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di destra, di centro o di sinistra... non importa. Discutiamo "civilmente" dell'operato dei nostri politici.

fiume.sandcreek fiume.sandcreek 13/06/2020 ore 16.29.44 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@miles27a scrive:
Fiume Sandcreek scrive: diventa quindi impossibile porre l’una e l’altra sentenza sullo stesso piano. ————————————————————- Si. È impossibile. Quando Cosa Nostra decide un omicidio, le persone che decidono sono poche e con stellette criminali non riconosciute dallo Stato Italiano. ( Boss, capimandamento, capidecina ). Quando lo Stato Italiano decide un ergastolo, lo fa in base a leggi approvate dai cittadini italiani ( Parlamento ), e applicate poi dalla Magistratura. Ho 59 anni e non ho mai votato per eleggere un boss di cosa nostra.


Concordo pienamente.
A questo punto bisogna chiedersi:
Stante che la pena di morte non è servita dove applicata a ridurre il tasso di criminalità a quale scopo mantenerla o introdurla?
miles27a miles27a 13/06/2020 ore 19.36.58 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

La cultura degli Stati Uniti è diversa dalla cultura italiana. Ai mafiosi italiani da fastidio il 41bis; figuriamoci la pena di morte. Manderebbero le loro mogli in ginocchio dalla Sicilia fino in piazza S. Pietro la Domenica mattina. I mafiosi hanno sempre visto la loro “ attività “ come un gioco di guardie e ladri, dove, come estrema decisione, la possibilità di dare la morte a un Cristiano è roba loro, esclusivamente loro. Sono disposti a farsi qualche anno di carcere normale; niente di più. ——————— Ma le regole del “ gioco “ non le possono decidere loro. Ci sono tanti, tanti familiari delle vittime che si aspettano giustizia da uno Stato. La Mafia non è stata sconfitta definitivamente, anzi, negli ultimi vent’anni si è ramificata anche al Nord. La pena di morte non c’è da non so quanti anni in Italia. Applicata in casi eccezionali, sarebbe un deterrente.

ma.nnaggia ma.nnaggia 13/06/2020 ore 21.20.35 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@fiume.sandcreek scrive:
La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?
Come da titolo.

Allora, in italia abbiamo i politici che, per sbaglio, hanno liberato un numero imprecisato di boss mafiosi...per prendere i voti del sud.
Lo trovo molto più criminale che condannare a morte un criminale che ha compiuto atrocità tali da essere estraniato per sempre dal consesso umano.
Deterrente? Secondo te non lo è?
fiume.sandcreek fiume.sandcreek 13/06/2020 ore 22.49.40 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@miles27a scrive:
La cultura degli Stati Uniti è diversa dalla cultura italiana. Ai mafiosi italiani da fastidio il 41bis; figuriamoci la pena di morte. Manderebbero le loro mogli in ginocchio dalla Sicilia fino in piazza S. Pietro la Domenica mattina. I mafiosi hanno sempre visto la loro “ attività “ come un gioco di guardie e ladri, dove, come estrema decisione, la possibilità di dare la morte a un Cristiano è roba loro, esclusivamente loro. Sono disposti a farsi qualche anno di carcere normale; niente di più. ——————— Ma le regole del “ gioco “ non le possono decidere loro. Ci sono tanti, tanti familiari delle vittime che si aspettano giustizia da uno Stato. La Mafia non è stata sconfitta definitivamente, anzi, negli ultimi vent’anni si è ramificata anche al Nord. La pena di morte non c’è da non so quanti anni in Italia. Applicata in casi eccezionali, sarebbe un deterrente.


Te lo chiedo senza il minimo intento polemico:

Cos'è la giustizia?


c.ioccolatino111 14/06/2020 ore 10.50.46 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@Mousse.allin scrive:
Lei è Cristiana? Io si. Cosa dice il vangelo a riguardo?


