orientano le scelte del Mes non con l’obiettivo di massimizzare il benessere economico del Paese in crisi, ma di ridurre il più possibile l’impopolarità delle proprie scelte fra la propria opinione pubblica. Questo per esempio ha causato l’eccesso di intransigenza della Germania verso la Grecia: il governo di Angela Merkel voleva mostrare ai propri elettori che il loro denaro non andava sprecato a favore di una popolazione greca ritratta sulla stampa come pigra e immeritatamente benestante. Merkel cercò di difendersi nei sondaggi in Germania, più di quanto abbia cercato di difendere e aiutare la Grecia. Ma, anche con questi problemi ed errori, il Mes nacque perché era allora un’istituzione necessaria alla stabilità finanziaria in Europa. Berlusconi e Monti, quando toccò a loro, dimostrarono dunque la stessa capacità di offrire solidarietà illuminata verso Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia che oggi l’Italia chiede dagli altri Paesi europei. Questa è storia di dieci anni fa. Il cuore della discussione di oggi peraltro non è sul Mes e sul suo nuovo programma senza condizioni – che l’Italia dichiara di non voler attivare – ma sul ben più sostanziale «Recovery Plan» proposto dall’Italia. Sarebbe utile che la politica italiana, senza partigianeria e polemiche inutili, si impegnasse per questo.

11 aprile 2020 (modifica il 11 aprile 2020 | 19:02)


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