Io mi sono fermata al vecchio Testamento. Il mio Dio non perdona atti aberranti e mostruosi... inammissibili per la mente sana.
E il mondo è bello perchè è vario e brutto perchè avariato.... e dato che non siamo tutti uguali, (aborro l'uguaglianza utopica e ipocrita delle sinistre) se vi sono persone che perdonano non perché gli assassini meritano il perdono, ma perché loro stesse meritano la pace e sono convinte di raggiungerla tramite, appunto, il perdono... ve ne sono altrettanto altre che la raggiungono (la pace) non tramite la vendetta, ma attraverso la giustizia. E se questa dovesse trasformarsi invece in una "ingiustizia", (9 anni di carcere per aver ucciso un bambino è una barbarie) beh... non mi sento di giudicare un padre o una madre che voglia (potrebbe) e decida farsi giustizia da sé !

PS:
se lei è cristiano, dovrebbe aborrire, condannare, l'uccisione di mussolini da parte di assassini (veri e falsi) partigiani.
c.ioccolatino111 14/06/2020 ore 10.57.00 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@fiume.sandcreek scrive:
Tu da quale sventura sei stata toccata per rivendicare voce in capitolo?


Ti sembra sensata la tua domanda?
Non rivendicare ma siamo in una "democrazia" no? E allora io posso avere voce in capitolo in qualsiasi discussione, qualsiasi argomento che tu avvii nel forum.
Che vuoi fare... togliere la parola ai "destricoli"?
Si denota che il "lupo" perde il pelo ma non il vizio !


c.ioccolatino111 14/06/2020 ore 10.59.50 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@fiume.sandcreek scrive:
La Legge non esiste per soddisfare esigenze personali di vendetta o di rivalsa ma per garantire a tutti i componenti di una comunità nazionale equità e giustizia.


Ma che bella considerazione.
Giusto. E così la legge garantì a tutti i componenti (imputati) facenti parte del processo penale al quale facesti parte, equità e giustizia.
Tutti innocenti e nessun colpevole poiché i fatti non sussistevano... nel frattempo, il tuo amico Antonello moriva di crepacuore.

Bella roba !!!

Intendo dire che, equità e giustizia furono diramate e tutti ritornarono al proprio posto, meno uno!
c.ioccolatino111 14/06/2020 ore 11.09.37 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@fiume.sandcreek scrive:
L'abitudine di strappare lo scalpo al nemico è stata introdotta dagli europei.


Lo scalpo era un trofeo di guerra.
Se poi, negli anni, è saltato fuori che fu l'uomo bianco a inventarsi il tal rituale, poi ripreso dai nativi americani, non si sa poiché le notizie si rincorrono, come del resto anche la storia che certe volte viene revisionata dai nostalgici.

Ad ogni modo, fatta una breve ricerca... le contraddizioni si sprecano.
Ad es.: aveva solo 13 anni Robert McGee quando gli fu strappato lo scalpo. Era un orfano poiché furono massacrati i suoi genitori. Il convoglio sul quale viaggiava venne attaccato da una tribù Sioux.
Ma prima di iniziare il rito dello "scotennare"... al ragazzino furono inflitte numerose ferite e tuttavia sopravvisse. Durante tutto il tempo dello "scotennamento", McGee rimase cosciente.
Prova ad immaginare .... !

Togliere lo scalpo al nemico ucciso, o anche solo ferito, fu un rituale comune sin dall'antichità nelle popolazioni euro-asiatiche, e i nativi americani lo acquisirono velocemente a partire dal XVIII secolo.
In seguito lo scalpo divenne un bene commerciabile che i coloni bianchi pagavano a buon prezzo. Si diffusero quindi in tutto il paese i cacciatori di scalpi, bianchi e nativi americani, i quali andavano a caccia del cuoio capelluto da asportare ai morti.
Ma non solo i Siox scotennavano, anche i Comanche e altri nativi avevano l'abitudine di portarsi appresso il proprio "trofeo" appartenente al nemico!

https://www.farwest.it/?p=14541
fiume.sandcreek fiume.sandcreek 14/06/2020 ore 11.53.05 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@c.ioccolatino111 scrive:
Ti sembra sensata la tua domanda?
Non rivendicare ma siamo in una "democrazia" no? E allora io posso avere voce in capitolo in qualsiasi discussione, qualsiasi argomento che tu avvii nel forum.
Che vuoi fare... togliere la parola ai "destricoli"?
Si denota che il "lupo" perde il pelo ma non il vizio !


Quanto da te esposto mi appare senza capo ne coda.
Il contesto era lo stato d'animo di chi aveva subito un grave torto o ingiustizia.
Tu hai provato tale stato d'animo?
Hai subito ingiustizie tali atte a configurarti nello stesso?
Possiedi una capacità empatica atta all'identificazione emotiva?
Oppure ti basi esclusivamente sul'immaginazione personale?
E quale correlazione ha col tema del 3D il riferimento al negare la parola ai destricoli?
Chi l'ha esposto nella presente sede?
Ed a quale proposito?
fiume.sandcreek fiume.sandcreek 14/06/2020 ore 12.10.42 Ultimi messaggi
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(Nessuno)RE: La pena di morte è un deterrente contro la criminalità?

@c.ioccolatino111 scrive:
Lo scalpo era un trofeo di guerra.
Se poi, negli anni, è saltato fuori che fu l'uomo bianco a inventarsi il tal rituale, poi ripreso dai nativi americani, non si sa poiché le notizie si rincorrono, come del resto anche la storia che certe volte viene revisionata dai nostalgici.

Ad ogni modo, fatta una breve ricerca... le contraddizioni si sprecano.
Ad es.: aveva solo 13 anni Robert McGee quando gli fu strappato lo scalpo. Era un orfano poiché furono massacrati i suoi genitori. Il convoglio sul quale viaggiava venne attaccato da una tribù Sioux.
Ma prima di iniziare il rito dello "scotennare"... al ragazzino furono inflitte numerose ferite e tuttavia sopravvisse. Durante tutto il tempo dello "scotennamento", McGee rimase cosciente.
Prova ad immaginare .... !

Togliere lo scalpo al nemico ucciso, o anche solo ferito, fu un rituale comune sin dall'antichità nelle popolazioni euro-asiatiche, e i nativi americani lo acquisirono velocemente a partire dal XVIII secolo.
In seguito lo scalpo divenne un bene commerciabile che i coloni bianchi pagavano a buon prezzo. Si diffusero quindi in tutto il paese i cacciatori di scalpi, bianchi e nativi americani, i quali andavano a caccia del cuoio capelluto da asportare ai morti.
Ma non solo i Siox scotennavano, anche i Comanche e altri nativi avevano l'abitudine di portarsi appresso il proprio "trofeo" appartenente al nemico!


Dovresti leggere testi maggiormente approfonditi.
Asportare lo scalpo ad un nemico era un gesto che arricchiva la fama e la considerazione del guerriero che compiva tale gesto.
E maggiore era il coraggio del nemico proporzionale era il valore dello scalpo che gli veniva strappato.
In genere i Dakota Hunkpapa (meglio noti come Sioux, termine che significa "SERPENTI" dato dall'etnia neica dei Crow) non scalpavano i morti suicidi perché ritenuti codardi, infatti la chioma bionda del colonnello George Armstrong Custer rimase al suo posto alla fine della battagia del Little Big Horn.
Analogo atteggiamento avevano i Comanches del gruppo Quahadi ma non i loro cugini Penateka.
I messicani misero una taglia sugli scalpi degli Apaches, sia deii gruppi Mescaleros e Jacarilla che dei più pacifici Mimbrenos.
100 pesos per lo scalpo di un adulto maschio, 50 per una donna, 25 per un bambino.
Alcuni episodi indicativi sono redatti sulla biografia di Tatanka Yota Ke (Toro Seduto) a seguito riportata (che ti consiglio vivamente per gli approfondimenti contenuti).

"TORO SEDUTO, LA SUA VITA E I SUOI TEMPI" di Robert M. Utley

Ma per la maggior parte dei gruppi tribali che praticavano tale usanza, tranne i predoni come gli Apaches (che mi stanno cordialmente antipatici in quanto più bestie che uomini) o gli Shoshones o i già citati Penateka, scalpare un nemico era quasi un gest di rispetto nei confronti del suo coraggio, ed il trofeo acquisito assumeva un grande valore simbolico ai loro occhi, tanto da venire esposto con orgoglio al di fuori del proprio wigwam.
Ecco perché appare difficilmente credibile la storia che hai citato.
Scalpare un bambino dopo averlo torturato non sarebbe stato motivo di orgoglio alcuno per nessun guerriero.
Tranne forse gli animali in forma umana sopra citati.

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